Ces 2012, l’invasione degli ultrabook

16 gen 2012 · News ed Eventi

Siamo in partenza per il Consumer Electronics Show, dove troveremo dispositivi sottili sottili e mooolto più sexy dei notebook

I tablet sgomitano e gli ultrabook prendono la rincorsa. Il settore è quello dei computer portatili e il responsabile è Apple in entrambi i casi. Ma, andiamo con ordine. Lo scorso anno si è aperto con il il Consumer Electronics Show travolto da  un’ondata di tavolette, lasciando presagire la tendenza relativa al 2011: la febbre post-iPad. Oggi sappiamo che i 12 mesi passati sono stati caratterizzati dalla distribuzione di 72,7 milioni di tablet ( fonte Npd) e che Cupertino ha in mano quasi il 70% del settore ( fonte Gartner), avendo imposto uno standard. I rivali si fanno avanti, alcuni – come Dell, Microsoft e Hp – fanno un passo indietro e altri –  come Amazon – sembrano averci visto giusto per contrastare la leadership della Mela.
Nuovamente alla vigilia del Ces ( 10-13 gennaio: saremo in diretta da Las Vegas già da domenica 8 per le prime conferenze) ci prepariamo ad assistere alla cavalcata degli ultrabook. Il termine è stato coniato a livello di marketing da Intel lo scorso giugno, in occasione del Computex di Taipei, e fa riferimento a gingilli da circa 2 Kg di peso, chassis intorno ai 15 millimetri, almeno cinque ore di autonomia lavorativa e accessione immediata. A Las Vegas dovrebbe vedere la luce un numero compreso fra 30 e 50 di questi modelli e a scendere in campo saranno Hp, Toshiba, Acer, Asus, Dell e Lenovo. Il nonno della generazione ultra – definizione di Intel a parte – è il MacBook Air di Apple che, come conferma l’analista di Npd Richard Shim, ha acceso l’interesse dei consumatori per un design elegante e prestazioni sostenute.La sfida sarà tutta nel cartellino, che per ora gravita intorno ai 1.000 euro abbondanti, e nel lungo periodo “gli ultrabook permetteranno ai notebook di continuare a crescere nel settore dei pc portatili”, all’interno del quale i tablet hanno rosicchiato già il 25%. Come sta accadendo per iPad, bisognerà vedere se gli eleganti oggetti di nuova generazione con sistema operativo Windows e tocco dei sopracitati marchi faranno breccia nel cuore e nel portafoglio dei consumatori.

In parole povere, come ha spiegato a Wired.com David Johnson di Forrester,  “Apple ha indotto le persone a pagare di più per lo stile” riuscirà lo stesso giochino ai dispositivi che girano con la soluzione di Microsoft? Il quesito, con la variabile Android da tenere in considerazione, è sostanzialmente lo stesso dei tablet. Nessun dubbio per iSuppli, che vede gli ultrabook a quota 43% del mercato dei portatili nel 2015 e li definisce dei notebook “più sexy e con maggiore appeal”. E più costosi, per ora.

wired – Wired.it

CoverCanvas, creare copertine per la Timeline di Facebook

16 gen 2012 · News ed Eventi

La nuova Timeline di Facebook offre, tra le altre cose, la possibilità di personalizzare la propria copertina secondo i propri gusti.

Per cambiarne l’aspetto e dare alla vostra Timeline un volto originale, in rete circola CoverCanvas, una risorsa web che con pochi click consente di creare un collage di foto dei propri album.

Per rendere la Timeline ancora più personalizzata, CoverCanvas permette di aggiungere sulle copertine il proprio nome con font e stili diversi.
Qui trovate il sito di CoverCanvas.

PianetaTech.it

Film OnLine: app Android per guardare film gratis in streaming

16 gen 2012 · News ed Eventi

A tutti gli amanti del cinema che possiedono uno smartphone o un tablet Android, consigliamo di scaricare l’applicazione Film OnLine, realizzata dalla BluePixel, grazie alla quale si potranno guardare sul proprio dispositivo centinaia di film in streaming caricati su YouTube.

Al momento della stesura di questo articolo l’elenco di film disponibili comprendeva 321 titoli in italiano, ma il loro numero è in costante aggiornamento. L’aspetto positivo è che l’update viene fatto in remoto e non è necessario scaricare gli aggiornamenti.

I film sono divisi per categorie: animazione, commedia, documentari, drammatico e azione, fantasy e sci-fi, grandi classici e horror. Altre funzioni interessanti sono la ricerca di trailer e locandine per ogni titolo, l’integrazione automatica con IMDB e la possibilità di condividere facilmente le proprie scelte sui social network.

