Android supera Symbian: è il sistema operativo più diffuso

3 feb 2011 · News ed Eventi

Google AndroidAndroid ha superato Symbian: lo rivela una ricerca della società americana Canalys, secondo cui si sarebbe consumato il sorpasso della piattaforma mobile di Google ai danni di Symbian. Stando ai dati riportati da Canalys, nell’ultimo trimestre 2010 Android avrebbe venduto 33,3 milioni di smartphone nel mondo, raggiungendo una quota di mercato mondiale pari al 32,9%. Symbian, invece, sarebbe fermo al 30,6%.

La crescita di Android è sotto gli occhi di tutti ma le cifre fornite da Canalys fotografano un boom che forse sfugge anche agli osservatori più attenti: facendo il confronto tra il quarto trimestre 2009 e gli ultimi tre mesi del 2010, infatti, il sistema operativo di BigG ha fatto segnare una crescita del 615,1%, passando dall’8,7% di market share di un anno fa all’attuale 32,9%.

All’ascesa di Android corrisponde il crollo verticale di Symbian: sempre prendendo a riferimento la quota di mercato mondiale, gli smartphone Nokia sarebbero passati dal 44,4% al 30,6%. Stabile Apple che passa dal 16,3% al 16% mentre Blackberry di RIM mantiene la quarta posizione mondiale con un calo dal 20% al 14,4%. Ancora molto distaccata Microsoft, che pure sta ottenendo discreti risultati dopo il lancio di Windows Phone 7.

Tra le case produttrici svettano HTC e Samsung, entrambe con Android, anche se la rilevazione di Canalys, è bene sottolinearlo, riguarda soltanto i sistemi operativi per smartphone, la cui vendita complessiva è cresciuta quasi dell’87% nel periodo considerato. Non sono quindi inclusi nella rilevazione i telefoni cellulari senza sistema operativo, un settore in cui Nokia continua a mantenere la leadership.

PianetaTech.it

Bezos: “Amazon punta sull’Italia partiti con 4 milioni di utenti”

3 feb 2011 · News ed Eventi

Parla il fondatore del colosso mondiale dell’e-commerce, da poco arrivato anche nel nostro paese. Il business cresce, anche se i mercati si attendevano risultati migliori. “Sorpasso degli ebook sui libri di carta” di ERNESTO ASSANTE

JEFF BEZOS è un uomo soddisfatto. Amazon, l’azienda che ha fondato e che guida da molti anni, gode di buona salute e, nonostante i mercati aspettassero risultati migliori, cresce sia come utenti che come fatturato e ricavi. Il colosso globale dell’e-commerce ha sfondato anche in Italia, dove è arrivato da pochi mesi e sta conquistando, dopo gli Stati Uniti e l’Europa, anche il mercato asiatico, con un crescento successo in Cina.

Quali sono gli obiettivi che si pone Amazon oggi?
“Abbiamo molti obiettivi sia nel breve che nel lungo termine, ma in linea generale, se dovessi dire dove sta andando Amazon ho le idee le idee chiare: vogliamo ottenere risultati sempre migliori nell’essere un’azienda centrata sul cliente, essere completamente “customercentric”. Per spiegarmi meglio le faccio un esempio: dopo la Seconda Guerra Mondiale il fondatore della Sony, Morita, aveva una missione, voleva che il Giappone diventasse famoso per la qualita dei suoi prodotti. Il suo obbiettivo era migliorare la percezione del Giappone che la gente nel mondo doveva avere dopo il disastro della guerra, voleva che il mondo pensasse bene del Giappone e lavorò perché questo accadesse attraverso i prodotti della Sony. Anche noi abbiamo una visione, vogliamo costruire una “customer experience” così nuova e soddisfacente in grado di spostare in avanti tutto il mercato, stabilendo regole e standard  diversi e innovativi. E sono sedici anni che lavoriamo su questo”.

