Internet, il piu’ veloce secondo Google
Mountain View misura le velocità di connessioni e offre numerosi dati misurati dagli utenti stessi. Nel mondo la più veloce è la Danimarca, negli Stati Uniti il Delaware. E in Italia Foggia
Google li ha elaborati attraverso il suo Public Data Explorer in diversi formati (compresa un’interessante integrazione con Google Maps) e divulgati attraverso una pagina del suo Lab.
Ai primi posti a livello mondiale per velocità di banda larga per il download, dopo la Danimarca, vi sono Svezia e Olanda. L’Italia, come in altre classifiche stilate da altri soggetti, occuperebbe la parte bassa della lista, vicino a Slovacchia, Cipro e Polonia.
Nello specifico delle regioni italiane, le performance migliori relative a febbraio 20011 arrivano dalla provincia di Foggia, che con 4,3 mbps batte anche Triestre e i suoi 4,18 mbps. Distaccata all’ultimo posto la provincia di Varese con 0,39 mbps.
Claudio Tamburrino
Adobe rilascia Flash 10.2 per Android
Adobe ha rilasciato la versione 10.2 del suo Flash Player per Android.
L’ultimo aggiornamento aggiunge il supporto per i dispositivi con processori multi-core, come il Motorola Atrix dual-core, e include diversi miglioramenti delle prestazioni per la visualizzazione di video e contenuti interattivi.
Maggiore integrazione con il motore di rendering incluso nel browser di Android e il nuovo supporto per il rendering video con accelerazione hardware con codec H.264 per i dispositivi Android-3.0-based.
Gli sviluppatori fanno notare che Android 3.0 è “inizialmente in beta” e che l’aggiornamento alla versione 3.0.1 del sistema è necessario.
Questa versione di Android di Flash risolve anche una serie di vulnerabilità di sicurezza già risolti nella versione 10.2.152.26 della sua controparte desktop.
Ulteriori informazioni su Android Flash Player 10.2, in particolare la versione 10.2.156.12, si possono trovare nelle note di rilascio.
Adobe Flash 10.2 per Android è disponibile per il download da Android Market per i dispositivi con sistema operativo Android 2.2+.
Apple fa marcia indietro tolta la app “cura-gay”
Dopo l’ondata di proteste e la petizione online, sullo store in rete non è più disponibile l’applicazione della discordia, che prometteva di “liberare dall’omosessualità” attraverso gli insegnamenti cristiani. Oltre 149mila persone avevano chiesto di rimuoverla
ROMA – Sommersa dalle proteste e accusata di omofobia, Apple fa marcia indietro. L’applicazione “cura-gay” dell’organizzazione cristiana Exodus International, che si propone di “liberare dall’omosessualità attraverso il potere di Gesù”, ospitata fino a ieri su iTunes, è scomparsa. Non c’è ancora un annuncio ufficiale sul ritiro dallo store online, ma di fatto l’applicazione non è più disponibile e la casa di Cupertino sembra proprio aver battuto in frettolosa ritirata dopo le polemiche dei giorni scorsi.
Oltre 149mila persone hanno firmato una petizione in rete per chiedere il ritiro dell’applicazione per iPhone, iPad e iPod, tacciata dagli attivisti in difesa dei diritti degli omosessuali e da diversi utenti come un bigotto incitamento all’omofobia. A poco sono servite le precisazioni di Exodus, che ha sostenuto di voler solo offrire “un’alternativa di cura” per chi è attratto da persone dello stesso sesso, e di voler “fornire supporto a chi vuole liberarsi dell’omosessualità”.
E’ proprio questo aspetto della “cura” che ha fatto infuriare le comunità omosessuali, che se la sono prese con Apple, criticata per aver dato il via libera alla app sul suo negozio online, apparentemente dando
così sostegno alla tesi che chi è gay debba essere curato. Molti altri si sono uniti alla protesta, chiedendo al gigante della tecnologia di tenersi lontano da controversie legate a tematiche religiose.
