Google Chrome 10 e lode

27 feb 2011 · News ed Eventi

Prima beta per la decima release del browser di Mountain View. E nuovo ritardo per la versione stabile di Firefox 4

Roma – Chrome 10 Beta è la nuova versione anteprima del browser basato su WebKit e sviluppato da Google. Sebbene sia ancora in una fase embrionale, il software di navigazione introduce una serie di caratteristiche consistente, andando oltre il semplice restyling. L’aggiornamento disabilita automaticamente i plugin obsoleti per non compromettere stabilità e sicurezza.La prima beta del decimo Chrome introduce una versione potenziata del motore JavaScript V8 che, stando alle dichiarazioni di Mountain View, dovrebbe correre molto più veloce di quello utilizzato in Chrome 9. Il sessantasei percento in più.

Con l’update arriva anche l’implementazione preliminare dell’accelerazione video via GPU, per ridurre dell’ottanta percento gli sforzi del processore quando si visualizzano contenuti a schermo interno.

Tra le altre novità si segnala la possibilità di sincronizzare le password salvate su più computer, insieme a segnalibri, preferenze, temi ed estensioni. L’aspetto del pannello delle opzioni è notevolmente cambiato ed ora è possibile accedere alle pagine delle preferenze tramite il loro URL dedicato, o risalire ad una impostazione in particolare, passando dall’apposita casella di ricerca.

Nello stesso giorno in cui la nuova beta di Google veniva al mondo, Mozilla dichiarava di essere in ritardo con la release finale di Firefox 4. La dodicesima versione Beta del browser è ancora ferma i box per una serie di bugda sistemare. La risoluzione dei problemi che bloccano l’uscita è prevista per i prossimi giorni, ma la versione stabile del quarto Firefox, attesa per novembre, non uscirà neppure questo mese.

Roberto Pulito

Punto Informatico

Intel, se alla porta c’e’ Barack Obama

27 feb 2011 · News ed Eventi

Paul Otellini sarà presidente del neonato consiglio sul lavoro e la competitività. Il Presidente statunitense applaude i nuovi investimenti del chipmaker californiano e invita a cena i grandi CEO dell’IT

Roma – A guidare gli Stati Uniti verso una rinnovata competitività sul mercato globale saranno innanzitutto gli annunciati investimenti nei settori della ricerca, dell’innovazione e delle infrastrutture. È la visione illustrata dal Presidente Barack Obama, recentemente intervenuto nel corso di una visita alla sede in Oregon di Intel.Un’occasione per congratularsi con gli impegni assunti dai vertici di Intel nel campo della formazione. L’azienda californiana ha infatti destinato circa 50 milioni di dollari alla specializzazione degli studenti dello stato dell’Oregon. Una strategia volta al futuro reclutamento di nuovi impiegati, indicata da Obama come possibile strada per altre società a stelle e strisce.

Lo stesso Obama ha dunque sottolineato come i settori della tecnologia e della ricerca siano fondamentali affinché la “prossima Intel” nasca negli Stati Uniti e non in paesi come la Cina o la Germania. La visita presidenziale in Oregon ha fatto seguito alla recente investitura di Paul Otellini: il CEO di Intel diventerà presidente del neonato Consiglio sul Lavoro e la Competitività.

Una nomina quantomeno curiosa, dati i giudizi non esattamente positivi già espressi da Otellini sul cosiddetto stimulus plan. Ovvero l’imponente manovra da 787 miliardi di dollari voluta dalla Casa Bianca per uscire dalla grande recessione economica. Il CEO di Intel, insieme alla fazione repubblicana, aveva giudicato inefficaci le strategie volute da Obama.

Il presidente statunitense ha intanto pasteggiato insieme ai principali CEO dell’attuale panorama IT. Tra questi Mark Zuckerberg, Eric Schmidt e Steve Jobs, in barba alle clamorose indiscrezioni sul suo precario stato di salute. Obama ha ancora parlato di innovazione, dei possibili metodi per invogliare le grandi aziende ad assoldare forza lavoro qualificata.

E di nuova forza lavoro avrà bisogno la stessa Intel, che in un recente comunicato stampa ha annunciato la prossima apertura di una nuova sede a Chandler, in Arizona. L’investimento complessivo si aggira sui 5 miliardi di dollari, per l’apertura nel 2013 di una fabbrica specifica: in Arizona si realizzeranno wafer di 300mm sfruttando tecnologie di produzione a 14nm.