In molti, infatti, vi

hanno seguito, in alcuni casi vi hanno letteralmente copiato…
“Il nostro approccio è differente da quello degli altri e ci teniamo a sottolinearlo. Ci sono aziende di grande successo il cui principale obbiettivo è la competizione, ogni giorno si chiedono “come faccio a superare gli altri” ed hanno una strategia costruita su questa competizione, che li spinge a seguire e copiare i pionieri. Noi no, non ci interssa molto la competizione, ci interessa, invece, trovare nuove idee e nuovi pioneri. Non ci preoccupa sbagliare, non ci importa se ogni tanto finiamo in un vicolo cieco, anzi ci piace. Al centro del nostro mondo ci sono i bisogni dei nostri clienti, i loro desideri, e crediamo che questo approccio sia alla base del nostro successo”.

Quali sono le aree in cui vedete ancora spazi di crescita?
“È evidente che gli spazi di crescita, in generale, per il commercio elettronico sono moltissi. Ma guardando in avanti tutto quello che sta accadendo nel territorio del mobile è avvincente, c’è spazio per grandi invenzioni, è un area dinamica, in crescita ed è eccitante poter essere all’altezza delle nuove sfide”.

Pensa anche lei, come Steve Jobs, che stiamo entrando nell’era del post computer?
“È sicuramente vero che i nuovi device, dal Kindle agli smartphone, stanno cambiando il modo in cui la gente è connessa e usa i media digitali. Ma non credo che laptop o desktop spariranno, verranno affiancati dai tablet, dagli e-reader e da altri nuovi strumenti”.

Amazon è arrivata in Italia da poco e dopo una lunga attesa. È soddisfatto dei risultati?
“Molto più che contento perché i risultati che abbiamo ottenuto hanno superato ampiamente le nostre più rosee previsioni. Noi abbiamo  puntato molto sul mercato italiano, abbiamo aperto Amazon. it con la piu grande scelta di categorie merceologiche e abbiamo offerto circa un milione di prodotti, ma la risposta è stata incredibile. Stiamo già lavorando per ampliare l’offerta e migliorare il nostro servizio. Se vuoi avere un servizio che funziona, con i prodotti che vengono consegnati rapidamente e a costi bassi, devi avere una strutura locale che funziona bene. Abbiamo avuto quattro milioni di utenti  unici in pochi mesi, siamo molto incoraggiati, è stata una partenza fantastica”.

Quali sono state le principali difficoltà incontrate sul mercato italiano?
“Nessuna in particolare, in linea di massima i consumatori sono uguali in tutti i paesi, vogliono prezzi bassi, grande selezione di prodotti e velocità nella consegna. Siamo concentrati su queste cose perché sappiamo che sono quelle che contano, e contano anche in Italia”.

Che dimensioni ha il mercato italiano rispetto agli altri?
“È assolutamente in linea con la media europea, il mercato principale è la Germania, poi l’Inghilterra, la Francia e l’Italia. Diciamo che il nostro mercato rispetta la grandezza dei mercati dei paesi in cui operiamo”

Il successo del Kindle e degli ebook è il segno di un grande cambiamento nel modo in cui i lettori si rapportano ai libri.
“Quest’ anno abbiamo per la prima volta venduto piu libri elettronici che edizioni economiche su carta. I libri per Kindle sono piu conventienti, li puoi avere in sessanta secondi, te ne puoi portare dietro centinaia e leggerli dove vuoi, una intera biblioteca. E poi sono più leggeri, puoi cercare contenuti all’interno, puoi interagire con i dizionari, offrono, insomma, un’esperienza di lettura comoda e conveniente. E questa è la chiave del loro successo”.

Succederà al mercato dei libri quello che è accaduto al mercato dei dischi?
“I libri fisici ci sarano ancora in futuro, ma non saranno l’oggetto primario della lettura. Bisogna ricordare che il libro di carta è solo un contenitore del testo, quando leggi un romanzo o una biografia, o altro, dopo un po’ non pensi più alla carta, all’inchiostro e alla colla che hai in mano, sei nel mondo che l’autore ha creato per te. Questo resta sempre, è il testo ad essere importante”.

