Leo Messi su Facebook: 7 milioni di fan in 3 ore

10 apr 2011 · News ed Eventi

Leo Messi ha conquistato 7 milioni di fans su Facebook in poche ore. Il calciatore argentino ha dato prova di quanto la sua popolarità nel mondo sia enorme.

In solo 3 ore i fans del calciatore, in forza al Barcellona, avrebbero raggiunto una cifra superiore ai 6 milioni, facendolo di diritto salire sull’Olimpo degli sportivi più amati dagli utenti di Facebook.

Il primo messaggio dell’erede di Maradona è stato

¡Hola! Les doy la bienvenida a todos ustedes.
Gracias por la gran cantidad de mensajes que recibí. ¡Estoy muy contento!
Desde ahora estaremos mas cerca a través de Facebook.

Con data 6 aprile, ore 10.16, l’aggiornamento sulla bacheca dello sportivo sudamericano ha totalizzato sino a questo momento 36.995 mi piace e 11.045 commenti.

Leo Messi – Pagina Ufficiale su Facebook

PianetaTech.it

NGN, per le telco tocca a Google pagare

10 apr 2011 · News ed Eventi

Appello in sede istituzionale per addossare le spese infrastrutturali alle grandi net company. Che, secondo Telecom e Asstel, nel modello attuale incassano a ufo gli introiti maggiori

Roma – L’audizione sulle Ngn alla Commissione Lavori Pubblici del Senato è stata la sede dove le telco hanno lanciato un appello moderatamente allarmante: la rete italiana sarebbe al collasso, e per reagire ha bisogno che a pagare per le infrastrutture future siano anche le net company (Over The Top).

Stefano Parisi, ex-AD di Fastweb e presidente di Asstel, ha detto che, se finora la rete di telecomunicazioni italiana “ha retto bene”, non potrà più farlo per molto, e anzi ha pronta una prospettiva di collasso: “Nel giro di 5-6 anni non reggerà più perché il traffico sta aumentando in maniera esponenziale”. Per evitarne la fine “servono ingenti investimenti ma non con soldi pubblici”.

Al contempo neanche le aziende telefoniche possono da sole sostenere gli investimenti dovuti anche a mantenere l’attuale qualità di servizio, e comunque non potrebbero farlo solo con i soldi che vengono dai proprio clienti.

Se non sono né le telco né Governo a dover tirare fuori i soldi, sul tavolo rimangono solo le grandi net company. Nelle conferenze di settore italiane il discorso era già stato accennato, ma stavolta si nominano Google e le altre grandi aziende ICT direttamente e in sede istituzionale: esse, spiega d’altronde Parisi, “riescono a portare a casa ricavi senza compartecipare alle spese della rete”.

Parisi già in passato aveva parlato di free rider anche con un altro bersaglio, chiamando in quell’occasione in causa il WiFi pubblico ritenuta una malevole abitudine per gli utenti che ritengono gratuito un servizio che invece a loro costa.

L’intervento dello Stato, insomma, deve essere non economico né attuativo, ma esclusivamente normativo e ben calibrato: una norma che imponga semplicemente un trattamento commerciale uguale per tutti sarebbe altrettanto sbagliato. Occorre, spiega ancora, “ricorrere a modelli di gestione del traffico non discriminatori per mitigare gli effetti della saturazione della rete e garantire che tutti accedano nel modo migliore ai contenuti che cercano”.

Per garantire le risorse per il potenziamento delle infrastrutture ed evitare così “il sovraffollamento di Internet – ha rincarato Luigi Gubitosi, amministratore delegato di Wind – occorrerà trovare una maniera di avere una sorta di cost sharing per far sì che i grandi player di Internet come Google, Yahoo!, Amazon e Facebook, contribuiscano alla spesa stessa”.

“Il coinvestimento – ha detto parlando del passaggio alla fibra ottica – è essenziale per raggiungere risultati in tempi ragionevoli. Importanti sono anche tempi e modi dello switch off tra rame e fibra ottica”.

Sul coinvolgimento dei cosiddetti over the top il fronte delle telco è unito: secondo Bernabé non solo fanno “ricavi importantissimi”, ma “non lasciano occupazione e risorse fiscali in capo ai paesi in cui vengono realizzati”. Tutto questo è generato dall’attuale modello di business che permette loro di raggiungere “a livello mondiale, ricavi totali analoghi a quelli conseguiti dagli operatori di rete per l’accesso a Internet (circa 130 miliardi nel 2010), pur non essendo gravati dagli elevati investimenti infrastrutturali di questi ultimi”.