La app, che collegava direttamente il melafonino e gli altri mela-gadget alla pagina online del sito dell’organizzazione religiosa e alla loro pagina su Facebook, con accesso a contenuti, video, blog e altro materiale targato Exodus, aveva ricevuto da Apple un rating di 4+, che certifica un contenuto non offensivo o controverso. Oltre ai firmatari della petizione su change.org, anche molti utenti su iTunes avevano protestato, giudicando l’applicazione inadeguata. Un movimento d’opinione montante, difficile da ignorare per l’azienda da sempre attenta al politically correct e perfino votata, qualche anno fa, fra i marchi più gay-friendly.
Firefox 4, 5 milioni al debutto
Secondo le statistiche del Panda Rosso sarebbero stati doppiati i numeri di IE9. Ancora distante il record di Firefox 3. Google risponde con l’undicesima beta di Chrome. È guerra di browser, ma sarà una maratona più che uno sprint
La lista dei download, aggiornata ogni dieci secondi, utilizza un’applicazione Python per formulare il risultato finale. Una mappa della superficie terrestre, inoltre, informa gli utenti sui dettagli del download relativo ai singoli continenti, paesi, regioni e città.
Il numero di download di Firefox 4, tuttavia, diventa alquanto esiguo se si considerano gli 8 milioni di copie scaricate al debutto della precendente versione, Firefox 3, ricordata per essere stata preceduta e fortemente promossa dall’iniziativa nominata Download Day. Difficile, se non impossibile quindi, mettere in relazione tra loro i numeri.
Ad attirare gli utenti sull’ultima versione del browser del Panda Rosso è stato il miglioramento promesso dagli sviluppatori su diversi aspetti del prodotto: interfaccia semplificata, mantenimento della flessibilità, aggiunta di estensioni.
E la guerra tra browser non accenna a diminuire la propria intensità: nello stesso giorno dell’uscita di Firefox 4, Google ha lanciato l’undicesima versione beta di Chrome.
Cristina Sciannamblo
Antivirus free quale scegliere tra i migliori
il 23 – marzo – 2011
Quale scegliere come miglior antivirus free, tra i tanti diffusi programmi gratuiti per combattere i virus?
Ecco una lista con i 5 considerati tra i migliori:
- Microsoft Security Essentials Pro 2011 è l’applicazione gratuita realizzata da Microsoft per i propri utenti. Disponibile per Windows XP, Windows Vista e Windows 7, offre la possibilità di lavorare in coppia con altri software antivirus senza creare interferenze. E’ leggero e affidabile.
- AVG Antivirus è un software gratuito della Grisoft molto diffuso tra gli utenti Internet. E’ un’applicazione leggera e disponibile per tutti i più diffusi sistemi operativi sviluppati a Redmond. E’ caratterizzato da un’ottima dotazione di strumenti per la pulizia del sistema.
- Avast Antivirus è un programma nato sulla tecnologia di rimozione e scanning sviluppato dalla Alwil Software. E’ gratuito per gli utenti privati. Per quanto riguarda scuole ed enti pubblici sono previste delle versioni commerciali.
- Clam AntiVirus è un software open source nato per sistemi operativi basati su Linux, ma adattato anche per Windows e Mac OS X, versioni denominate rispettivamente ClamWin e ClamXav. Il punto di forza di questo antivirus è il numero di aggiornamenti a cui è sottoposto. Interfaccia grafica minimale ed intuitiva lo rendono molto leggero e rapido.
- Comodo AntiVirus è un programma di protezione disponibile sia in versione gratuita che a pagamento. La sua versione più diffusa è Comodo Internet Security, che comprende un antivirus insieme da un firewall.