La crisi economica ha colpito tutti, ma Amazon ha continuato a crescere…
“Nessuna azienda è immune dalla macro economia, siamo cresciuti in questo periodo di difficoltà ma la crisi economica in molti paesi ha influito sui nostri risultati”.

Avete retto l’impatto della crisi anche per merito dell’inovazione?
“Sicuramente si. Siamo un punto di riferimento per molte persone che vogliono lavorare con noi perche siamo dei pionieri, perché ci piace innovare e e sperimentare, ma anche peché abbiamo pazienza con le idee nuove, sappiamo che hanno bisogno di tempo per svilupparsi e crescere. Nella nostra azienda c’è un continuo flusso di nuove idee e questo per me è molto importante”.

Vi ha aiutato anche non avere negozi sulle strade…
“Forse, ma non avere un negozio fisico è una sfida difficile. Noi non li abbiamo perché non sappiamo farlo meglio di altri.  La nostra forza è nell’innovazione e nella differenziazione, se sapessi come aprire una catema di negozi innovativa lo farei”.

Quali sono i sogni che ha oggi Jeff Bezos?
“Amazon è una parte importante dei miei sogni, mi piace fare cose nuove, inventare, e mi piace impegnarmi sulla “customer experience”,  migliorare tutto quello che ha un impatto sui consumatori. Mi piace collaborare con gente che è appassionata delle stesse cose ma ho anche altri interessi. Ad esempio mi interessa il campo aerospaziale con la mia società Blue Origin, c’è tutto il campo dei web service dove Amazon è impegnata, il terreno dei media digitali mi interessa molto. Internet ha un tasso di innovazione grandissimo, non è un industria statica, è uno straordinario campo di gioco per gli inventori. Ma ho anche quattro figli che richiedono il mio tempo e un sacco di altre cose che mi tengono occupato”.

Repubblica.it > Tecnologia

Internet: Onu, 2 mld i navigatori

3 feb 2011 · News ed Eventi
Internet: Onu, 2 mld i navigatori (ANSA) – GINEVRA, 26 GEN – Sono 2 miliardi coloro che navigano su Internet, secondo l’agenzia Onu per le telecomunicazioni.’All’inizio dell’anno 2000 il numero degli internauti aveva appena superato il mezzo miliardo e quello degli utenti di telefonia mobile era di 250 milioni – ha detto oggi il segretario generale dell’Unione Internazionale delle Telecomunicazioni, Hamadoun Toure’. Gli utenti della telefonia mobile sono piu’ di 5 miliardi. Entro il 2015 saranno almeno meta’ della popolazione mondiale.

News di Tecnologia – ANSA.it

Yahoo! licenzia, Google assume

3 feb 2011 · News ed Eventi

Trimestrale con più ombre che luci per Sunnyvale: su l’advertising, in calo le vendite nette, positivo il profitto ma grazie soprattutto ai tagli. Intanto Google annuncia assunzioni record

Roma – Yahoo! ha divulgato i risultati finanziari relativi all’ultimo trimestre e c’è poco da sorridere: superate le aspettative per quanto riguarda l’advertising e il profitto, che però rimane in calo.Il dato migliore per il motore di ricerca viola è l’incremento del 14 per cento della vendita di display advertising (da 560 a 635 milioni di dollari) rispetto allo scorso anno. Questo, tuttavia, vedeva un meno 27 per cento strettamente legato alla conclusione dell’accordo sul search con Microsoft che aveva appena ripartito le competenze e gli introiti.

Con vendite nette pari a 1.205 miliardi di dollari, inferiori al quattro per cento rispetto allo stesso periodo di un anno fa (ma superiori alle aspettative) e nonostante un profitto di 312 milioni (dai 153 dell’ultimo quarto 2009) Sunnyvale non può abbandonare la strategia di taglio dei costi adottata per il rilancio dal CEO Carol Bartz.