E per questo “la sostenibilità dell’Internet del futuro non dovrà, né potrà, naturalmente, essere garantita attraverso un aumento dei prezzi al dettaglio, ma attraverso meccanismi che aumentino la contribuzione degli over the top“.

Telecom Italia, in ogni caso, ha affermato che non interromperà i suoi di investimenti e dopo i 3,1 miliardi di euro del 2010, nel triennio 2011-2013 investirà in Italia ulteriori 8,7 miliardi.

Prima di arrivare a parlare concretamente di nuove normative, piani e organizzazione del piano di passaggio alla fibra ottica, peraltro, ancora sul piano politico la questione delle competenze in materia: il capogruppo della commissione Lavori pubblici e Comunicazioni del Senato ha per esempio lanciato la proposta di passare la gestione delle NGN dal Ministero dello Sviluppo economico a quello delle Infrastrutture, in modo che utilizzare lo strumento del project financing sia più agevole.

Intanto l’AD di Alcatel-Lucent, Gianluca Baini, ha parlato di una cooperazione di sistema che guardi alle imprese e alle istituzioni, lo ha fatto a Milano in occasione del summit che ha visto riuniti i vertici della Regione Lombardia, esponenti del mondo accademico tra cui il Politecnico di Milano, le istituzioni e le telco. Nella stessa occasione è stato annunciato l’accordo triennale di collaborazione tra Alcatel-Lucent e la Fondazione Politecnico di Milano. In base ad esso verranno finanziati una ventina di ricercatori nei campi più avanzati della ricerca nelle tecnologie di comunicazione ottica ad altissima velocità.

Infine, la questione delle frequenze resta ancora in sospeso: non è ancora stata accertata la disponibilità degli 800 Mhz che le TV locali dovrebbero liberare ma per cui sembrano decisamente intenzionate a fare ostruzionismo.
E senza la certezza della loro liberazione tutta la gara rimarrebbe bloccata, così come i 2,4 miliardi di di euro di entrate previsti dal Governo: “È urgente – ha detto l’AD di Telecom Italia Bernabé – una celere razionalizzazione dell’uso dello spettro radioelettrico da parte delle emittenti locali, in modo da garantire agli operatori mobili la certezza giuridica di acquisire, nei tempi più brevi, l’effettiva disponibilità della banda di frequenza a 800 MHz che sarà oggetto di gara”.

Claudio Tamburrino

Punto Informatico

Tiscali presenta Tiscali Cloud

10 apr 2011 · News ed Eventi

Tiscali presenta Tiscali Cloud, l’offerta globale di servizi di “Cloud Computing” rivolti alle imprese e alla Pubblica Amministrazione.

Tiscali Cloud include servizi e soluzioni espressamente ideati per permettere alle aziende di risparmiare risorse, aumentare la produttività e ridurre la complessità di gestione dell’infrastruttura IT.

L’offerta Tiscali Cloud include i servizi: Cloud Storage, Virtual Server, Managed Mail, Billing as a Service e Disaster Recovery.

Dopo aver presentato Net-Cloud, l’innovativa offerta di Cloud Computing per le pubbliche Amministrazioni Locali che consente di usufruire delle più avanzate infrastrutture tecnologiche attraverso la rete in modalità “as a service”, Tiscali Business presenta oggi la gamma completa delle proprie soluzioni di Cloud Computing, ideali per soddisfare le esigenze di flessibilità e sicurezza delle piccole e medie imprese sia pubbliche che private grazie ad un’offerta scalabile e personalizzabile.

L’elasticità delle soluzioni Cloud Computing è la risposta perfetta all’esigenza delle aziende che non vogliono dotarsi di un’infrastruttura IT complessa e articolata, adatta a tollerare i carichi di lavoro durante i picchi di elevata produttività ma sottoutilizzata per la stragrande maggioranza del tempo.

I servizi Cloud permettono di accedere alla risorse di cui si ha bisogno nel momento esatto in cui queste sono necessarie, semplificando i processi e al tempo stesso consentendo un sensibile contenimento dei costi di gestione.