Come i nostri, anche i commenti degli utenti sono molto positivi, e l’app si guadagna 4,6 stelle su un massimo di 5.

L’app Film OnLine è scaricabile gratuitamente dall’Andorid Market o cliccando su questo LINK.

Alcuni screenshot dell’applicazione Android che permette di guardare centinaia di film in streaming su Youtube.

PianetaTech.it

Facebook causa di un terzo dei divorzi

13 gen 2012 · News ed Eventi
Facebook causa di un terzo dei divorzi

ROMA  – Che Facebook sia causa di litigi e separazioni è un fatto ormai noto, ma ora si avvia a diventare anche la principale causa di divorzio, almeno in Gran Bretagna: secondo una ricerca del sito Divorce-Online, che fornisce servizi alle coppie che vogliono interrompere il matrimonio, un terzo dei casi è dovuto proprio al social network.

“Facebook è diventato il mezzo primario di comunicazione – spiegano gli autori della ricerca, eseguita su un campione di 5.000 richieste – ed è il posto più facile dove avere un’avventura extraconiugale. Le persone devono stare più attente a quello che scrivono, anche perché le corti stanno iniziando a usare i post come fonte di prova”. Secondo le cifre presentate, Facebook è citato fra i responsabili nel 33% dei divorzi (la cifra era del 20% nel 2009), mentre gli altri social network come Twitter non arrivano allo 0,5%. Tre sono i comportamenti più comuni usati come prova: messaggi ‘inappropriati’ mandati a persone dell’altro sesso, commenti maligni postati sul proprio partner, soprattutto nel caso di coppie separate, e ‘soffiate’ sul comportamento del marito o della moglie fatte da amici di Facebook.

News di Tecnologia – ANSA.it

Wikipedia: donazioni per 20 milioni di dollari

13 gen 2012 · News ed Eventi

Li hanno chiesti mettendo la faccia di chi la scrive e usa tutti i giorni. E ha funzionato. In oltre un milione hanno dato un contributo

I banner che fino a qualche tempo fa campeggiavano in testa alle pagine di Wikipedia hanno funzionato a meraviglia: l’enciclopedia fondata da Jimmy Wales, il quale – letteralmente – ha messo la faccia nella campagna, ha raccolto la cifra record di 20 milioni di dollari in donazioni. Il dato suona ancora più sorprendente se si guarda al numero di persone che hanno deciso di sostenere il progetto: ben 1 milione di utenti/lettori ha messo mano al portafogli.

Sue Gardner della Wikimedia Foundation, l’ente che si occupa della gestione del sito, ha annunciato con entusiasmo il dato e, ringraziando tutti i donatori, ha anche comunicato che i famosi banner sono stati messi offline. Obiettivo raggiunto. Nel post la fondazione ha fatto notare come le persone abbiano donato piccole cifre – 5,10, 20 dollari – e come il risultato sia quindi il frutto dell’entusiasmo di chi fruisce i lemmi di Wikipedia e non di copiosi versamenti filantropici.

Con i suoi 470 milioni di utenti mensili l’enciclopedia della Rete è uno dei 5 siti più letti al mondo ma contrariamente agli altri, ha fatto ancora notare la Gardner, opera con risorse economiche ben inferiori e senza l’apporto della pubblicità. Per questa ragione, promette, i soldi dei donatori saranno spesi al meglio. Come è stato dichiarato alla Msnbc, in programma vi sono investimenti per circa 28 milioni (coperti anche dal fondo di cassa e altre donazioni), che andranno spesi per l’installazione di nuovi server e hardware, il rafforzamento dei servizi mobile, l’accrescimento delle garanzie legali per i progetti e il supporto alla rete di volontari.

(Credit per la foto: Robert Schlesinger/dpa/Corbis)

wired – Wired.it

Wifi gratis a Milano

13 gen 2012 · News ed Eventi

Pubblicato da Il Conte il 3 – gennaio – 2012

Stando a quanto dichiarato dal Comune di Milano, il progetto che vede Wifi gratis a Milano ovunque e con accesso rapido e pratico sembra ben avviato e destinato a portarsi a compimento in breve tempo entro metà febbraio, grazie a un maxi-investimento di oltre sei milioni di euro.

Si creerà una rete di oltre 1200 access point ossia di punti d’accesso che garantiranno la possibilità di accedere alla rete da qualsiasi dispositivo compatibile (dotato di modulo Wi-Fi) e dunque potenzialmente da smartphone, cellulari, computer, tablet, ecc.