E l’e-mail perse il trattino prossima vittima: “Internet”
L’aggiornamento del manuale di scrittura della Associated Press indica come si dovrà scrivere “posta elettronica” in inglese. Tra le possibili novità il prossimo anno, riferimenti lessicali precisi per i social network. E il nome proprio del web senza maiuscola
di TIZIANO TONIUTTI
ROMA - Se avevate un dubbio, da oggi non l’avrete più: “Email”, posta elettronica, si scrive così, senza trattino. Non più “E-mail” o “e-mail”, ma un nuova parola, coniata dall’aggiornamento dello Style Book dell’Associated Press, un manuale di scrittura con delle linee guida che i giornalisti interni sono tenuti a rispettare. Se ne esistesse uno analogo in Italia, potremmo sapere una volta per tutte se scrivere “centro-sinistra” o “centrosinistra”, ma questo è un problema politico su cui si sono divisi, forse invano, gli addetti ai lavori.
Esperanto digitale. Nelle nuove modifiche introdotte nell’edizione 2011 del manuale c’è quindi l’abbandono del trattino dell’email, insieme a quello di smart-phone e cell-phone, che diventano ora smartphone e cellphone. Ma è la scelta di virare su “Email” a catturare il momento linguistico, con una parola universale che è entrata nel tessuto lessicale di tutto il mondo, una delle più azzeccate sintesi fonetiche della globalizzazione. In tutto il pianeta un’email è un’email, come gli hamburger multinazionali e una Coca cola. E come stanno diventando i social network e le ‘app’ per smartphone.
Attenzione perché le direttive dell’Ap non sono automaticamente neologismi o cambiamenti ufficiali della sintassi, ma solo di un codice autodefinito: si potrà continuare tranquillamente a scrivere “E-mail” senza paura di commettere errori di ortografia
o di essere redarguiti dal capo. A meno che non si lavori all’Associated Press. Sono modifiche al linguaggio che però viaggiano verso la sintesi a livello mondiale, avvicinando pian piano la parola al simbolo e al concetto dell’icona.
La prossima vittima.
Altre mutazioni lessicali arriveranno senza dubbio il prossimo anno. L’esplosione dei social network ad esempio richiede termini semplici per indicare che qualcuno ha cliccato “mi piace” su Facebook. Attualmente, ci vuole un’intera frase. Ma potrebbe arrivare un vocabolo che riassuma in poche lettere l’azione del premere il “Like button”: ci permettiamo di suggerire “cLiked”. C’è poi da fare chiarezza sulle coniugazioni dei verbi al passato per indicare azioni su Twitter: è giusto dire “twitted” oppure “twittered”? E bisognerà intervenire anche sul nome proprio del web. Che al momento molti scrivono in maiuscolo, “Internet”, e altrettanti in minuscolo, “internet”. Per correttezza, trattandosi di uno strumento, andrebbe in minuscolo. Ma essendo un riferimento così preciso e globale, forse l’Ap deciderà per il maiuscolo.
L’elisione del trattino è stata annunciata nell’ambito dell’edizione 2011 dell’Aces, un workshop statunitense dedicato ai correttori di bozze e agli “editor”. Strano che Ap abbia deciso di concentrarsi “ufficialmente” solo su tre parole, mentre il dubbio rimane su molte altre. E-book o Ebook? E-learning, Elearning o elearning? Il dibattito è aperto. Lo scorso anno, al posto delle elisioni Ap ha suggerito una contrazione, eliminando uno spazio: per indicare un sito web, il bravo correttore di bozze dovrà scrivere “website” e non più “web site”.
Sono piccole correzioni che col tempo sedimentano nel linguaggio, assurgendo all’ufficialità di parola. Vocaboli necessari quando si ha a che fare con la tecnologia, perché i concetti e le invenzioni diventano strumenti quotidiani: staccare la “E” di email per indicare che si parla di posta elettronica, non ha più senso in un mondo in cui il digitale comanda su tutto. E quindi “Email” è solo una variazione della consueta “mail”, una categoria in più associata al concetto di “posta”. In italiano però si dovrà ancora scrivere “posta elettronica”, unire le due parole sarà sempre errore blu.