Il servizio Cloud Storage di Tiscali permette di memorizzare e gestire una quantità di dati potenzialmente illimitata, a partire da un pacchetto minimo, con l’indiscutibile vantaggio di pagare solo per lo spazio richiesto in funzione delle reali esigenze di business e di risparmiare su costose infrastrutture e servizi interni. I consumi sono calcolati su base giornaliera e dipendono solo dall’utilizzo effettivo di memoria, dal traffico generato e dalle transazioni effettuate.

Tiscali Managed Mail è una soluzione “chiavi in mano” flessibile e utilizzabile in contemporanea da un vasto numero di account e domini. Assicura sicurezza efficace contro spam, virus e minacce esterne. È’ corredata da un pannello amministratore con settaggi di sicurezza, gestione delle opzioni e del traffico mail e molto altro. Agli elevati standard tecnici della soluzione di Mail Hosting, forte dell’esperienza di gestione di milioni di caselle mail in tutta Europa, Tiscali abbina un supporto professionale per le operazioni di migrazione e per la gestione e costante evoluzione del servizio del Cliente.

Tiscali Billing As A Service (BAAS) è un servizio di fatturazione integrato, offerto alle aziende per un servizio a consumo personalizzabile e dai costi contenuti. Una soluzione chiavi in mano per venire incontro alle esigenze di ottimizzazione e moderna efficienza delle aziende e della Pubblica Amministrazione. Su richiesta, il servizio è integrabile con i sistemi già presenti in azienda per coprire tutte le fasi del processo di fatturazione e pagamento in conformità con le norme di legge e le disposizioni in materia.

Tiscali propone soluzioni di Disaster Recovery “as-a-service” basate sul cloud computing e sulle tecnologie più avanzate, che garantiscono protezione e disponibilità 24×7 di dati e applicazioni per le aziende di qualsiasi dimensione e settore, anche in caso di malfunzionamenti o di criticità nel proprio sistema IT e senza dover sostenere i costi di un’infrastruttura IT dedicata. Le soluzioni e le attività di Disaster Recovery di Tiscali consentono di abilitare il pieno recupero dei sistemi IT e dei processi di business a seguito di un’interruzione dei servizi. Il Disaster Recovery può essere effettuato attraverso la replica e il ripristino delle operazioni e dei processi su un sito IT alternativo e utilizzando dispositivi e sistemi di backup.

A completamento  dei prodotti e soluzioni di Cloud Computing, Tiscali mette a disposizione delle aziende un’offerta di server evoluti che sfrutta le più innovative tecnologie informatiche di virtualizzazione e di utilizzo remoto. Risorse dedicate e garantite in termini di potenza di calcolo e di memoria al fine di garantire il massimo delle performance e della convenienza in qualsiasi momento. L’offerta di Virtual Server di Tiscali è ampiamente scalabile e personalizzabile secondo esigenze specifiche.

L’offerta di Cloud Computing di Tiscali è disponibile su http://business.tiscali.it, in particolare il servizio Tiscali Cloud Storage è attualmente in promozione fino al 30 aprile 2011 con un’offerta lancio: 100 GB di Storage, traffico e transazioni incluse a 15 euro/mese.

Business and Tech

YouTube diventa tv, arrivano 20 canali

10 apr 2011 · News ed Eventi
YouTube diventa tv, arrivano 20 canali

ROMA – Sta per arrivare il vero concorrente della tv e il suo nome è già noto a tutti: è You Tube, che comincerà a produrre contenuti, cominciando coi 100 milioni di dollari che Google ha deciso di investire nell’esperimento.

Secondo quanto riporta il Wall Street Journal oggi, il sito sta pensando di rivoluzionare la sua home page per fare spazio ad una serie di canali su sport, arte e spettacolo. Saranno circa 20, per cominciare, ed ognuno avrà molte ore a settimana di contenuti nuovi, professionali, realizzati appositamente per You Tube. Altri canali invece nasceranno aggregando in modo più coerente gli sterminati contenuti che ogni giorno compaiono sul sito.

Il tentativo di Google, spiegano le fonti al WSJ, è di trovare il giusto mezzo tra il contenuto amatoriale che già esiste e quello professionale che vediamo in tv. Sarà comunque una produzione ‘low cost’, a giudicare dall’investimento iniziale.