Mauro Vecchio

Punto Informatico

Prime automobili elettriche controllabili da iPhone presentate da BeeWi

27 feb 2011 · News ed Eventi

Al Mobile Wolrd Congress, ogni anno vengono presentati gli accessori più strani e, a volte, apparentemente inutili, quest’anno la BeeWi ha presentato un oggetto davvero sfizioso per gli amanti di automobili radiocomandate e di iPhone.

Questa novità consiste in una piccola automobilina radiocomandata, controllabile direttamente dal nostro iPhone tramite bluetooth.

Tale novità prende il nome di Bluetooth Controlled Car che è stata realizzata per essere radiocomandata non solo da iPhone, ma da Smartphones.

Per il momento, la Bluetooth Controlled Car è disponibile in 2 versioni, una compatibile con iOs e l’altra compatibile con Android.

La BeeWi dichiara che la Bluetooth Controlled Car deve essere alimentata da 3 batterie stilo di tipo AA che forniscono un’autonomia di circa 3 ore.

Il prezzo?

La casa dichiara che la versione per Android costerà 49€, mentre quella per iOs 69€ (i 20€ in più ci sono perchè utilizza un controller proprietario, mentre Android è libero).

Per avere maggiori dettagli a riguarda potete visitare il sito ufficiale.

PianetaTech.it

Telecom, che stretta al p2p stop software ‘mangia-banda’

27 feb 2011 · News ed Eventi

Dal primo marzo il maggior operatore nazionale e proprietario della rete nazionale metterà questa novità nero su bianco, aggiornando le condizioni contrattuali. Come hanno già fatto altre telecom. Che cosa cambia e cosa potrà cambiare di ALESSANDRO LONGO

TELECOM Italia comincerà a rallentare, per i propri clienti Adsl, i servizi che consumano più banda, come il peer to peer (file sharing): l’ha annunciato nei giorni scorsi. Dal primo marzo metterà questa novità nero su bianco, aggiornando le condizioni contrattuali. Non è certo il primo operatore a compiere questo passo in Italia. Ma è comunque una cosa notevole, dato che si tratta dell’operatore maggiore e del proprietario della rete nazionale italiana. Sembra quindi che la vita degli appassionati di peer to peer sia destinata a diventare più difficile, a breve. Telecom annuncia infatti che “potrà limitare la velocità di connessione ad Internet, intervenendo sulle applicazioni che determinano un maggior consumo di banda (peer to peer, file sharing ecc.)”. Il motivo dichiarato è “garantire l’integrità della rete e il diritto da parte della generalità degli utenti di accedere ai servizi di connettività a internet anche nelle fasce orarie in cui il traffico dati è particolarmente elevato”. Ricordiamo che su circuiti peer to peer si trovano spesso musica, film e software pirata, ma non solo: anche opere e contenuti leciti.

In un’altra pagina, Telecom aggiunge che limitare applicazioni come il peer to peer servirà a “garantire anche nelle ore di punta una sufficiente disponibilità di banda per il funzionamento soddisfacente delle altre applicazioni “realtime” (es. navigazione internet, posta elettronica, Youtube, ecc.)”. La buona notizia è insomma che il video streaming, pur consumando molta banda, non sarà limitato. Si sa anche che queste limitazioni colpiranno solo le centrali congestionate dal traffico, quindi in località e in orari precisi. Telecom però non ha definito questi ultimi, come fa sapere a Repubblica.it, né le esatte modalità e i tempi di introduzione della novità. Dal primo marzo infatti si riserva il diritto di applicare le limitazioni, ma potrebbe aspettare ancora qualche tempo prima di metterle in pratica. Pubblicherà altri dettagli su questa pagina, nei prossimi giorni.

Vari operatori Adsl già da tempo limitano il peer to peer, nei momenti di congestione del traffico. Lo specificano, sui propri siti, TeleTu e Wind, tra gli altri. Telecom si è deciso a farlo solo ora probabilmente per fronteggiare casi straordinari di traffico congestionato, su alcune centrali telefoniche (forse quelle non collegate in fibra ottica). In quanto proprietaria della rete, Telecom ha sempre avuto meno problemi di congestione rispetto ad altri operatori, infatti.