We7, ascoltare la musica direttamente dal web
Fra programmi e servizi online, esistono tantissime soluzioni gratuite che ci permettono di ascoltare la musica gratuitamente dal web. Ad una infinita lista di queste soluzioni, aggiungiamo oggi un altro portale, che si chiama We7. Il sito è gratuito di base, è possibile registarsi a pagamento per usufruire di più opzioni. Il portale, raggiungibile da questo link, ha un funzionamento molto semplice. Basta andare sul sito di We7 e troverete una barra di ricerca al centro, dove poter inserire il nome di un artista o di un gruppo che volete ascoltare, oppure il nome di un album o della canzone che più vi piace. Dopo aver inserito la parola chiave, avviate la ricerca e vedrete i risultati. Il sito funziona un po come una radio: ossia artisti e brani vengono associati ad un canale, dove vengono caricate tutte le canzoni. Dunque all’interno di quel canale radio, troverete brani anche di più artisti, uniti dallo stesso genere musicale. In alto al centro è visibile un player con i classici comandi (play, pausa, traccia avanti, traccia indietro, controllo volume) che potrete utilizzare per navigare fra le canzoni. Al termine della canzone ci sarà una pubblicità, unico balzello da sostenere per l’ascolto gratuito senza alcuna registrazione. Per chi si iscrive e paga un abbonamento, c’è la possibilità di creare un proprio canale, con brani scelti da voi che potrete fare ascoltare ad amici e conoscenti.
Street View, il trionfo tedesco
Mentre la Francia punisce Google con una multa di 100mila euro per violazione della privacy, la Germania dichiara legale il servizio di mappatura nelle strade tedesche
Il servizio di Mountain View, non appena sbarcato in Germania, aveva subito raccolto polemiche e critiche da parte della popolazione, giudicato indiscreto e in violazione della privacy. Per tale ragione, fino allo scorso anno circa 244mila tedeschi in oltre 20 città avevano scelto di rinunciare al servizio di Street View.
La questione, come oramai noto, non interessa solo la Germania e proprio ieri la Commission Nationale de l’Informatiques et Libertes, l’organismo francese che si occupa di questioni legate alla tecnologia, ha ordinato a Google di pagare una multa di 100mila euro per aver raccolto senza autorizzazione una enorme quantità di dati personali attraverso le reti WiFi.
A dare la notizia del trionfo tedesco per le Google Car è Deutsche Welle che riporta che il servizio Street View ha ottenuto la vittoria di un importante battaglia legale per un caso giudiziario della fine dell’anno scorso in cui una donna aveva fatto causa al servizio di mappatura temendo che alcune fotografie scattate dalle Google car ritraessero lei, la sua famiglia e la loro abitazione, e che tali immagini fossero a disposizione di chiunque utilizzasse il servizio.
Gli scatti in questione avrebbero, secondo la tesi della donna, anche ritratto gli interni dell’abitazione della casa arrecando imbarazzo a tutti gli inquilini della casa.
Il giudice della corte di Berlino ha stabilito che è legale per il servizio di mappatura scattare delle fotografie a livello della strada, a prescindere da quelle che possano essere le scene ritratte durante il passaggio dell’auto con la fotocamera che opera a 360 gradi, rifiutando le accuse della donna. Gli scatti non rappresenterebbero né una violazione dei diritti di proprietà della donna né del suo diritto alla privacy.
Secondo il giudice i filtri e gli altri strumenti di offuscamento proposti da Google sui volti o sulle targhe, riferendosi alle foto ritenute in violazione della privacy, sono da ritenersi sufficienti per non ledere il diritto della privacy delle persone coinvolte.
Il giudice dunque non ha riscontrato nessuna violazione da parte del servizio, tanto più che Google ha permesso all’utenza di poter segnalare abusi, imprecisioni e di chiedere che qualunque cosa venga offuscata. Tale decisione non potrà essere oggetto di ulteriore ricorso.
