Facebook, come ripristinare la vecchia chat?
In questi giorni, in maniera graduale, il social network Facebook ha modificato la propria chat. E’ un punto debole quello della chat di Facebook: molta instabilità, non permette spesso di poter chiaccherare in maniera piacevole con i propri amici. Sicuramente se c’era una funzione utile in questa chat, era senza dubbio l’organizzazione degli utenti disponibili a chattare: aprendo la finestra di chat infatti, apparivano solo gli utenti online. Cosa molto utile e sensata, perchè permetteva all’utente di vedere chi era connesso e poi decidere se contattarlo o meno. In questi giorni però questa dispozione è completamente cambiata: una finestra molto più grande (e dunque invasiva) ha sostituito la vecchia chat di Facebook. Ma non solo: la disposizione dei contatti online è stata eliminata, a favore di una nuova lista. L’utente che apre la barra di chat, si accorge che non tutti gli utenti che appaiono sono collegati, solo quelli affiancati dal pallino verde sono online. Ciò che vuol dire? Che nella lista ci saranno anche utenti offline, una lista generata in maniera piuttosto casuale. E’ possibile tornare alla vecchia chat? In realtà no, non è possibile sostituire quella finestra di chat. E’ però possibile utilizzare una nuova pagina, la pagina originale della chat, dove appariranno solo gli utenti realmente online. Per provare questa tipologia di finestra di chat, dovete cliccare su questo link: http://www.facebook.com/presence/popout.php
Google+: in arrivo i giochi?
Come Facebook anche il social network firmato Google si prepara ad ospitare una sezione dedicata ai giochi? Secondo alcune indiscrezioni, sarebbe proprio così.
La presenza di un network di giochi su Google+ si rivelerebbe estremamente vantaggiosa per numerosi sviluppatori indipendenti o società, che quotidianamente tentano di ritagliarsi nuova attenzione di pubblico sui social network per incrementare i propri guadagni.
Il social network di Google, peraltro, assicurerebbe un’ulteriore occasione di sbocco per molti sviluppatori. Google+ garantirà considerevoli vantaggi tecnici e c’è già chi ritiene che il progetto protrebbe includere un servizio “Native Client“, ossia giochi ospitati direttamente sui server del motore di ricerca.

Questo avvantaggerebbe anche dei consumatori, che potrebbero giocare con un’attesa minore per il caricamento e minore presenza di bug rispetto ai prodotti attualmente presenti su Facebook.
Per il momento non è ancora arrivata alcuna conferma da parte di Mountain View a tali indiscrezioni e il portavoce della società, interpellato in merito, ha preferito non commentare.
Vedremo dunque se realmente il nuovo social network di Google, che ha fatto registrare adesioni da record fin dai primi giorni, potrà avere un’ ulteriore spinta positiva grazie a questa interessante possibilità.
Ricerca per immagini su Internet per trovare la foto
il 24 – luglio – 2011
La ricerca delle immagini su internet può essere fatta tramite i classici motori di ricerca come Google che permettono di iniziare una ricerca indicando una parola chiave o fornendo una foto della quale si vogliono trovare immagini simili.

Da poco tempo Google ha adottato la funzione di ricerca visuale. Si tratta di usare una foto o un’immagine che salvata sul pc per trovare immagini quanto più simili sul web. Per iniziare questo tipo di ricerca basterà andare sul sito ufficiale di Google Search by Images e cliccare sull’icona a forma di macchina fotografica.
La sezione “Immagini” del motore di ricerca di Google è un ottimo strumento per trovare foto di ogni genere. In questo caso basta inserire una parola chiave nel box di ricerca e attendere i risultati. Le foto che appariranno saranno poi selezionabili in base a vari parametri come ad esempio le dimensioni, il colore, ed è possibile scegliere se cercare dei disegni, dei clip art, dei volti o delle semplici foto.
Flickr è un social network per condividere ogni genere di immagini. Essendo le foto caricate dagli stessi utenti, non troverete quasi mai immagini in HD o elementi professionali. Per cercare delle foto semplici riguardanti argomenti abbastanza comuni è un sito più che ottimo.
Oskope è un motore di ricerca molto bello a livello di interfaccia che permette una visualizzazione estesa dei risultati di ricerca. Per prima cosa dovrete scegliere il motore al quale appoggiarvi (Flickr, Amazon, eBay, Fotolia, Yahoo Search…) poi dovrete inserire la chiave di ricerca. I risultati sono mostrati in una bellissima visuale, unica pecca è la lentezza di caricamento.
