Perché comprare uno skateboard elettrico?

12 mar 2012 · News ed Eventi

Forse perché si è così pigri da non voler muovere il piede per dare la spinta. Metroboard promette sforzo zero a una velocità di 30 km/h per 24 km di autonomia

Altro che e-bike, il futuro potrebbe essere targato e-skate. Infatti ha debuttato quest’anno al Consumers Electronic Show di Los Angeles, lo skateboard elettrico Metroboard, definito il mezzo di trasporto green più portatile che esista. Sarà vero?

 

Prodotto dalla KEF Design LLC con la Desma-Tech, il Metroboard è prodotto e testato negli States (Portland) e pubblicizzato come il mezzo green più cool del momento. Ma cos’ha di più rispetto al classico skate reso celebre da Bart Simpson? Perché dovremmo metterlo in soffitta per comprare questo mezzo? Lo skate di per sé non è già un mezzo perfetto e green?
Per trovare la soluzione basta ribaltare lo skate difatti sotto la tavola si nasconde una batteria al litio LiFePO4 (si carica in circa 3 ore) che, azionata da un telecomando bluetooth (con il tasto dell’acceleratore, quello del freno e un piccolo joystick), riesce a percorrere sino a 24 km con una singola carica con una velocità di punta pari a 30 km/h, raggiunta in appena 5 secondi ed è inoltre capace di percorrere salite con pendenze massime del 9%. Il motore dello skate elettrico può contare su 600 watt di potenza (regolabili su 9 livelli di guida, da principiante ad esperto) senza dimenticare luci intermittenti di segnalazione a LED e un campanello, per sfrecciare avvertendo i passanti in tempo.

 

Divenuto celebre grazie al film The Green Hornet, Metroboard ha venduto dal Sud Africa a Singapore, difatti anche se è stato appena presentato, questo e-skate è sul mercato da ben 5 anni ma solo ora si è scelto di effettuare un lancio mediatico in grande stile, aggredendo finalmente il mercato consumer con quattro modelli (da 68 a 104 cm di lunghezza) a partire da 17 sterline.

 

A questo punto, il consumatore green deve porsi la domanda più importante ovvero l’e-skate è davvero green? KEF certifica che il costo energetico per alimentare il mezzo è pari a 0,0005 dollari per miglio percorso. E se la batteria si dovesse scaricare? Niente panico. Basta mettere giù il piede…e tornate a spingere, semplicemente.

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Smartphone, serve una banda più larga

12 mar 2012 · News ed Eventi

Nella seconda metà del 2011, il traffico ad alta velocità mediante dispositivi mobili è cresciuto dell’83% sull’onda del successo di YouTube, Facebook e Android

La fame vien mangiando. E nel caso della banda larga mobile non si è mai sazi. A fare il punto sulla navigazione veloce mediante dispositivi da mano e da tasca è Allot Communication. Nella seconda metà del 2011, questo il periodo preso in considerazione dal report, il traffico globale mediante tablet e smartphone è aumentato dell’83%. La crescita anno su anno è del 234% e, fa notare Allot nelle conclusioni, è totalmente insensibile agli stenti dell’economia mondiale.

A farla da padrone sono i video in streaming, con il 42% dell’intera banda utilizzata, e la percentuale va a braccetto con il declino del file sharing, 26% del totale: si tende sempre di più a prediligere soluzioni fruibili in tempo reale. La navigazione pura, per rendersi conto delle proporzioni, è scivolata al 24% (smartphone alla mano, il web sta davvero morendo). Il leader del segmento video è YouTube, con il 62% di tutti i video fruiti in mobilità e un contribuito alla causa totale passato dal 22 al 24%. Iniziano a dire la loro, 14% di tutti i video YouTube visti e +300%, anche i filmati in alta definizione. In generale, il traffico a portata di mano del portale di proprietà di Google è cresciuto di un perentorio 143%.

Rialzo da capogiro, +114%, anche per VoIP e Instant Messaging. Nel primo caso, è Skype a dettare legge con il 79% del totale. La flessione dall’82% della prima metà dell’anno passato dell’ultimo sfizio di Microsoft si deve all’entrata in campo di altri attori. Viber, ad esempio, ha rosicchiato un 2%. Nell’Im c’è da registrare la perentoria entrata in campo di Facebook Messanger, 22% del totale. Whatsapp si è distinta passando dal 3% al 18% durante il 2011. Yahoo! Messenger c’è, 17%.

Di social media parlando, Facebook deve fare i conti una flessione del tasso di crescita, dal 166% della prima metà dell’anno al 105% della seconda. Ci avrà messo lo zampino Twitter, con rialzi pari al 297%, prima metà, e 184%, seconda metà.

