Bitcoin, la moneta degli hacker che spaventa Cia e banche

7 giu 2011 · News ed Eventi

È una nuova valuta elettronica, che si basa sulla crittografia e sul peer-to-peer, che per i suoi creatori rivoluzionerà il commercio mondiale. Ma ci sono dubbi sulla sicurezza: le transazioni anonime possono aiutare criminali e terroristi

dal nostro corrispondente ANDREA TARQUINI

BERLINO – Già la chiamano la Wikileaks delle valute: per i critici è un progetto che può destabilizzare i mercati e l’economia mondiale e rovesciare governi; i suoi fan invece vi vedono un passo decisivo verso l’indipendenza dei consumatori e dei comuni cittadini del mondo da banche e autorità. E’ una nuova valuta digitale, creata da gruppi di hacker e che già viene usata per acquistare su aste online telefoni cellulari o dvd, o per giochi d’azzardo sulla rete.

Questa nuova divisa virtuale si chiama Bitcoin, e bitcoins al plurale. Interessa tutti, sta allarmando la Cia, altri servizi segreti e probabilmente le grandi banche centrali e fa sperare milioni e milioni di utenti del web. Spiegel online ne ha parlato in un ampio servizio del collega Christian Stoecker.

IL VIDEO: ECCO COME FUNZIONA

I bitcoins sono il denaro degli hacker. L’idea è nata dai circoli del movimento open source ed è fondata sulle tecniche antichissime (adattate all’elettronica e al web) della crittografia e della chiave di codificazione. I bitcoin hanno un vantaggio assoluto sulle altre valute, assicurano i suoi sostenitori: è al sicuro da ogni tentativo di falsificazione perché una volta che cambi euro in bitcoin – comprandoli in rete dagli hacker e dai loro gruppi che lo vendono come una banca – o li

usi per transazioni online, ogni singolo bitcoin porta con sé i suoi codici, le sue memorie elettroniche. Quindi, è la promessa del movimento degli hacker monetari, non è possibile per nessun falsario creare bitcoins falsi.

La nuova valuta virtuale già si diffonde, la sua circolazione cresce. Organizzazioni come Free software foundation o Electronic frontier foundation già l’accettano, piattaforme commerciali forniscono anche tassi di cambio con dollari, euro, sterline o le altre grandi valute reali. “Soldi a palate dalla presa del computer”, ironizza l’edizione web del settimanale tedesco. La piattaforma Mt.Gox ha realizzato il mese scorso transazioni dal dollaro al bitcoin per un valore di circa sei milioni di dollari. I ‘miners’ (minatori), cioè gli operatori e giocatori sui cambi della valuta virtuale, spesso si sono fatti ricchi dal nulla: uno singolo di loro, che ovviamente non vuol essere menzionato per nome, ha realizzato una fortuna di 2,4 milioni di dollari attuali.

Il valore del bitcoin nelle intenzioni degli hacker suoi inventori dovrà divenire stabile, una garanzia come una forte valuta reale. Ma quando è stato creato un bitcoin valeva tra 20 e 30 cents di dollaro, mentre venerdì scorso le quotazioni online erano sugli otto dollari per ogni bitcoin. “In futuro può essere una valuta stabile”, dice a Spiegel online il professor Gerhard Roesl, esperto di questioni valutarie dell’istituto superiore di Ratisbona.

I creatori del bitcoin insistono: la sicurezza dei codici elettronici rende il bitcoin molto meno a rischioso di falsificazione rispetto alle valute tradizionali. Obiezioni dei critici: le transazioni elettroniche anonime in bitcoin possono essere usate da tutti attorno al mondo, ma anche per operazioni illegali, dal terrorismo internazionale alla criminalità organizzata. Un difetto che il bitcoin condivide con il denaro reale contante.

A metà giugno Gavin Andresen, che pare sia uno degli inventori del bitcoin, dovrebbe spiegare tutto sulla valuta virtuale degli hacker, ospite a una conferenza della Cia americana, “anche per sfatare ogni mito o teoria di congiure”.

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