News di Tecnologia – ANSA.it

Youtube sfida la televisione Google investe 100 milioni

10 apr 2011 · News ed Eventi

La piattaforma video verrà riorganizzata per competere con la tv tradizionale, integrando all’interno del sito attuale dei canali tematici con contenuti professionali. Il lancio previsto entro la fine dell’anno di TIZIANO TONIUTTI

ROMA - La strategia di Google per l’attacco alla televisione, oltre che dalla piattaforma Google Tv,  passa anche dalla riorganizzazione di Youtube. Secondo quanto riporta il Wall Street Journal, Big G ha deciso di investire 100 milioni di dollari per la creazione di canali tematici su Youtube, progettati per competere con la tv tradizionale su internet. Il lancio dei nuovi canali dovrebbe avvenire entro la fine dell’anno, assieme ad un restyling della homepage, che metterà in evidenza i nuovi contenitori. Per questi spazi verranno realizzati dei contenuti appositi, di livello professionale, senza per questo intaccare lo spirito originale di Youtube, la “televisione degli utenti”. Insomma, l’Agcom qualche tempo fa ci aveva visto lungo. Al momento, Mountain View non commenta la notizia, limitandosi a riportare che Youtube ha visto “una crescita straordinaria nel 2010″ e “entusiasmo per il futuro”. E che ora si lancia nell’avventura della “Connected Tv”, l’inevitabile futuro della televisione.

Youtube sul divano. I nuovi canali saranno venti, e copriranno quasi tutto lo scibile dell’intrattenimento televisivo. Serie tv (o web?), film per il web, salotti tv e show tradizionali, ma per ora non si

sa nulla su possibili contenitori di news o approfondimento. Google non è sola in questa opera di stravolgimento della tv, e gli outlook finanziari delle aziende di streaming audiovisivo più importanti come Netflix e Hulu, sono più che positivi. A questo si aggiunga che Youtube è un canale fruibile su qualsiasi piattaforma e non solo televisioni o computer. Console fisse o portatili, smartphone e tablet, per Google e Youtube sono da adesso anche apparecchi televisivi. Una moltitudine di dispositivi che porteranno Youtube ovunque. Nel 2010 il fatturato di Youtube è stato di 544 milioni di dollari, che dovrebbero arrivare a 800 milioni quest’anno.

Senza canone.
Secondo il Wsj, l’azienda sosterrà la produzione dei contenuti con la pubblicità, senza chiedere canoni di abbonamento. Una mossa astuta che prende i concorrenti in contropiede e che per la prima volta vede Google nel ruolo produttore ed editore di contenuti. E’ una rivoluzione per il gigante del web, che nel giro di qualche anno competerà con i colossi della tv satellitare e tradizionale, e anche quelli della tv on demand. Quella di Google è una spinta verso l’evoluzione della televisione, che inevitabilmente decreterà il trapasso della tv come la conosciamo oggi.

Scenari. La strategia di Mountain View è chiara, nel momento in cui gli apparecchi televisivi si trasformano in veri e propri computer, in grado di connettersi a internet e utilizzare applicazioni. Google ha già in corso contatti con le principali agenzie di artisti di Hollywood e Youtube, che è il terzo sito più visitato al mondo, punta ad una quota di mercato della pubblicità televisiva negli Usa, una torta da 70 miliardi di dollari. Mountain View ha iniziato ad assumere personale per questo progetto.

Repubblica.it > Tecnologia

Windows 8 e Lion per Mac L’estate calda dei nuovi Os

10 apr 2011 · News ed Eventi

Arrivano le nuove versioni dei software Microsoft e Apple. Redmond pensa alla stabilità e all’interfaccia, Cupertino punta sul futuro e brevetta una tecnologia multitouch. Per entrambi, l’obiettivo è l’integrazione totale con i dispositivi mobili di TIZIANO TONIUTTI

ROMA – Tra indiscrezioni e anteprime, sono pronti all’esordio i nuovi sistemi operativi di Microsoft e Apple. Windows 8 e OsX 10.7, nome in codice “Lion”, sono due piattaforme da sempre su fronti opposti. Windows è da anni in vantaggio per numero di installazioni, ma MacOs detiene una nicchia di tutto rispetto e comunque in ampliamento. Due sistemi operativi un tempo molto diversi ma che col tempo, almeno per sensazione di utilizzo, iniziano ad assomigliarsi. Anche se sotto al cofano ci sono due motori molto diversi.

Windows 8, un sistema multipiattaforma. Le schermate arrivate sul web vanno giudicate con beneficio di inventario. Ma le caratteristiche del nuovo Windows, dopo gli evidenti passi in avanti fatti con Windows 7, lasciano pensare ad un miglioramento sulla scia di quest’ultimo più che ad una completa riprogettazione. Ma Micorsoft ha un pensiero in più rispetto ad Apple: far funzionare il suo Os su uno sterminato parco di possibili macchine, dal netbook più scarso alla workstation più performante.