Il problema di fondo, che emerge dell’esperienza degli utenti, è che i limiti al peer to peer possono essere a volte davvero penalizzanti. Al punto da rendere di fatto inutilizzabile il servizio, poiché troppo lento. Telecom specifica però che i limiti non pregiudicheranno l’efficienza del peer to peer. E questo è un punto importante. Al momento in Europa non ci sono leggi esplicite a questo riguardo, ma saranno recepite nei prossimi mesi (probabilmente a maggio) con il nuovo “Telecoms Package”, cioè il pacchetto di regole tlc deciso dall’Unione Europa. Qui si vieta per la prima volta di bloccare qualsiasi tipo di servizio e si impone agli operatori di comunicare agli utenti con trasparenza le proprie pratiche di gestione traffico. “Il problema è che queste regole sono troppo generiche. Non ci sono obblighi precisi su quanto limitare i servizi e su quale livello di informazioni offrire agli utenti”, spiega Marco Pierani, responsabile rapporti istituzionali di Altroconsumo. “Per questo motivo- continua Pierani- il Beuc, l’organizzazione dei consumatori europea, la settimana scorsa ha chiesto alla Commissione europea di pubblicare una raccomandazione con regole più precise su questo tema, che per gli esperti va sotto il nome di neutralità della rete”.

E su rete fissa va in fondo sempre meglio che su rete mobile, dove gli operatori arrivano ormai a decidere tariffe diverse a seconda del tipo di applicazione Internet utilizzata dall’utente e a penalizzare il VoIP. Si noti che anche gli operatori mobili, per prudenza nei confronti dei regolatori, hanno scelto di non bloccare specifiche applicazioni sulla propria rete. Alcuni di loro però (Tim, Vodafone, Wind) limitano a fare pagare a parte, rispetto al canone a forfait, quelle sgradite (peer to peer e VoIP). Così l’utente può accedere comunque a tutti i siti e le applicazioni; ma di fatto è scoraggiato a usare il VoIP perché lo pagherebbe molto.

E’ una forma di discriminazione tariffaria, insomma. Secondo i difensori della neutralità della rete, anche questa discriminazione minaccia l’innovazione. E’ come se un operatore Adsl, poiché offre la tv, facesse pagare a parte Youtube rispetto al normale canone mensile. E magari non lo facesse pagare a parte solo agli utenti abbonati all’offerta Adsl più costosa. Una volta ammesso il principio che è lecita la discriminazione tariffaria, si possono aprire vari scenari ed è questo che spaventa i sostenitori della neutralità. Tipo: l’operatore x fa un accordo con l’editore y e quindi include nel forfait dell’Adsl solo il traffico fatto su certi tipi di giornali online e non su altri. Non blocca l’accesso ai giornali di altri editori (ci mancherebbe), ma comunque ne scoraggia la lettura.

Al momento sono pratiche legittime, tuttavia. La situazione potrebbe cambiare solo se la nostra Autorità garante delle comunicazioni decidesse che anche questa è una pratica proibita. Prima o poi si pronuncerà a proposito, al termine di un’indagine che sta conducendo sul tema della neutralità della rete ma che è ancora in una fase preliminare.

Repubblica.it > Tecnologia

Speak a Message: come inviare e-mail con la propria voce

27 feb 2011 · News ed Eventi

Se siete in cerca di un modo originale per comunicare con i vostri contatti e-mail, Speak a Message potrebbe essere la soluzione che fa per voi. Quest’applicazione, completamente gratuita, permette infatti di personalizzare i propri messaggi di posta elettronica con immagini, audio e persino una registrazione della voce. Sfruttando un microfono installato su PC, il software permette appunto, prima di inviare il messaggio, di poter registrare qualcosa con la propria voce, inaugurando così magari un inedito sistema di e-mail vocali!

Oltre a questo, il grande vantaggio di questo programma è quello di essere davvero semplice ed intuitivo da utilizzare.  Tramite un’interfaccia visuale, in poche mosse sarete in grado di fare tutto ciò di cui avete bisogno, persino cambiare lo skin della e-mail che state per inviare, perfetta magari per regalare un pensiero romantico ad una persona cara ma lontana.