Per il servizio di Mountain View si tratta solo della vittoria di una battaglia e non di una guerra, essendo il servizio, come suggerito da alcuni esperti, molto vulnerabile rispetto a questioni riguardanti la privacy dell’individuo in ogni parte del mondo.
Raffaella Gargiulo
Calcio: nuovi talenti si scoprono su Web
(ANSA) – ROMA, 22 MAR – Da oggi la ricerca di giovani campioni del calcio potra’ avvenire anche sul Web. E’ questa la sfida di Kicko, la nuova piattaforma online. L’idea, presentata stamani alla ‘European School of Economics’, e’ semplice: ogni calciatore in erba potra’ realizzare uno o piu’ video sulle sue performance sportive e renderlo disponibile gratuitamente su questa piattaforma, affinche’ possano essere visionati dai professionisti del calcio e dai talent scout delle grandi squadre.Su iTunes la app “cura gay” Apple finisce nella bufera
La mela di Cupertino nei guai, accusata di omofobia. Su suo store online un’applicazione caricata da un’organizzazione religiosa, rivolta a chi vuole liberarsi dall’omosessualità. Attivisti e utenti insorgono. Petizione online per chiedere che venga ritirata
ROMA – Su Change.org le firme sono arrivate a oltre 130mila: contro Apple, che difficilmente sbaglia un colpo, questa volta si è scatenata una levata di scudi pressoché unanime. La colpa è aver approvato un’applicazione “cura gay” per l’iPhone, iPad e iPod, promossa da una organizzazione cristiana, Exodus International, denunciata da diversi attivisti e utenti come omofoba. La app della discordia, lanciata gratuitamente dal gruppo religioso con sede in Florida, propone di “aiutare le persone che vogliono liberarsi dall’omosessualità”. E ha ottenuto l’ok da Apple, con tanto di rating 4, che indica che non è stato riscontrato dall’azienda alcun contenuto dubbio o offensivo, ricevendo quindi l’ok ad essere ospitata su iTunes.
In rete è nata una vera rivolta e la raccolta di firme chiede all’azienda di rimuovere il contenuto giudicato offensivo e bigotto. La petizione di Change.org esprime indignazione per l’approvazione della applicazione, denunciata come proveniente da una “organizzazione notoriamente anti-gay”, che diffonde “disinformazione e stereotipi”, e induce “all’odio e all’intolleranza”, proponendosi di curare l’omosessualità attraverso gli insegnamenti cristiani.
Exodus, che invoca il diritto alla libertà
di espressione, è stata costretta a chiarire la propria posizione: “In nessun modo il nostro messaggio si propone di curare, o cerchiamo di promuovere questo tipo di messaggio” ha dichiarato Jeff Buchanan, uno dei dirigenti dell’organizzazione, al Christian Post. L’aver etichettato l’applicazione come “cura gay” la rappresenta in modo fuorviante, mentre lo scopo è di “essere utile agli uomini, donne, genitori, studenti e responsabili religiosi”, è la versione di Exodus.
La mela di Cupertino, però, è finita nella bufera: l’applicazione collega direttamente alle pagine del sito di Exodus in rete e su Facebook, a video, blog e podcast, dedicati a “promuovere l’amore per Gesù Cristo in tutti coloro che hanno avuto a che fare con attrazioni indesiderate verso lo stesso sesso”.
Ora non solo gli attivisti in difesa dei diritti degli omosessuali, ma anche quelli cristiani, tengono gli occhi puntati su Apple, per vedere cosa farà. Se cederà alle pressioni e rimuoverà l’applicazione dal negozio online, come richiesto dai firmatari della petizione. E’ già successo lo scorso novembre con Manhattan Declaration, un’applicazione giudicata omofoba, anch’essa caricata da un gruppo cattolico estremista.
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