Mentre la mela costruisce il suo hardware attorno al software, un ecosistema relativamente chiuso che consente una progettualità diversa, Windows 8 dovrà adattarsi alla macchina che lo ospita più che in passato. Sembra che Microsoft stia pensando ad un’interfaccia utente diversa a seconda del pc su cui Win8 verrà installato. Le innovazioni al momento appaiono più orientate all’ottimizzazione dell’utilizzo, anche nelle funzioni di base dell’interfaccia utente,

ora improntata su un “ribbon”, una visualizzazione del tutto simile a quella dell’ultima versione di Office, anche nelle finestre del desktop.

Windows 8 secondo quanto si sa, si avvierà rapidamente e sarà in grado di ripristinare il sistema in due minuti, riportandolo come ad una prima installazione, senza però cancellare i dati. Una forma di gestione avanzata del registro dovrebbe permettere di mantenere il sistema sempre a punto. Ci saranno probabilmente delle novità sul fronte del riconoscimento ottico e tattile: Win8 sarà in grado di identificare il volto dell’utente, eliminando la necessità di password per accedere al sistema. Attenzione quindi a chi vi scatta una foto in primo piano. Sarebbe inopportuno per Microsoft non pensare ad una migliore implementazione dei controlli tattili, anche perché entro la fine del 2012 Windows 8, in qualche forma, dovrebbe arrivare sui tablet con un’interfaccia utente “immersiva” appositamente disegnata, e dialogare al meglio con Windows Phone, il sistema operativo mobile. In questo senso, Steve Ballmer di Microsoft ha annunciato il supporto del nuovo Windows ai processori Arm. E per completare l’offerta senza rimanere indietro rispetto ad Apple, arriverà anche un Windows App Store, attraverso cui rifornirsi di programmi e giochi.

Ma per mettere le mani sul nuovo Windows, bisognerà attendere fino alla presentazione, probabilmente intorno ad ottobre. Al momento, l’os è in versione “milestone 3″, distribuito su un network per sviluppatori, ma Microsoft sta impiegando molte energie sul progetto e lo sviluppo procede molto rapidamente. Windows 8 si vedrà più nel dettaglio al prossimo Consumer Electronic Show, a gennaio 2012, e sul mercato probabilmente nel primo semestre del prossimo anno.

Mac Os Lion, arriva il multitouch. I tempi per il nuovo OsX 10.7, nome in codice Lion, sono invece più stretti. Lo si vedrà in forma più o meno compiuta a giugno, alla Worldwide developer conference di Apple. Al momento, l’os è ancora in costruzione, ancora instabile e con diversi bug, ma è stata rilasciata la seconda “Developer preview”, una versione riservata agli sviluppatori. I lavori sono comunque in via di conclusione. Apple punta sull’integrazione delle esperienze d’uso del Mac e di iOs, pur trattandosi di prodotti dalle diverse caratteristiche e funzionalità. Non è un caso se i nuovi applicativi di Lion, Mail 5 e iCal, richiamino da vicino le versioni iPad. Anche l’accessibilità alle funzioni del nuovo Os risente del “tocco” di iPhone e iPad, con l’introduzione del Launchpad, una “sovraschermata” che mostra tutte le applicazioni presenti sul Mac, proprio come sul tablet Apple. Anche lo scorrimento delle finestre e la presenza tra gli elementi del Finder dei pulsanti a scorrimento tipici di iOs riporta la mente ad altri dispositivi Apple, e l’idea di Cupertino sembra proprio quella di uniformare il funzionamento delle sue macchine, e fornire un codice unico di utilizzo, un meta-marchio che configuri il mondo Apple, permettendo all’utente di non confondersi mai.

Evoluzioni funzionali anche per Exposé, che in Lion diventa Mission Control, e raggruppa le applicazioni in uso per tipo, permettendo di passare agilmente da una all’altra. C’è poi l’idea di poter ingrandire ogni applicazione a tutto schermo, mutuata dal concetto di minimalismo della nuova interfaccia di Lion, molto più pulita ed essenziale. Ma le innovazioni più importanti di MacOs 10.7 sono ovviamente quelle che non si vedono, con un’ottimizzazione della performance del sistema operativo, una gestione più fluida del multitasking, con le applicazioni in background che consumano meno risorse di sistema.  E tra i progetti per il futuro, nelle successive versioni Osx dovrebbe presentare una tecnologia multitouch avanzata, con movimenti a cinque dita, per cui Apple ha appena depositato dei brevetti. Ma di questo si riparlerà tra qualche tempo, probabilmente quando usciranno le prime schermate “abusive” di Windows 9.