Speak A Message, scaricabile a questo indirizzo, è compatibile con i sistemi operativi Windows XP e Windows 7. È inoltre disponibile anche una versione avanzata, pensata per i professionisti, ma ovviamente a pagamento. Al costo di 29 Euro, si avrà a disposizione un pacchetto completo di funzioni aggiuntive, utile magari per chi vuole personalizzare i messaggi della propria azienda e comunicare così in maniera totalmente differente rispetto le altre.

WeGeek.net

Telecom limita il P2P

27 feb 2011 · News ed Eventi

telecom_filtri p2pUna notizia che farà infuriare il pubblico amante del peer to peer, si tratta l’ennesima notizia di applicazione di filtri anti p2p da parte di un grande provide. I filtri agiscono limitando la banda ai client che si occupano di condividere file, al fine di regolamentare e preservare la disponibilità di connessione ed evitare intasamenti.

E’ ora la volta anche di Telecom Italia che limiterà le funzionalità di file sharing sulla sua gamma di prodotti Alice. Questo quanto riportato dalle nuove Condizioni Generali di Contratto dell’offerta adsl di Telecom Italia che diverranno effettive a partire da marzo. Telecom ha tenuto necessario l’applicazione per preservare la ualità della rete e ha fatto sapere però che i filtri  di tipo dinamico, cioè entrano in funzione qualora ci sia un forte decremento delle risorse di rete disponibili.

Non sorprenderebbe che tutti gli altri operatori seguissero la strada dell’ex monopolista, anche se esiste la possibilità che invece anche a livello commerciale si punti ad una differenziazione tra offerte con o senza blocchi, questo a vantaggio della concorrenza.

PianetaTech.it

MegaSkipper, guarda i video di Megavideo senza limiti

26 feb 2011 · News ed Eventi

Abbiamo parlato spesso e volentieri del portale MegaVideo: è un sito molto interessante, che permette di caricare sui propri server file video. I filmati possono avere anche grandi dimensioni, quindi chi vuole può caricare video che superano anche l’ora e mezza. Ma per visualizzarli spesso ci troviamo a combattere con un fastidioso problema: infatti per chi non è registrato con un account a pagamento, la visualizzazione del film sarà interrotta dopo 72 minuti. Un fastidio veramente notevole, se i video che dobbiamo visualizzare durano più di 72 minuti, o se vogliamo vedere più video che hanno una durata totale superiore ai 72 minuti. Come si fa in questi casi? Il metodo più “barbaro” è quello di staccare il modem, ricollegarsi: il sito non bloccherà più il vostro IP e quindi avrete superato quella soglia ed avrete a disposizione altri 72 minuti per visualizzare il vostro filmato. In alternativa esistono numerosi siti – spesso vengono subito bloccati – che riescono ad aggirare il limite dei 72 minuti di Megavideo: uno di questi è MegaSkipper. Il sito vi chiederà di inserire il numero ID del filmato di Megavideo e quando arriverete ai 72 minuti, il filmato non si interromperà. Come funziona?
1) Raggiungete il sito MegaSkipper, cliccando su questo link.
2) Incollate nell’apposita area l’ID del filmato Megavideo che volete vedere. L’ID è quel codice alfanumerico che viene inserito nel link dopo la dicitura ?v= (per esempio www.megavideo.com/?v=IDMEGAVIDEO)
3) Non dovreste avere nessun problema a visualizzare un filmato che durerà più di 72 minuti.
E’ disponibile una estensione di MegaSkipper per Google Chrome: dopo averla installata, vi permetterà di cliccare sull’icona che si installerà nella barra di Chrome, per aprire una nuova finestra di MegaSkipper col link del filmato di Megavideo che avevate aperto. Potete scaricare l’estensione da questo link.

WeGeek.net

Come iscriversi a Linkedin

26 feb 2011 · News ed Eventi
  1. Linkedin è un social network illuminato, che con la semplice registrazione, potrà farti entrare in contatto con molte persone del tuo stesso ambito lavorativo. Esso, infatti ha come obiettivo proprio quello di fondare un network o di aiutare chi in questo momento un lavoro non ce l’ha, attraverso la visibilità.
  2. Iscriversi e registrarsi a Linkedin è molto semplice, ti occorreranno soltanto cinque minuti. In primo luogo vai su www.linkedin.com e cerca il pulsante Crea account. Ti verranno aperte delle pagine in cui dovrai inserire il tuo, nome, cognome, generalità etc, per effettuare la classica registrazione.
  3. Al termine ti arriverà una mail nella casella di posta da te dichiarata che contiene un link di conferma. Ultimata questa procedura, potrai inserire il tuo Curriculum Vitae, riportando le tue esperienze lavorative, l’ambito e tutto ciò che potrà esserti utile per ottenere visibilità nel tuo settore di lavoro.