Yahoo! si trova anche costretta a tagliare l’uno per cento del suo staff. Sunnyvale ha confermato la decisione, spiegando che si tratta di una riorganizzazione: “I cambiamenti nel personale fanno parte della strategia già in atto per un miglior posizionamento di Yahoo! per la crescita e l’espansione e il supporto alla strategia per portare nuovi prodotti ed esperienze sul mercato. Continuiamo per questo ad assumere per supportare le nostre priorità”.

Gli ultimi licenziamenti riguarderanno più di 100 impiegati dei circa 13.600 che Yahoo! ha in tutto il mondo, stavolta concentrati soprattutto (ma non esclusivamente) nel settore media e advertising. Si aggiungono ai circa 600 licenziati nel corso dell’intero quarto.

Questo, mentre il concorrente diretto, Google, annuncia il più grande piano di assunzioni della sua storia (più di 6mila nuovi posti di lavoro, di cui mille in Europa) e ha potuto già aumentare gli stipendi di almeno il 10 per cento nell’ultimo anno, concedendo un bonus natalizio di mille dollari.

Claudio Tamburrino

Punto Informatico

OpenOffice.org 3.3, il giorno del rilascio

3 feb 2011 · News ed Eventi

La conferma è giunta dall’Associazione PLIO: la suite è ora pronta per il download. Tra le nuove funzionalità: una barra comune a tutte le applicazioni e una rinnovata interfaccia di stampa

OpenOffice.org 3.3, il giorno del rilascioRoma – L’ufficialità è arrivata attraverso un comunicato stampa diramato dai vertici dell’Associazione Progetto Linguistico Italiano OpenOffice.org (PLIO): la suite per ufficio OpenOffice.org 3.3 è ora pronta per il download. Una versione che ha integrato una serie di nuove funzionalità, sulla base delle “esigenze attuali e future degli utenti”.”La nuova versione 3.3 rappresenta una tappa importante per l’evoluzione della suite – si può leggere nel comunicato – che oggi rappresenta lo strumento di lavoro quotidiano per oltre cento milioni di utenti che apprezzano la qualità, l’affidabilità e la flessibilità del formato aperto e standard OpenDocument Format (ODF). Dal momento dell’annuncio di OOo 3.0 i download sono stati oltre 192 milioni”.

Una specifica lista con le nuove funzionalità della versione 3.3 è stata messa a disposizione degli utenti, ad annunciare in primis una rinnovata interfaccia di stampa e una barra di ricerca comune a tutte le applicazioni. L’Associazione PLIO ha quindi parlato di una migliore compatibilità con Microsoft Office, con nuove opzioni di sicurezza e di collaborazione per i vari documenti. Aggiornato poi il dizionario ortografico e dei sinonimi.

La versione 3.3 di OpenOffice.org è stata rilasciata quasi in contemporanea con la prima release del fork LibreOffice, con la versione 3.3 a raggiungere il mercato dei principali sistemi operativi per PC. Sarà probabilmente l’ultima occasione per assistere al rilascio abbracciato di due suite molto simili nel codice, dal momento che un vento d’indipendenza ha iniziato a soffiare forte tra i meandri della community di fuoriusciti da Oracle.

Mauro Vecchio

Punto Informatico

Firefox è il browser più utilizzato in Europa

3 feb 2011 · News ed Eventi

E’ sempre difficile avere delle statistiche precise sui browser utilizzati dagli utenti che navigano su internet: molti utilizzano più browser, dunque le classifiche potrebbero essere falsate. Ma sappiamo come la diffusione capillare dei sistemi operativi Microsoft Windows, abbia portato in dote al browser Internet Explorer, una quota di mercato sensazionale: è uno dei programmi già disponibili, dunque in molti non vanno a scaricarne degli altri. Internet Explorer a livello mondiale si conferma come il browser più utilizzato, ma in Europa le cose stanno cambiando. Infatti Google Chrome prende sempre più piede, togliendo quote a Internet Explorer: fra i due litiganti, il terzo gode. E’ il caso di Mozilla Firefox, che mantiene quasi inalterato il suo potenziale e balza in vetta: per la prima volta infatti, Firefox sorpassa Internet Explorer.