Yahoo Search Images. Anche Yahoo ha una sezione denominata “Immagini” dove si possono cercare e trovare foto di ogni genere. I risultati sono numericamente inferiori rispetto al motore di Google, ma per una ricerca veloce, magari mentre di sta navigando proprio su Yahoo, è un’ottima soluzione.
Internet: italiani poco attenti alla sicurezza
Da una ricerca realizzata da Cpp Italia, società che si occupa di sicurezza online e delle carte di credito, emerge che il 16% degli utenti ha subito almeno una volta la violazione dell’accesso, con un danno effettivo nel 35% dei casi.
L’indagine, che ha preso in esame i comportamenti dei navigatori Internet, evidenzia come il 30% degli intervistati abbia accertato un uso illecito del proprio indirizzo di posta elettronica, Messenger o del proprio profilo sul social network.
Il 2% degli intervistati a seguito di tali violazioni ha subito danni economici per un ammontare massimo di 100 euro, mentre per 3 intervistati su 100 tali danni sono inclusi entro un range che non supera i mille euro.

Il 2% degli intervistati denuncia di aver subito danni per un ammontare compreso tra i mille e i 5 mila euro, mentre soltanto l’1% danni che superano i 5 mila euro.
I dati emersi dalla ricerca evidenziano che il 42% navigatori sottoposti ad intervista non cambia mai le password di accesso all’indirizzo di posta elettronica e quelle della home banking, mentre l’11% lo fa annualmente o ancora più di rado.
Ancora una volta, dunque, si conferma la tendenza degli internauti italiani a sottovalutare i rischi derivanti dai furti di dati.
USA, addio ai porno scanner aeroportuali
TSA ha annunciato l’implementazione di un nuovo software all’interno degli attuali scanner millimetrali. Il nuovo sistema riprodurrà un’immagine sfumata invece che la fotografia del corpo integrale. Bene secondo i consumatori
Dal punto di vista tecnico, le nuove immagini sostituiranno le fotografie dei corpi interamente nudi con l’immagine della silhouette costruita con i tratti di un cartone animato umano. Di conseguenza, invece che mostrare ogni singolo pixel della figura nuda, gli operatori aeroportuali vedranno una generica forma umana e, in caso di presenza di armi o bombe, il dispositivo evidenzierà la zona del corpo sospetta invece che mostrare l’oggetto.
“Eliminando l’immagine del passeggero e sostituendola con i contorni generici di una persona, i viaggiatori potranno vedere la stessa sagoma che vedono gli agenti”, ha spiegato TSA nel comunicato. “Inoltre, gli impiegati di TSA non saranno più obbligati a visionare le immagini in una stanza separata”.
L’Agenzia per la sicurezza del trasporto pubblico ha dichiarato che entro i prossimi mesi è in programma l’installazione dei software e che il nuovo sistema di controllo sarà distribuito anche nel resto del mondo.
L’American Civil Liberties Union (ACLU) ha espresso apprezzamento per la decisione di TSA, considerandola un passo in avanti in favore della difesa della privacy dei cittadini. Di conseguenza, scrive l’associazione statunitense per la difesa dei diritti civili, chiunque abbia scritto una lettera di protesta o si sia attivato secondo vie legali può, per il momento, fermarsi. Anche se, continua ACLU, le questioni relative alla riservatezza non sono sfumate del tutto.
Cristina Sciannamblo
Google Docs si sta allargando
Una questione di zeri che però significano molto. Almeno per gli utenti dei servizio a pagamento
OS X Lion: 1milione di download. Record di vendite
Os X Lion: è già record di vendite. Il nuovo sistema operativo di casa Cupertino ha raggiunto la fantasmagorica cifra di un milione di copie vendute in sole 24 ore! Si tratta di un successo al di fuori delle più rosee aspettative tanto che un raggiante Philip Schiller, Senior Vice President Worldwide Product Marketing di Apple, ha immediatamente dichiarato:
“Lion è partito alla grande, i commenti degli utenti sono stati fantastici. Lion rappresenta un enorme passo avanti per le sue innovative funzioni, ma anche perché è incredibilmente facile per gli utenti aggiornare il proprio Mac con il miglior OS che abbiamo mai realizzato.”