Categorie: Social network e chat

Tags: account, curriculum vitae, lavoro, LinkedIn, registrazione

PianetaTech.it

Facebook apre a coppie di fatto

26 feb 2011 · News ed Eventi
Facebook apre a coppie di fatto (ANSA) – ROMA, 18 FEB - Sì al riconoscimento delle unioni civili e alle coppie omosessuali: la novità non arriva da qualche ordinamento giuridico, ma da Facebook con i suoi circa 600 milioni di utenti. Non più solo ‘single’, ‘fidanzato’, ‘impegnato’, in una relazione ‘complicata’ o ‘aperta’, ‘sposato’, ‘vedovo’, ‘separato’ o ‘divorziato’: da oggi per indicare nel profilo la propria situazione sentimentale si potrà scegliere anche fra ‘unione civile’ e ‘partnership domestica’, che indica anche coppie dello stesso sesso.

News di Tecnologia – ANSA.it

Al marketplace di Microsoft non piace la GPL

26 feb 2011 · News ed Eventi

Il testo della licenza d’uso sembra escludere ogni alternativa al copyright. Ma è questione di incompatibilità, più che di scelta deliberata. Xbox e Windows Phone tagliano fuori il free software?

Roma – Nelle clausole della licenza per accedere al marketplace delle app di Windows Phone sembra essercene una contro l’utilizzo di licenze software GPLv3. Come già accaduto ad Apple, però, non sembra trattarsi di una scelta esplicita di Microsoft, ma il risultato logico degli obblighi richiesti dalla licenza open source che entrerebbero in contraddizione con la struttura di un marketplace.A diffondere per primo la notizia il blog dello sviluppatore ed evangelist di Red Hat Jan Wildeboer, che ha spiegato come all’articolo 5 della licenza di accesso a Windows Marketplace Redmond precisi di non accettare software o altri materiali “che, in tutto o in parte, sono disciplinati o sottoposti ad una Excluded License, o che altrimenti condizioni la Richiesta ai termini di una Excluded License“. Concetto ulteriormente approfondito alla lettera L dell’articolo 1 come “qualsiasi licenza che richiede, come condizione per l’utilizzo, la modifica e/o la distribuzione del software soggetto alla licenza, che il software o altro software combinati e/o distribuiti con essa sia (i) divulgato o distribuito in forma di codice sorgente, (ii) licenziato per creare opere derivate, o (iii) ridistribuibile senza alcun costo”. Insomma, a determinare l’esclusione sono le clausole di redistribuzione senza costi.

Alla definizione data nelle EULA segue proprio l’esemplificazione delle licenze GPLv3 e quelle ad esse equivalenti.

Wildeboer ha sottolineato come una scelta del genere strida con le dichiarazioni di amicizia di Microsoft al mondo open source, in particolare nel settore dei business software dove Redmond collabora con MySQL, PHP, Drupal, SugarCRM. Non riducendo a questo il discorso, il rapporto tra Microsoft e il mondo open source può facilmente essere definito complicato.

In realtà, tuttavia, questa volta sembra trattarsi di un problema di vera e propria incompatibilità e non di scelta discriminatoria da parte di Microsoft: il problema della compatibilità tra GPL e marketplace, infatti, si era già presentato a Cupertino con il caso VLC.

Come praticamente tutti i marketplace, infatti, sia quello di Apple che quello di Microsoft hanno delle condizioni ulteriori (anche nel caso di distribuzione gratuita) che limitano un’ulteriore distribuzione del software, entrando inevitabilmente in conflitto con le licenze virali GPL. Nel caso di Apple si parlava di GPLv2, ma con la versione 3 della licenza open source, poi, la restrizione rispetto alla distribuzione via app store con EULA come quelle di Cupertino e Redmond è stata resa esplicita.

Claudio Tamburrino

Punto Informatico

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