Apple si risveglia senza Steve “E’ dura, ma possiamo farcela”

10 ott 2011 · News ed Eventi

Nelle strade percorse ogni giorno da Jobs si respira l’iSad, il cordoglio per la sua scomparsa. E mentre continua il pellegrinaggio davanti casa sua, i dipendenti dell’azienda tornano a lavoro di DANIELE VULPI

PALO ALTO (California) –L’iSad, quel sentimento di vuoto per la scomparsa di Steve Jobs – così come l’ha coniato la Cnn – si avverte eccome quando ci si avvicina ai luoghi della sua vita. E’ un sottofondo che quasi non fa rumore ma è dappertutto da queste parti, come il cielo plumbeo che copre la Baia.

Si sente forte a Palo Alto, per esempio, la città dove Jobs viveva, 53 chilometri da San Francisco, sede della prestigiosa e costosa università di Stanford. Qui, davanti alla casa del fondatore di Apple, la processione di chi gli vuole rendere omaggio è cominciata ieri subito dopo la notizia della sua scomparsa. In poco tempo all’angolo tra Waverly Street and Santa Rita Avenue si sono raccolti mazzi di fiori, lumini, un iPad bianco con la foto di Jobs che campeggia sul sito della compagnia. Qualcuno ha posato accanto delle mele rosse, addentate di lato a ricordare il simbolo di Apple come lo abbiamo conosciuto negli anni. Molti i bambini in braccio ai genitori. Poi le scritte sull’asfalto del marciapiede, col gesso: “Steve, hai reso il nostro mondo migliore”, “Grazie per le tue idee” e via così.

La polizia si è organizzata già dal pomeriggio di ieri: ha chiuso la strada sistemando le transenne e preparandosi all’afflusso di visitatori di oggi. Un via vai che si consuma con grande discrezione, quasi sottovoce, davanti a quella casa con i fiori arancione sulla facciata. Così come sottovoce parla un vicino  di Jobs: “Il giorno di Halloween ha aperto

il cortile interno della sua casa, e ha sistemato un calderone ribollente con del ghiaccio secco. Quando i bambini si sono avvicinati, lui li ha accolti e per farli contenti ha tirato fuori confezioni di succo di mela. In fondo nessuno glielo aveva chiesto”. Altri hanno scelto di ritrovarsi in un parco nei pressi per una veglia dal sapore hi-tech: dai loro iPhone hanno riprodotto il suono di una campana tibetana, ricordando la pratica buddista di Jobs.

Un memoriale anche nella vicina University Avenue, dove si trova l’Apple store: posti-it, candele e testimonianze e bandiera Apple a mezz’asta come in tutti i negozi del mondo. Anche a Cupertino, sede dell’azienda la scena si ripete e si rinnova di ora in ora. Davanti al quartiere generale – dove c’è stato un omaggio anche al suono di cornamusa – i dipendenti entrano ascoltando il loro iPod. Pochi parlano. Uno di loro, un product designer, si ferma coi giornalisti: “Ha significato molto per l’azienda e le persone che lavorano qui. Ha instillato un grande valore etico e una visione: quella di Apple. E’ una perdita, noi lo avvertiamo, ma sappiamo anche quello che dobbiamo fare”.

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