Successo quindi spiegato dalla più facile reperibilità del nuovo sistema operativo?

Sicuramente in parte si, è innegabile che l’acquisto immediato tramite Mac App Store ha dato un incredibile aiuto alle vendite : molto più semplice installare Lion comodamente dalla poltrona di casa che recarsi, come accadeva con Tiger e successivi, negli show room Apple o attendere il corriere che portava il “mitico pacchetto” ordinato online.
Bisogna però notare un altro aspetto che può aver generato il “boom” di Lion, l’incredibile calo di prezzo. Tiger e Leopard costavano, rispettivamente nel 2005 e 2007, ben 130 euro, Lion viene venduto ad un prezzo che a confronto è veramente irrisorio, 23.99 €.
Infine, a dar la spinta finale, anche la la maggior diffusione delle “macchine” targate Mac. Insomma 3 validi motivi che insieme non riescono però a sedare lo stupore, il balzo in avanti è davvero incredibile: Tiger 2 milioni di copie in un mese, Lion 1milione in 24 ore!
Se siete tra quelli che non avete ancora provveduto ad aggiornare il vostro Mac, ricordiamo nuovamente che è possibile farlo tramite Mac App Store al prezzo di 23,99 € cliccando il pulsantino qui di seguito.
Linux 3.0, la terza era
Un progresso deciso del numero di versione per segnare un avanzamento storico del progetto. Più che una major release, l’inizio dell’età adulta del Pinguino
Linux 3.0 incorpora in ogni caso parecchie novità che lo differenziano non poco da quanto visto nel 2003 al lancio di Linux 2.6. Nel corso degli anni si sono stratificate quelle che, da un certo punto in avanti e sotto molti aspetti, sono state vere e proprie major release (il ramo stable del kernel resta per il momento fissato sulla 2.6.39.3), ed è davvero difficile pensare che quanto oggi ci sia dentro il Pinguino sia lontano parente di quanto visto 8 anni fa. Il numero di righe di codice, seppure un dato assolutamente non indicativo, è più che raddoppiato: il solo kernel viaggia oggi stabilmente poco sotto le 15 milioni di righe, dopo aver superato indenne anche offensive legali che hanno provato a minarne le basi.
Tra le principali novità del nuovo ramo (elencate per esteso nel chilometrico changelog) ci sono il supporto alle APU AMD comprese nei processori di classe Llano, supporto esteso alle configurazioni wireless delle reti e ai filtri di controllo in tempo reale del traffico, supporto definitivo allo storage Xen, alle CPU e ad altri componenti hardware recentemente immessi in commercio, senza dimenticare le sperimentazioni di nuovi filesystem o il miglioramento dei driver di quelli già supportati. Un importante lavoro è poi iniziato nel ramo ARM del kernel, dopo che negli scorsi mesi lo stesso Torvalds (e non solo) aveva criticato il codice realizzato espressamente per questa piattaforma che vive un autentico boom grazie alla diffusione di dispositivi mobile.
Provare, in ogni caso, a riassumere tutte le novità di Linux 3.0 è un’impresa complicata. Tanto più che la sua natura estremamente modulare lo ha reso nel tempo adattato e adattabile a una ampia varietà di dispositivi (Linux può essere alla base del software di un cellulare o di un mainframe), e al suo interno si trova supporto ad hardware legacy davvero datato: un “peso” che costituisce al contempo una seccatura, basti pensare alla disinvoltura con cui Apple taglia periodicamente i ponti col passato, e un vantaggio competitivo notevole.
La numerazione del kernel Linux seguirà infine una nuova metodologia da oggi in avanti: la prossima release dovrebbe essere contrassegnata come 3.1, anche se permangono alcune problematiche ideologiche e pratiche su come gestire questa novità. Parecchie componenti sono ormai state “adattate” alla numerazione a quattro valori (es: 2.6.39.3), pertanto il kernel per il momento a livello di codice è ancora definito come “3.0.0″. Non è escluso che possa verificarsi una frattura della definizione impiegata a livello pratico e quella a livello codice: tra le priorità del maintaner Torvalds sembra proprio che ci sia anche la ferma intenzione di rendere più comprensibile la gestione e l’evoluzione di Linux, pertanto difficilmente lo si vedrà cedere su questioni di “marketing” come questa.