Degno di una menzione il campo delle applicazioni: App Store di Cupertino continua a spadroneggiare con il 79% del settore. Android porta a casa il 18%, ma insidia il rivale con una crescita del 232%. Il negozio digitale della Apple ha messo a segno un rialzo del 61%, che fa pensare che il momento del pareggio si stia progressivamente avvicinando. C’è un 3% appartenente a generici ‘altri’ che nei prossimi mesi dovrà farsi portavoce, quantomeno a livello di base, della crescente influenza di Nokiasoft.

 


Photo credits: Maurizio Pesce / Wired.it

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Aerei, un clic per scegliere il compagno di viaggio

12 mar 2012 · News ed Eventi

Sulla Klm si possono usare i profili di Facebook e di altre communities. “Sono almeno dieci anni che le linee aeree cercano di rendere gli incontri più stimolanti” dal nostro corrispondente ENRICO FRANCESCHINI

LONDRA- Le possibilità sono infinite. Ma le probabilità che l’incontro con il vicino di poltrona risulti stimolante non sono altissime. Sarà per questo che molti tengono a portata di mano gli auricolari dell’iPod o se le infilano alla partenza. Eppure ora esiste un sistema per assicurarsi che al nostro fianco sieda, se non proprio l’uomo o la donna dei nostri sogni, perlomeno qualcuno con cui abbiamo caratteristiche e gusti in comune. Si chiama “Meet & Seat” (Incontrarsi e sedersi), è un’iniziativa della compagnia di bandiera olandese Klm ed è gratuita.

Funziona così: i passeggeri possono condividere dettagli del proprio profilo su Facebook, LinkedIn e altri social network, usandoli per scegliere la persona accanto alla quale vogliono sedersi. Considerato che Facebook ha 700 milioni di iscritti (tra poco un miliardo) e che solo 8 milioni di passeggeri si trovano in volo ogni 24 ore, non è difficile trovarsi su uno stesso aereo con gente che usa i social network. A quel punto selezionare fra questi il compagno di viaggio preferibile (o il meno peggio) è un’opzione concreta. “Sono almeno dieci anni che le linee aeree cercano di migliorare la possibilità di incontrare persone interessanti a bordo”, dice all’Herald Tribune Erik Varwjik, direttore commerciale della Klm, “adesso esiste la tecnologia per farlo”.

La compagnia olandese ha iniziato il servizio sulle rotte tra Amsterdam, New York, San Francisco e San Paolo, suscitando

immediato interesse. Su un volo tra Amsterdam e il Brasile, per esempio, questa settimana era possibile scegliere tra il manager di una compagnia telefonica francese appassionato di jazz, un ingegnere chimico italiano che parla inglese, spagnolo e portoghese, e un norvegese patito di rock che andava a trovare parenti in Sud America. Se una persona vi sceglie come vicino, non si può rifiutarla: ma si può cambiare posto (se ce ne sono liberi). Se il sistema avrà successo, la Klm lo estenderà a tutti i suoi voli intercontinentali e lo proporrà alle compagnie sue partner dello Sky Team. Altre linee aeree, come la Malaysia Air, e siti specializzati in viaggi, come il danese Planely e il cinese Satisfly, usano già sistemi analoghi.

Naturalmente non tutti sono interessati: “A me basta arrivare a destinazione senza perdere la testa né le mie due bambine”, dice una madre iscritta a momaboard. com, un sito per mamme che viaggiano spesso in aereo con figli piccoli. I potenziali utenti di questa “Facebook dei cieli”, ammettono gli esperti del settore, sono soprattutto coloro che viaggiano da soli per affari o per studio. Ma ci sono, anche tra i viaggiatori solitari, quelli che preferiscono non essere disturbati: per una cifra dai 6 ai 60 euro, la Air New Zealand, la Air Asia e la spagnola Vueling permettono ai passeggeri, se il volo non è pieno, di richiedere un sedile vuoto accanto al proprio. Pazienza se potevano ritrovarsi accanto George Clooney, Scarlett Johansson o Bill Gates.

Repubblica.it > Tecnologia

Cellulari, ce l’hanno sei persone ogni dieci

12 mar 2012 · News ed Eventi

Alla vigilia del Mobile World Congress 2012, il settore ingrana la quarta con l’aggiornamento del Traffic and Market Data Report di Ericsson

Barcellona – A fine 2011, la penetrazione globale del mobile ha toccato quota 85%, mentre i contratti sottoscritti sono la bellezza di 6 miliardi: tenendo conto di quanti potrebbero avere più di una sim, il numero netto di persone in possesso di smartphone e tablet è di circa 4 miliardi. Il settore, quindi, coinvolge il 60% della popolazione.