Repubblica.it > Tecnologia

Come creare un blog di successo

10 apr 2011 · News ed Eventi
  1. Per iniziare, devi scegliere una piattaforma per il tuo blog.
    Se hai già un blog è arrivato il momento di renderlo perfetto per il successo!
    Prima di tutto deve avere un tema, questo ti permetterà di non essere dispersivo e di fornire articoli di interesse su di un determinato argomento.
    Scegli qualcosa che ti piace, i lettori percepiscono la tua passione!
    Altrimenti, finirai per annoiarti tu per primo.
  2. Non basta conoscere la grammatica italiana, anche se è indispensabile.
    Bisogna scrivere sempre in modo corretto, con trasporto e educazione.
    Cerca di non essere mai pesante, di dimostrarti disponibile dando anche sfogo alla tua simpatia.
    Ricordati di instaurare un buon rapporto con i tuoi lettori e di pubblicare con una certa frequenza.
  3. Cura la grafica del tuo blog.
    Un blog visivamente piacevole ha ottime possibilità.
    Evita colori che stonano fra loro, disposizioni confusionarie o colori poco visibili per i link.
    Aggiungi delle apllicazioni senza esagerare e dagli un’aria accogliente, spiritosa, irriverente o professionale, in base al tema del blog e ai tuoi obiettivi.
  4. Questo è un passaggio molto importante.
    Inserisci delle tag pertinenti!
    La stessa cosa vale per le categorie e i titoli, devono incuriosire e far venir voglia di soffermarsi proprio sul tuo articolo. Fai largo alla tua fantasia e al brain storming, i risultati saranno più che soddisfacenti.
    Se poi hai anche una conoscenza SEO, non guasta.
  5. Pubblicizzati.
    Non devi spammare selvaggiamente tutti e dapertutto, però approfitta del potere del passaparola proprio dei social network, per farti conoscere un po’.
    Cerca inoltre di entrare in contatto con altri blogger, magari un po’ più affermati, e proponi una collaborazione per un’iniziativa o un articolo.
    Sbizzarrisciti!
    Ricordati di inserira la pubblicità sul tuo blog grazie a Google Adsense.

Cosa ti serve

  • pc e connessione internet
  • perseveranza

Categorie: Navigazione web

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Cambiare tipo di protezione Wifi: Wep o Wpa?

10 apr 2011 · News ed Eventi

Cambiare tipo di protezione Wifi: Wep o Wpa?E’ importantissimo proteggere la propria connessione wifi per evitare intrusioni e abusi sulla vostra rete. Fino a poco tempo fa l’unico mezzo per proteggere la rete wifi era un protocollo chiamato Wep, che prevedeva in sostanza una chiave d’accesso, una sorta di password che se combaciante con quella salvata nelle impostazioni del vostro router comunicante col pc dava libero accesso. Con il tempo, e data la facilità di “bucare” questo tipo di protezione sono stati elaborati altri standard tra cui spicca il WPA.

Approfittiamo delle note del centro assistenza online di Telecom Italia per spiegare di cosa si tratta e quali sono le differenze:

Chiave di Autenticazione Pubblica (WEP)

“Questo tipo di autenticazione (Wired Equivalent Privacy) presente nello standard IEEE 802.11, è stato progettato per fornire una sicurezza comparabile a quella delle reti LAN via cavo, e richiede che l’Access-Point invii ad ogni stazione una chiave pubblica (a 64 o 128 bit) che viene trasmessa su un canale indipendente”.

Chiave di crittografia WPA

Il WPA (Wi-Fi Protected Access) è progettato, a differenza del WEP, per utilizzare l’autenticazione delle postazioni e la distribuzione di differenti chiavi per ogni utente. Tale operazione è effettuabile attraverso una Pre-Shared Key (PSK), che presenta una sola password d’accesso per qualsiasi utente richieda l’accesso. Una delle modifiche che introducono maggiore robustezza rispetto alla chiave WEP è l’utilizzo del metodo di criptaggio dei dati basato sul TKIP (Temporal Key Integrity Protocol) che, cambiando periodicamente la chiave (ora fino a 256 bit) in uso tra gli apparati Wi-Fi in modo dinamico e criptato, consente di ottenere una maggiore efficacia contro i tentativi di accesso non autorizzato alla rete wireless“.