Luca Annunziata
Italiani poco attenti sul web il 16% è stato vittima di raggiri
Uno studio rivela la scarsa propensione degli utenti del web nel nostro paese, e la poca consapevolezza dei rischi che si corrono trascurando misure di protezione basilari. E le cifre del cybercrimine e dei furti di identità crescono
ROMA -Numeri che fanno riflettere. Secondo un’indagine sui comportamenti degli utenti internet italiani condotta da Cpp, multinazionale specializzata nella sicurezza dei dati personali, il 16% degli utenti ha subito almeno una volta la violazione dell’accesso ai vari servizi web. All’interno di questa percentuale, nel 35% dei casi si registra un danno. Proteggersi da attacchi, spam e scam è ormai una priorità per il navigatore del web, e come sempre l’informazione e la prevenzione sono i metodi migliori.
Posta, chat, social. Il 30% degli intervistati ha lamentato l’uso fraudolento dell’account di posta elettronica, messenger (o altre web chat) o del proprio social network. Il 2% ha subito danni economici limitati a 100 euro, mentre per 3 intervistati su 100 i danni sono stati contenuti entro i mille euro. Tra i mille e i 5 mila euro sono stati i danni economici per il 2% del campione, mentre solo l’1% ha subito danni superiori ai 5 mila euro.
Password, cambiarle fa bene. Secondo l’indagine, il 42% degli utenti internet intervistati non modifica mai, a meno che non sia obbligato a farlo, le password di accesso ai servizi e-mail e home banking, mentre l’11% lo fa a cadenza annuale o più lunga. Comportamenti che possono favorire, almeno in parte, la violazione dei propri account internet. “Cambiare frequentemente le password – spiega Walter Bruschi, amministratore delegato di Cpp Italia – è sola una delle attenzioni da avere per tutelarsi dalle truffe. Per incrementare il
livello di sicurezza è però meglio utilizzare password diverse per ogni tipo di accesso. Se, infatti, un malintenzionato entrasse in possesso della nostra unica password avrebbe accesso anche a tutti gli account internet. Si rischierebbe, quindi, di subire non solo un danno patrimoniale ma anche il furto di identità, un tipo di frode che si sta espandendo anche in Italia”.
A mostrare una maggiore consapevolezza dei pericoli che si possono correre navigando in Internet è il 17% degli intervistati che modifica le proprie password una volta al mese. Il 18% cambia i codici di accesso ai servizi internet utilizzati almeno ogni tre mesi, mentre il 12% lo fa due volte l’anno. Ma il 14% degli intervistati utilizza una sola password per tutti i tipi di accessi a internet, dall’home banking ai social network, mentre il 13% ne usa 2: una per gli accessi ai servizi finanziari e un’altra per il “tempo libero”. Un 47% di utenti utilizza una password diversa per ogni accesso, mentre potrebbe fare qualcosa in più per la propria sicurezza il 25% di intervistati che ne alterna da 2 a 3, per i vari servizi internet con accesso riservato. Il 31% degli intervistati rivela la propria password a terze persone, soprattutto a moglie (25%) e figli (8%), mentre 76 persone su 100 ammettono di dimenticare il codice di accesso ai servizi internet, ma solo al 6% degli intervistati è una cosa che capita spesso.
Furti di identità. Impossessandosi di credeziali e quindi di identità altrui, il malvivente di turno può fare acquisti rateali o richiedere finanziamenti a nostro nome. Dimostrare successivamente estraneità ai fatti, e ottenere i rimborsi delle somme sottratte, richiede l’intervento di diverse figure professionali e soprattutto tempi piuttosto lunghi. Contro questo tipo di frode ci si può tutelare sottoscrivendo servizi di protezione dei dati personali e software che rendano più sicura la navigazione”.
Lion, in 1 giorno 1 milione di download
(ANSA) – ROMA, 22 LUG – In un solo giorno piu’ di un milione di utenti ha acquistato e scaricato Mac OS X Lion, l’ottava versione del sistema operativo Apple rilasciata 2 giorni fa.”E’ partito alla grande, i commenti degli utenti e la reazione dell’intero settore sono fantastici”, ha commentato Philip Schiller, Senior Vice President di Apple. Lion e’ disponibile sul Mac App Store a 23.99 euro, introduce oltre 250 nuove funzioni per il Mac, tra cui nuovi gesti multi-touch, gia’ sperimentati per l’universo mobile.
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