2014: al Politecnico di Milano si studierà in inglese
Dante cede il passo a Shakespeare nelle aule dell’ultimo biennio e dei dottorati. Il rettore Azzone: “Svolta indispensabile se si vuole essere competitivi”
Va bene, le università parlano già inglese, ed è giusto che comincino a farlo anche quelle italiane, ma, nel lungo termine, cosa si spera di ottenere? “ L’Italia deve tornare ad essere competitiva”, spiega a Wired.it il rettore Azzone. “ Sapere che nelle nostre università si studia e si parla in inglese incentiverà gli stranieri a investire e a collaborare con noi. Non solo, aiuterà i nostri studenti ad essere più connessi con le università estere”. Questo è vero soprattutto in un Paese – il nostro – che non ha materie prime da cui dipendano gli altri Paesi e quindi, per dialogare con essi, deve per forza scommettere sul capitale umano.
Questa operazione, forte di un investimento di 3,2 milioni di euro, mira anche ad attrarre un corpo docente internazionale, per la precisione 15 docenti, 30-35 post doc, 120 visiting professor. Per quanto riguarda i docenti italiani, per arrivare al 2014 preparati, potranno seguire corsi di perfezionamento della lingua inglese, così come gli studenti, durante il triennio. Poi avverrà il grande passaggio. Non necessariamente da interpretare come un trapasso della lingua italiana.
foto: Corbis
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