Lo studio Traffic and Market Data Report, la cui versione completa verrà presentata proprio durante la fiera di Barcellona, a livello geografico individua in  India e Cina le zone che  hanno trascinato la progressione: insieme rappresentano il 35% dei 180 milioni di nuovi utenti attivati nell’ultimo trimestre del 2011 (il 75% a una rete GSM e il 15% a una rete WCDMA/HSPA in tutto il mondo). Seguono, disegnando un’interessante cartina del futuro prossimo del mobile, Brasile, Indonesia e Bangladesh. I margini di crescita sono ampi, essendo la penetrazione in Cina, India e Africa a quota, rispettivamente, 73%, 71% e 60%. In Europa, per rendersi conto delle proporzioni dell’orizzonte a cui si può tendere, si viaggia intorno al 130%, in Medio Oriente al 100% e in Nord America si è al 93%.

Il successo degli smartphone, fa notare Ericsson, è omogeneo in tutto il mondo, il 30% dei cellulari venduti è intelligente. A beneficiarne, la banda larga mobile: gli abbonati sono cresciuti del 60% anno su anno e sfiorano il miliardo. Confermata quindi la previsione di toccare quota 5 miliardi nel 2016. Con le sottoscrizioni, cresce il traffico dati, che è raddoppiato dal terzo trimestre 2010 al terzo trimestre 2011 e ha registrato una progressione del 18% dal secondo al terzo trimestre dello scorso anno. Il traffico voce non si fa intimidire ed è raddoppiato negli ultimi quattro anni a cavallo dei paesi in via di sviluppo.Secondo le ultime rilevazioni ComScore, la penetrazione degli smartphone ha già superato il 50% in Spagna e Regno Unito, mentre per Gfk la domanda in Europa non è mai stata così elevata, con una crescita delle vendite del 67% (per un totale di 258 milioni di apparecchi venduti), in crescita del 3,2% sui numeri del 2010.

 

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LibreOffice, ora con bollino Intel

12 mar 2012 · News ed Eventi

La suite di produttività si guadagna i favori di un partner d’eccezione, che distribuisce il software sul suo app store e fornisce quattrini per lo sviluppo

Roma – LibreOffice entra a far parte della scuderia di applicazioni disponibili sull’Intel AppUp Center, l’”app store” per software x86 aperto dal chipmaker. E il coinvolgimento di chipzillacon la suite FOSS non si ferma qui, visto che Intel è anche entrata a far parte dell’advisory board di The Document Foundation.La versione “speciale” di LibreOffice presente sull’AppUp Center gira naturalmente su Windows (XP, Vista, 7), ma è stata rifinita da Intel stessa con il contributo di SUSE ed è fornita con il supporto a cinque lingue diverse (inglese, tedesco, francese, spagnolo e italiano).

“Diamo il benvenuto a Intel in The Document Foundation, e non vediamo l’ora di collaborare assieme a loro” ha commentato Gerald Pfeifer di SUSE. “È fantastico vedere Intel che distribuisce LibreOffice attraverso un nuovo canale così che un maggior numero di utenti possano provare la suite su Windows”, ha continuato Pfeifer.

Oltre che per la distribuzione della suite via AppUp Center, TDF ha di che gioire per la preziosa chance di garantire a LibreOffce il supporto di un importante partner commerciale, supporto che oltre al codice prevede anche finanziamenti alla Fondazione.

Chi con tutta probabilità non sarà entusiasta della nuova iniziativa è Microsoft, storico partner di SUSE ma soprattutto di Intel (noto, a tal proposito, il duopolio “Wintel” su piattaforme x86).

Alfonso Maruccia

Punto Informatico

Twitter, 500 milioni di iscritti

3 mar 2012 · News ed Eventi

Il social network ce l’ha fatta, la cifra record è stata raggiunta. Ma i cinguettatori sono così tanti?
- ECCO I 50 ITALIANI DA SEGUIRE

Il contatore di  Twopchart è arrivato a destinazione e il 500milionesimo iscritto di Twitter si è appena iscritto al social network. La notiza era nell’aria già dallo scorso ottobre, quando la creatura di Jack Dorsey raggiunse quota 400 milioni. Il nuovo record odierno sarebbe insomma il frutto di una scalata al successo costante che ha portato l’ uccellino più famoso della Rete al centro delle cronache internazionali. Il dato, però, può essere facilmente sopravvalutato.