I dati di StatCounter sono i seguenti:
- Mozilla Firefox, 38.1%,
- Internet Explorer, 37.5%,
- Google Chrome, 14.6%.

“Chrome di Google sta rubando quota a Internet Explorer mentre Firefox mantiene più che mai la sua quota esistente” spiega Aodhan Cullen, direttore esecutivo di StatConter. “A livello mondiale, la quota di Internet Explorer è caduta fino al 46,9% a dicembre, mentre Firefox è rimasto ad un 30,8% e Chrome al 14,9%”. Vedremo se il 2011 sorriderà ancora a Firefox o se l’ascesa di Google Chrome è destinata a portare una grande scossa nel mercato dei browser.

WeGeek.net

Google, assunzioni e grandi scalate

2 feb 2011 · News ed Eventi

Google annuncia di essere alla ricerca di 6mila sviluppatori di applicazioni mobile. Intanto le ricerche di mercato evidenziano il sorpasso di Android su Symbian

Roma – Google, dopo aver dichiarato di vendere circa 300 mila smartphone Android ogni giorno, ha annunciato di essere alla ricerca di oltre seimila persone in tutto il mondo, di cui circa mille in Europa. Personale, riporta ora il Wall Street Journal, in gran parte destinato allo sviluppo di applicazioni originali per smartphone o altri dispositivi mobile.Mountain View starebbe già provvedendo a reclutare ingegneri del software, product manager, esperti di interfacce, developer che hanno già applicazioni mobile in fase di sviluppo o piani solidi per nuovi prodotti.

L’espansione annunciata permetterebbe, oltre che a rendere il mercato di Android più intuitivo grazie ad una lista molto più ampia di applicazioni, anche ad una crescita esponenziale in termini di fatturato per le applicazioni mobile. Un mercato in netta espansione: secondo le statistiche Gartner, i download globali di applicazioni mobile dovrebbero raggiungere i 17,7 miliardi nel 2011.

La nuova strategia di BigG dovrebbe aiutare la società a competere con Apple, che ad oggi conta circa 350mila applicazioni nel suo App Store, rispetto alle 100mila applicazioni presenti su Android Market.

L’annuncio relativo all’ampio piano di assunzioni predisposto da Mountain View arriva in contemporanea ai risultati della ricerca di mercato condotta da Canalys, nei quali si rileva che le consegne di smartphone Android durante il quarto trimestre del 2010 hanno raggiunto quota 32,9 milioni di pezzi, mentre i modelli Symbian si sono fermati a 31 milioni. Gli smartphone che utilizzano il sistema operativo di Google sono riusciti a guadagnarsi il primo posto, superando per la prima volta dopo dieci anni, il dominio di Symbian.

Si tratta di un risultato che, stando a quanto dichiarato dalla società di analisi, dipenderebbe dall’ampia disponibilità di terminali Android di diversi costruttori. Nokia slitta in seconda posizione seguita da Apple con iPhone, che si colloca il terza posizione con il 16 per cento del mercato.

Raffaella Gargiulo

Punto Informatico

eBay, nel 2010 un acquisto al secondo

2 feb 2011 · News ed Eventi
eBay, nel 2010 un acquisto al secondo (ANSA) – ROMA, 26 GEN – Un acquisto ogni secondo: e’ questo il ritmo con cui gli italiani si sono rivolti ad eBay nel 2010, facendo aumentare del 5,6% la propria presenza nel settore rispetto al 2009. Trend sempre in crescita per i gadget tecnologici, ogni quattro secondi ne e’ stato venduto uno. Nel 2010 e’ cresciuta anche la categoria bellezza e salute (+39%), seguita da Casa, Arredamento e Bricolage (+26%), mentre sul gradino piu’ basso in termini di crescita troviamo il settore Auto, ricambi e accessori (+23,6%).