In Italia c’è ancora la convinzione che Internet non sia una risorsa da condividere e da garantire alla popolazione al contrario c’è ancora una forte chiusura (nonostante il decreto Pisanu sia decaduto). Così ci si può affidare unicamente alle iniziative dei singoli comuni, in autonomia.

Milano sembra intenzionata a mettere in pratica un progetto solido.

Si parla di 1200 access-point per un accesso piuttosto libero e non castrato senza limiti d’accesso singoli né di tempo né di portata e diffuso sia nei grandi edifici pubblici sia all’aperto presso location tattiche, tali da comporre una sorta di ragnatela che coinvolgerebbe non solo il centro ma anche la periferia.

La spesa complessiva è di sei milioni di euro, un investimento che potrà servire non solo per i cittadini, ma anche e soprattutto per il turismo, anche in vista di Expo 2015.

Business and Tech

Facebook su smartphone e tablet: 300 milioni accessi da mobile app

13 gen 2012 · News ed Eventi

È il social network più diffuso al mondo, a tal punto che molti utenti del pianeta non riescono a farne a meno neanche quando si trovano per strada o fuori di casa, ossia quando non si trovano davanti al proprio computer.
Stiamo ovviamente parlando di Facebook, la piattaforma sociale che “riunisce” circa 800 milioni di persone.
Nelle ultime ore sono circolati dati notevoli proprio in riferimento alla creatura di Mark Zuckerberg.
E questo in particolare per quanto concerne l’accesso al social network effettuato dagli utenti tramite smartphone e tablet.
I valori in questione sono stati diffusi da Benedict Evans, il quale ha realizzato tale monitoraggio per conto della Enders Analysis.

Il dato più rilevante riguarda, come detto, la quantità di accessi al social network tramite le apposite “applicazioni” per i principali device.
Stando a quanto riportato, infatti, gli utenti attivi su Facebook tramite dispositivi mobili sarebbero stati, nel solo mese di dicembre, oltre 300 milioni.
Un dato impressionante quindi di connessioni alla celeberrima piattaforma social effettuato da smartphone e tablet.
Nell’analisi in questione i dati sono stati inoltre suddivisi in base al tipo di dispositivo mobile utilizzato per accedere a Facebook.
Il primato in tal senso spetta a iPhone e iPod, dai quali si sono connessi al social network più di 100 milioni di utenti (un terzo, quindi, dei circa 300 milioni totali).
Poco meno di 90 milioni di persone hanno invece utilizzato un dispositivo con sistema operativo Android, mentre hanno avuto accesso a Facebook circa 50 milioni di utenti attraverso i device della RIM.
Per visualizzare in dettaglio i dati appena diffusi, si rimanda al Grafico allegato al presente articolo oppure a QUESTO LINK.

Il grafico relativo agli accessi al social network effettuati tramite i principali dispositivi mobili.

PianetaTech.it

Un laser ti dice quanto è antico un oggetto

13 gen 2012 · News ed Eventi

Con un fascio di luce infrarossa si riescono a contare gli atomi di carbonio di un reperto, risalendo alla sua età. Un’invenzione italiana con due vantaggi: non lo danneggia e costa poco

La datazione al radiocarbonio, nata quasi sessant’anni fa, ha rivoluzionato l’archeologia (ma non solo), perché ha permesso di stabilire l’età dei reperti di origine organica, come le ossa, il legno, la carta, i tessuti, ecc. Ora un team di ricercatori italiani dell’ Ino-Cnr di Firenze ha messo a punto una nuova tecnica dieci volte meno costosa dei metodi tradizionali e con un ingombro di cento volte inferiore.

Gli spettrometri di massa, usati generalmente per il calcolo della quantità residua di carbonio 14, sono infatti apparecchiature piuttosto imponenti e costose. Per analizzare accuratamente un reperto bisogna quindi chiedere l’aiuto ai grandi laboratori di fisica nucleare. La nuova strumentazione basata sulla luce laser infrarossa non è solo più economica e comoda, ma permette di misurare direttamente il numero di molecole che contengono atomi di radiocarbonio, facilitando enormemente il lavoro degli archeologi, medici e tecnici ambientali.

Nel tempo il carbonio viene assorbito dagli organismi viventi, fino alla morte. Da quel momento in poi la quantità di isotopo radioattivo diminuisce progressivamente. Per questo la sua misurazione fornisce abbastanza precisamente l’età dei reperti contenenti materiali di origine biologica.