Si sa: molte persone si iscrivono ai social media per curiosità, osservano per qualche tempo e poi smettono di utilizzare i servizi. Anche l’iscritto che fece raggiungere i 400 milioni, per esempio, ha all’attivo appena un twit. 500 milioni è un dato grezzo, ben distante da quanto dichiarato dallo stesso fondatore lo scorso anno: gli utenti attivi, che utilizzano regolarmente Twitter sono solo 100 milioni, una popolazione comunque molto estesa, ma nettamente inferiore a quella complessiva. Secondo le stime, il 40% degli iscritti non twitta ma si limita a leggere e a trarre informazioni dal sito, mentre il 62,3% dei nuovi arrivati dopo il raggiungimento del precedente record non ha ancora cambiato l’immagine profilo di deault, il 12, infine, si sarebbe addirittura cancellato.

Stabilire la reale popolazione di Twitter è insomma complicato, se si vuole avere un dato realmente significativo. Proprio perchè lo stesso social media si offre a  utilizzi differenti: chi si limita a leggere, per esempio, è un utente vivo? Per molti Twitter è infatti semplicemente un eccellente strumento di informazione e rassegna stampa. Ma come stabilire le differenze tra chi spulcia e basta e i profili abbandonati? E se il conteggio di Twopchart, che si basa su numeri pubblici come quelli visualizzabili con la app Mac, fosse errato – come ha osservato TheNextWeb – staremmo parlando di una bufala?

Meglio insomma utilizzare un bel condizionale e dire: Twitter potrebbe avere 500milioni di utenti. Quello che rimane certo è la strada percorsa dal sito di Jack Dorsey nei suoi 5 anni di attività. Il compleanno è stato festeggiato lo scorso 21 marzo, proprio nell’anno in cui Twitter è stato più che mai al centro delle cronache per via del suo definitivo sdoganamento al di fuori della nicchia della Rete grazie anche i numerosi fatti di cronaca internazionale che lo hanno visto protagonista. Non male, per un progetto nato dal fallimento di un’altra idea, nell’ormai classico garage  geek di San Francisco. E pensare che all’inizio doveva chiamarsi Twittr e nel primo articolo che ne svelò la nascita al mondo su TechCrunch venne definito come “una sorta di applicazione per l’invio di Sms di gruppo”. Un basso profilo che 5 anni e 500milioni di utenti dopo, Jack Dorsey ha ribaltato completamente affermando che “non siamo più un social netwok” mettendo al centro la natura informazionale del suo portale. Chissà se i fondatori avrebbero mai puntato un dollaro sulla possibilità che per alcuni Twitter sarebbe stato addirittura il motore di alcune rivoluzioni

wired – Wired.it

Web, 54% genitori ignora cosa vede figli

3 mar 2012 · News ed Eventi
Web, 54% genitori ignora cosa vede figli (ANSA) – ROMA, 22 FEB – Il 54% dei genitori italiani non e’ al corrente del fatto che i propri figli, nell’ultimo anno, hanno visto su internet immagini a sfondo sessuale. E ben l’87% non sa che i figli hanno incontrato faccia a faccia qualcuno conosciuto in rete (accade al 4% dei ragazzi italiani e al 9% di quelli europei). Lo rileva la ricerca ‘EU kids online’, presentata oggi al convegno ‘Minori e cyber security’ organizzato dalla fondazione Icsa(Intelligence Culture and Strategic Analysis).

News di Tecnologia – ANSA.it

Redditi ministri pubblicati online: boom accessi, tilt sito Governo

3 mar 2012 · News ed Eventi

La pubblicazione sul web dei redditi dei ministri del governo Monti è sicuramente il fenomeno mediatico del giorno.

La diffusione di tali cifre, effettuata sia sul sito ufficiale del Governo, che attraverso i vari portali dedicati ai singoli ministeri, ha immediatamente fatto il giro del web.

A tal punto che gli utenti si sono riversati in massa su tali spazi web per visualizzare i dati relativi ai vari rappresentanti dei dicasteri.
Con ogni probabilità a causa dell’elevato numero di accessi, il sito del governo è restato per alcune ore offline.

Alla base del “tilt”, il possibile sovraccarico dei server. I dati relativi ai redditi di ciascun ministro dell’attuale governo sono stati diffusi nelle ultime ore sul web nelle specifiche sezioni sulla “Trasparenza” presenti in ognuno dei siti dedicati a un singolo ministero.

In tali spazi online sono stati quindi pubblicati non soltanto i redditi complessivi contenuti nelle ultime dichiarazioni rilasciate dai singoli componenti dell’esecutivo (e la relativa situazione patrimoniale), ma anche il compenso percepito da ognuno di questi ultimi per l’incarico di Governo attualmente ricoperto.