News di Tecnologia – ANSA.it

“Pagare con la carta di credito? Nel 2015 soltanto smartphone”

2 feb 2011 · News ed Eventi

Uno studio di una società statunitense mostra un tasso medio di crescita annua del 68% della diffusione della tecnologia NFC. Ma in molti sono scettici. L’Abi: “Siamo ancora alla fase di sperimentazione. La domanda è su quale circuito lanciare il progetto: domestico, europeo o internazionale?” di ROSARIA AMATO

ROMA – Nel giro di quattro anni negli Stati Uniti le carte di credito staranno ai pagamenti come il vinile sta alla musica: ad affermarlo è la CNN, in un’inchiesta che parte dai dati di una società statunitense, Aite Group. Il 2011 sarà l’anno del grande sviluppo della tecnologia NFC, afferma Aite Group, e guai a chi rimane fuori. Perché i pagamenti via smartphone avranno negli anni a venire una crescita esponenziale: dai 16 miliardi di dollari del 2010 si passerà quest’anno a 46, fino ad arrivare rapidamente a 214 nel 2015. I dati pubblicati da CNN riguardano solo gli Stati Uniti, ma l’Europa si è lanciata da tempo in questo nuovo mercato: in Italia tra i progetti in cantiere c’è quello di Poste Italiane, PosteTouch. In Francia si stanno attrezzando intere città: con gli smartphone si comprano biglietti e abbonamenti, si leggono le informazioni dei cartelli che fanno uso delle nuove tecnologie. La Francia è sicuramente tra i paesi più avanti, ormai ben oltre la sperimentazione. Progetti avanzati sono in fase di attuazione in Gran Bretagna, Germania, Spagna, Polonia e Olanda.

Tuttavia, per quanto al momento i pagamenti via smartphone siano diffusi, rimangono ancora assai pioneristici. Con l’iPhone e il Blackberry certo si può pagare un caffè da

Starbucks, fare shopping on line là dove esistono negozi elettronici attrezzati. Ma per i pagamenti generalizzati non esiste al momento un sostituto della carta di credito. Bene, fra qualche anno il ruolo delle carte di credito verrà completamente assunto dagli smartphone, almeno negli Stati Uniti, assicurano gli analisti di Aite Group, che prevedono una crescita media annua del 68% già a partire dal 2011, poco importa se gli Usa possano apparire, al momento, come un Paese un po’ in ritardo nella sperimentazione dell’NFC.

Ma nel giro dei prossimi 12-18 mesi, secondo l’indagine, ci sarà una sempre maggiore diffusione degli smartphone che utilizzano la nuova tecnologia e uno sviluppo altrettanto rapido del mobile banking: “In pratica nessun segmento ne rimarrà fuori”, sostiene Aite Group, anche perché “le imprese che non si rendono conto che il mercato è adesso in rapida evoluzione, soffriranno di un serio svantaggio nei prossimi anni”. “Il 2011 sarà un anno molto interessante, molto dinamico, sarà come quando i pionieri andavano alla scoperta del selvaggio West, verrà ridefinito tutto il panorama dei pagamenti digitali, e questo porterà a un riposizionamento dei vari player”, assicura Michael Upton, vicepresidente senior del settore mobile banking della Bank of America.

Anche se negli Stati Uniti sono in molti a individuare una rapida evoluzione della diffusione dell’NFC, le previsioni di Aite Group sembrano un po’ troppo avveniristiche. “Credo che sicuramente il portafoglio mobile prenderà il posto delle carte di plastica – dichiara alla CNN Jane Cloninger, direttore di Edgar Dunn & Co, una società di consulenza specializzata in servizi finanziari e pagamenti – ma ci vorrà del tempo, perché le abitudini dei consumatori non cambiano rapidamente”.