Con l’analisi classica, però, bisogna bruciare un pezzetto di reperto per ottenere la molecola di anidride carbonica da cui viene estratto atomo per atomo il carbonio. I tradizionali spettrometri di massa devono essere molto sensibili, perché solo una molecola ogni mille miliardi contiene radiocarbonio invece di normale carbonio.

Un problema in parte risolto dai ricercatori italiani: “La nuova metodologia si basa su una tecnica spettroscopica ad altissima sensibilità, denominata Scar (saturated-absorption cavity ring-down), spiega Davide Mazzotti, coautore dello studio.

La soluzione è utilizzare la luce laser infrarossa, invisibile all’occhio umano ma assorbita dalle molecole. “La radiazione infrarossa viene riflessa tra due specchi tra i quali è contenuto il gas da analizzare. In questo modo la luce attraversa migliaia di volte le stesse molecole di anidride carbonica da misurare, che equivale a moltiplicare per migliaia di volte la quantità di molecole disponibili e ad aumentare così la ‘sensibilità’ di misura”, aggiunge il primo autore, Iacopo Galli.

A beneficiare del nuovo metodo non sarà solo l’archeologia, ma potenzialmente anche il monitoraggio dei cambiamenti climatici o dell’inquinamento, la ricerca medica e la rivelazione di sostanze tossiche o pericolose, passando per la sicurezza degli aeroporti e i test di fisica fondamentale.

wired – Wired.it

Ps Vita, è boom in Giappone: 320mila unità vendute in due giorni

12 gen 2012 · News ed Eventi

C’era grandissima attesa in Giappone per il lancio della nuova consolle portatile di Sony: la PS Vita. Una attesa premiata dalle grandissime caratteristiche che il dispositivo offre, nonostante qualche prevedibile problema tecnico, inevitabile al lancio di un nuovo prodotto. Non ci sono dati ufficiali sulle vendite della Ps Vita in Giappone, ma secondo alcune fonti giapponesi, il lancio della PS Vita ha avuto un altissimo numero di vendite. Si parla infatti di 320 mila unità vendute solo nei primi due giorni di commercializzazione in Giappone, numero destinato a crescer nei prossimi giorni e sopratutto a febbraio, quando il dispositivo arriverà in Europa e negli Stati Uniti. Infatti per avere la Ps Vita in Italia dovremo aspettare il 22 febbraio, data in cui il dispositivo sarà messo in commercio. Le stime di vendita in Giappone sono leggermente inferiori a quanto fatto riscontrare dall’esordio del Nintendo 3DS, ma alla Sony sono piuttosto soddisfatti del lancio della PS Vita. Il prezzo – già anticipato dalla Sony – per la nuova Ps Vita è di 249 euro. Tornando al lancio giapponese, sono state ravvisate alcune problematiche tecniche, come un blocco improvviso del sistema o alcune carenze nella gestione del touchscreen. Sony le ha prontamente risolte con il rilascio di un aggiornamento, che ha curato immediatamente questi bug che erano stati riscontrati da tanti utenti giapponesi che avevano acquistato il dispositivo.

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Google si lancia nei viaggi online ma è polemica con i concorrenti

12 gen 2012 · News ed Eventi

Il motore di ricerca ha acquistato ITA Software, società che fornisce i dati sui voli ma i grandi del settore lo accusano di non aver rispettato gli accordi sottoscritti al dipartimento di Giustizia degli Usa

NEW YORK – Google si lancia nell’industria dei viaggi online ed è subito polemica, con i colossi del settore che accusano Mountain View di abusare della propria forza nella ricerca sul web per guadagnare quote di mercato nel settore, che vale 110 miliardi di dollari. Lo riporta il Wall Street Journal, sottolineando che a partire da dicembre Google offre ai navigatori i risultati delle ricerche su voli aerei, mettendoli in modo evidente sopra a quelli di colossi come Expedia, Orbitz Worldwide e Priceline.com, che devono a Google il 10-20% del traffico sui loro siti.

Google nel 2009 ha proposto l’acquisizione di ITA Software, società che fornisce dati sui voli. Per ottenere il via libera alla transazione del Dipartimento di Giustizia americano, Google ha dovuto effettuare alcune concessioni, fra le quali accordare di rendere disponibili i dati sui voli alle società rivali. Il Dipartimento di Giustizia non ha imposto a Google di rimandare direttamente ai siti di viaggio e Mountain View ha evidenziato che avrebbe creato strumenti per dirottare maggiore traffico sui siti delle compagnie aree e sulle agenzie di viaggio online, che ora l’accusano di violare lo spirito dell’impegno assunto.

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