Al momento il sito ufficiale del governo risulta nuovamente accessibile agli utenti.
In esso è presente un’apposita area, denominata appunto Ministeri, all’interno della quale sono contenuti tutti i link ai vari portali di ognuno dei dicasteri.

Per procedere alla visualizzazione dei redditi dei ministri, una volta effettuato l’accesso in uno di questi ultimi spazi sul web, basta cercare la sezione denominata “Trasparenza”, e consultare i dati pubblicati, in molti casi, attraverso appositi documenti in formato pdf.

PianetaTech.it

Angry Birds Space: la nuova avventura

2 mar 2012 · News ed Eventi

Pubblicato da Il Conte il 21 – febbraio – 2012

La primavera vi sembra lontana? Forse lo è ma non per

Angry Birds, è già pronto la prossima versione “season” che andrà sotto il nome di Angry Birds Space.

E’ proprio lo spazio il luogo di svolgimento della prossima avventura del videogioco per dispositivi mobili più scaricato di tutti.

Dopo l’Anno del Dragone, versione invernale di Angry Birds ci si sposta in orbita, o meglio, nello spazio. Il teaser disponibile su Youtube non lascia trapelare nessuna indiscrezione anche se in rete girano anche alcune immagini della celebre “fionda lancia uccelli” appoggiata sul suolo lunare, la domanda che tutti si fanno è se cambieranno le regole del gioco dal momento che le forze di gravità in certi ambienti sono diverse.

Di strada gli uccellini di Angry Birds ne hanno fatta, ci si domanda se la formula possa ancora essere appetibile ai gamer su piattaforma mobile, la prossima relese della nuova versione del gioco potrebbe rispondere anche a questi interrogativi anche se è vero che dopo l’iniziale uscita su App Store il gioco ha avuto fortuna su tutti gli altri negozi, non ultima la versione per BlackBerry Playbook, rinnovando per così dire di volta in volta il pubblico.

Essendo una versione season bisogerà aspettare l’arrivo della primavera, quindi il 22 Marzo troverete negli store il gioco pronto per il download che porterà nuove avventure per i nostri adorati uccellni e chissà che da Rovio non ci abbiano riservato qualche sorpresa come un nuovo personaggio galattico in grado di aiutarci nello sbrogliare i complicati schemi che di sicuro ci troveremo ad affrontare.

 

Popularity: non determinato [?]

Business and Tech

Panasonic, nuovi smartphone con Android

2 mar 2012 · News ed Eventi

Il colosso giapponese si prepara all’assalto del mercato mobile, a partire dal nuovo Eluga

To’, chi si rivede: dopo parecchi anni di assenza dalla scena della telefonia europea (a parte qualche sporadico modello emerso nel 2011), Panasonic torna alla carica. Mentre in Giappone continua a rivestire un ruolo leader nel settore, dalle nostre parti aveva invece optato per la ritirata strategica. Chi si ricorda, così su due piedi, il nome dell’ultimo cellulare Panasonic?

Le cose però stanno per cambiare: la compagnia di Osaka ha annunciato il suo rientro nel Vecchio Continente, convinta di potersi inserire fruttuosamente nel mercato in crescita costante degli smartphone. La notizia arriva dall’annuale convention di Amburgo: il ceo di Panasonic Europe, Laurent Abadie, ha rivelato il piano di importare la gamma completa dei loro dispositivi, con l’obiettivo di vendere 1,5milioni di unità entro marzo 2013 (prossimo anno fiscale) e di crescere fino a 15 milioni entro marzo 2016.

Contestualmente ha fatto il suo debutto Eluga, il primo smartphone della fase rilancio.

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Si tratta di un Android (Gingerbread, aggiornabile in estate a Ice Cream Sandwich) dal tasso tecnologico non indifferente e dalla taglia compatta (123 x 62 x 7,8 mm per 103 gr). Ha display oled da 4,3″ con risoluzione 960×540, processore dual core da 1 Ghz, 8 GB di memoria integrata, fotocamera da 8 Mpixel con autofocus, modulo nfc integrato. Stando alle specifiche annunciate, l’Eluga è resistente a polvere acqua, tanto che può stare in ammollo per mezz’ora a un metro di profondità senza danni. Dispone poi di tutta una serie di funzioni compatibili con gli altri device Panasonic, come per esempio i tv Viera.

Insomma, in bocca al lupo: non sarà facile (ri)conquistare visibilità in un mercato intasato di prodotti e rosicchiare quote a una concorrenza agguerrita.

wired – Wired.it

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