Figuriamoci in Italia, il Paese che vanta il maggiore uso di contante in Europa, dove ancora una buona percentuale di consumatori mostra una certa diffidenza per le carte di plastica. “Ormai da noi le carte di plastica si sono affermate, ce ne sono in circolazione oltre 30 milioni – replica Pierfrancesco Gaggi, segretario generale del Consorzio Bancomat e responsabile Abi per le relazioni internazionali – e la gente sta imparando finalmente a utilizzarle. I pagamenti con lo smartphone rappresentano sicuramente il futuro, anche se io non credo che ci arriveremo nel giro di quattro o cinque anni. Ma, una volta che la possibilità diventerà concreta anche in Italia, io credo che si svilupperanno con più facilità rispetto alle carte di credito, con tempi più brevi: si tratta di uno strumento più avanzato, più vicino alle giovani generazioni”.

L’Associazione Bancaria Italiana al momento è alla fase preparatoria, di studio e di sperimentazione: “Stiamo sperimentando una carta di debito contactless per i micropagamenti, che un domani potrebbe diventare una sim per lo smartphone. – spiega Gaggi – Il punto di domanda che le banche italiane si pongono, però, è su quale circuito lanciare e sviluppare questo progetto. Il circuito domestico, che avrebbe il vantaggio della conoscenza del profilo della clientela? Quello europeo in fase di avviamento (il progetto Sepa per l’uniformità dei sistemi di pagamento, ndr)? Oppure quello internazionale, Visa e Mastercard. Però, anche lì, al momento non c’è una diffusione così ampia dell’NFC”. Ecco perché, conclude Gaggi, “decisamente la similitudine tra le carte di credito e il vinile, riferita al 2015, sembra veramente azzardata…”. Al 2015.

Repubblica.it > Tecnologia

Barack Obama e il paese di Google e Facebook

2 feb 2011 · News ed Eventi

Gli eroi di Internet come Edison e i fratelli Wright. Mentre si pensa ad un piano per far arrivare la banda larga a quasi tutta la nazione. Il discorso del Presidente statunitense nel corso dell’ultimo State of the Union Address

Roma – C’è chi ha sottolineato come il recente discorso del Presidente statunitense Barack Obama sia stato uno dei più “tecnologici” mai ascoltati nel corso del tradizionale State of the Union Address. Un intervento partito da tematiche certo cruciali come il futuro dell’innovazione e il finanziamento della ricerca nei vari settori dell’IT.”Lavoro” è stata la parola chiave usata da Obama nel corso del suo atteso discorso alla nazione, ricordando a milioni di cittadini statunitensi come Internet guidi la rivoluzione economica del nuovo millennio. Un cambiamento epocale portato ultimamente avanti da giganti dell’IT come Google e Facebook.

“Quello che possiamo fare, quello che gli Stati Uniti fanno meglio di chiunque altro, è scatenare la creatività e l’immaginazione della nostra gente – ha spiegato Obama – Siamo la nazione che ha messo le auto sulle strade e i computer negli uffici; la nazione di Edison e dei fratelli Wright; di Google e Facebook”.

Il Presidente statunitense ha poi sottolineato come nessuno possa ora prevedere quali saranno i prossimi grandi protagonisti dell’industria, né da dove scaturiranno le prossime occasioni lavorative. Obama l’ha però specificato chiaramente: gli Stati Uniti dovranno investire in innovazione, specie nello sviluppo del broadband nazionale.

Una sfida non da poco. Lo stesso Obama ha ricordato la naturale scarsità delle frequenze, ostacolo principale alla voglia infinita di banda da parte di consumatori e aziende sempre più voraci. L’obiettivo fissato dal Presidente è raggiungere entro cinque anni il 98 per cento della popolazione, con reti wireless ad alta velocità a disposizione di tutti.

Mauro Vecchio

Punto Informatico