A questo punto occorre aggiungere però che sebbene la seconda opzione sia molto più sicura, potrebbe darvi problemi con la scheda di rete. Mi sono trovato a lottare con il mio Acer 5520 e una scheda di rete Atheros per far riconoscere la password in WPA ma nulla, alla fine ho dovuto rassegnarmi e ritornare al vecchio standard WEP. Se anche voi avete problemi o volete fare delle prove per scegliere lo standard che preferite potete accedere al vostro router nella maggior parte dei casi digitando nel browser 192.168.0.1 e inserendo come username la parola admin e password usando la parola password. Con un po’ di fortuna avrete accesso alle impostazioni del router, occhio a non combinare danni, un errore potrebbe costarvi la perdita della connessione.

PianetaTech.it

Falcon Heavy, il super-razzo a buon mercato

9 apr 2011 · News ed Eventi

SpaceX disvela la sua nuova creatura: un vettore pesante, potenzialmente in grado di riportare l’uomo sulla Luna a una frazione del costo necessario all’impiego dello storico Saturn V

Roma – Space Exploration Technologies, la società privata di trasporti spaziali che dovrebbe prendere il posto dello Shuttle nelle future missioni NASA, è pronta a fare un passo ancora più in là grazie al suo nuovo razzo vettore. Falcon Heavy è l’ambizioso progetto dell’azienda statunitense per un sistema di trasporto di grandi cargo, comparabile per capacità ai razzi storici della serie Saturn V usati da NASA per portare l’uomo sulla Luna.Falcon Heavy, un razzo vettore in grado di trasportare almeno 20 tonnellate di carico nell’orbita bassa dell’atmosfera terrestre, è costituito da un design a “triplo core” in cui ognuno è dotato di nove motori “Merlin” – gli stessi usati nel già varato vettore Falcon 9.

Programmato il viaggio inaugurale entro il 2013, Falcon Heavy rispetta gli standard di sicurezza per equipaggi umani stabiliti da NASA ed è molto efficiente nella gestione del propellente se confrontato alle precedenti generazioni di razzi pesanti creati dall’agenzia statunitense.

Il razzo ha una capacità di trasporto stimata di 52mila chilogrammi, più del doppio del razzo-vettore che trasporta la navetta Shuttle, e anche se ha solo della metà della capacità di Saturn V Falcon Heavy porta il suo carico a destinazione a una frazione del costo.

I primi obiettivi del nuovo razzo vettore di SpaceX sono naturalmente la messa in orbita di satelliti commerciali, nonché le operazioni di traghetto tra la Terra e la Stazione Spaziale Internazionale. Nondimeno, in un futuro non molto lontano Falcon Heavy potrebbe costituire il sistema di trasporto spaziale ideale anche per trasferire uomini e mezzi su una possibile base sotterranea sulla Luna.

Alfonso Maruccia

Punto Informatico

Rilasciato JQuery 1.5.2 e la 1.6 Beta è già in arrivo

9 apr 2011 · News ed Eventi

jQuery 1.5.2, l’ultima bug-fix release per il framework JavaScript, è stato rilasciato dagli sviluppatori.

Questa ultima versione corregge 18 bug ma, a detta del creatore John Resig, “questo rilascio prepara la strada per la prima beta ufficiale di jQuery 1.6| il cui rilascio è previsto per il prossimo 15 aprile.

Gli sviluppatori di jQuery si stanno orientando verso un processo di sviluppo ancora più trasparente e più veloce: Resig ha sottolineato questo aspetto nel verbale delle riunioni di sviluppo.

Inoltre è stato reso disponibile anche un feature/spreadhseet che elenca tutte le modifiche proposte per jQuery 1.6 con annessi relativi commenti degli sviluppatori.

JQuery fornisce una libreria di funzioni Javascript per la scrittura compatta, ma leggibile, delle funzioni per la navigazione e la manipolazione della DOM, per eseguire facilmente query AJAX, il tutto condito da animazioni ed effetti di transizione programmabili.

JQuery 1.5.2 è disponibile per il download direttamente dal sito del progetto jQuery.com o, alternativamente, dalle reti di distribuzione di Microsoft o Google.

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