Torrent, ecco i migliori motori di ricerca

6 gen 2011 · News ed Eventi

Abbiamo spesso parlato delle potenzialità dei programmi che sfruttano i Torrent: “Torrent è l’estensione dei file di BitTorrent, un protocollo peer-to-peer (P2P) che consente la distribuzione e la condivisione di file su Internet” come spiega Wikipedia. “Ogni utente, infatti, può creare e pubblicare un proprio torrent. Vengono usati principalmente per scaricare film, mp3, software, ecc. La diffusione dei file .torrent si è avuta parallelamente alla diffusione della banda larga (ADSL)”.

Oggi vi presentiamo i migliori siti per cercare i file torrent, relativi a software, film, album musicali e quant’altro si può trovare a disposizione su questi motori di ricerca, sia italiani che stranieri.

Iniziamo dai due portali italiani più famosi, che sono Il Corsaro Nero e Tntvillage.scambioetico.org, gli unici due in lingua italiana.

Gli altri principali motori di ricerca per torrent sono:
BtJunkie,
Isohunt,
Extratorrent,
Torrentz,
Torrent-Finder,
TorrentBox,
Fulldls,
TorrentBytes,
Torrentscan,
MoNova.org,
TorrentPortal,
TorrentReactor.to,
TorrentReactor.net

Questi i motori di ricerca più importanti per i Torrent. E’ chiaro che è illegale scaricare materiale protetto da copyright dai torrent.

Molti motori di ricerca vengono chiusi, non solo in Italia, anche nel resto del mondo, proprio perchè viene riscontrata una azione illegale. E’ chiaro che non è possibile chiuderli tutti, perchè sono veramente tanti.

WeGeek.net

Saldi: on line sconti fino al 95%

6 gen 2011 · News ed Eventi
Saldi: on line sconti fino al 95% (ANSA) – MILANO, 5 GEN – Saldi anche online, senza dover fare chilometri per arrivare nei centri commerciali o lunghe file fuori le boutique. Da una ricerca realizzata da Private Outlet, club privato di shopping online, sono aumentati del 14%, un milione in piu’ rispetto al 2009, gli italiani che prediligono gli acquisti via web, dove gli sconti toccano subito il 70% e arrivano anche al 95%.

News di Tecnologia – ANSA.it

Facebook: da Goldman e Digital Sky 500 mln di dollari

5 gen 2011 · News ed Eventi
Facebook: da Goldman e Digital Sky 500 mln di dollariROMA – Goldman Sachs e la russa Digital Sky Technologies hanno investito complessivamente 500 milioni di dollari in Facebook, sulla base di una valorizzazione del social network pari a 50 miliardi di dollari, secondo quanto riferisce il New York Times. La cifra investita dalla banca di Wall Street ammonta a 450 milioni di dollari mentre quella di Digital e’ di 50 milioni, ma in precedenza i russi avevano gia’ investito nel social network piu’ famoso del mondo circa mezzo miliardo di dollari.

L’operazione potrebbe permettere a Facebook di fare acquisizioni, nuove assunzioni e sviluppare nuovi servizi, scrive il New York Times. Al tempo stesso, con il suo investimento, Goldman Sachs si troverebbe in pole position per organizzare una eventuale Ipo del social network. Il colosso di Wall Street, aggiunge il quotidiano newyorkese, puo’ cedere a Digital Sky quote per un valore complessivo di 75 milioni di dollari. Dopo questa operazione, conclude il New York Times, Facebook vale di piu’ di societa’ come eBay, Yahoo e Time Warner.

News di Tecnologia – ANSA.it

W-Fi libero: internet gratis in Italia

5 gen 2011 · News ed Eventi

Pubblicato da Il Conte il 3 – gennaio – 2011

Il decreto Pisanu, lo stesso che imponeva una serie di obblighi burocratici a chi voleva fornire connessione Wi-Fi pubblica, è da considerarsi decaduto dal 1 gennaio di questo nuovo anno.

I punti d’accesso, gli hot-spot d’ora in poi non dovranno registrare l’identità degli utenti connessi né il traffico generato da essi.

Rimane ancora vigente un’operazione semplice e rapida come la necessità di chiedere una licenza di fornitura del servizio al Questore.

In questo modo vengono meno tutti quegli ostacoli che hanno rallentato la diffusione di reti wireless accessibili, per esempio, in ristoranti, alberghi, bar, zone di interesse pubblico e aree all’aperto.

Ecco che il decreto Pisanu, osteggiato per tutta la sua durata, gravoso e retrò va finalmente in pensione grazie al decreto Milleproroghe che lo ha abolito.

Questo, permetterà a partire dai prossimi giorni la creazione di un crescente numero di accessi Wi-Fi che potrebbe portare a una maggiore diffusione di Internet.

Il ministro dell’Interno Maroni, per evitare usi indebiti degli accessi wireless, ha già preventivato una serie di misure a favore dell’attività delle forze dell’ordine.

Una buona notizia per iniziare l’anno nuovo!


Business and Tech

Skype, un bug all’origine del blackout

5 gen 2011 · News ed Eventi

L’azienda lussemburghese spiega in dettaglio che cosa è andato storto poco prima di Natale. La colpa del crash del servizio va ascritta a un bug in una vecchia versione del client per Windows, dice Skype

Roma – Tornando a parlare del blackout al servizio di telefonia VoIP sperimentato una decina di giorni fa, Skype dice che la colpa è tutta di un bug nel client software più usato e della pigrizia degli utenti di sistemi operativi Windows. Il primo ha generato una devastante serie di crash a catena, spiega l’azienda, mentre i secondi sono colpevoli per non aver installato in massa l’ultima versione disponibile del programma mondata del problema.Ci sono volute circa 24 ore per ripristinare il servizio di VoIP più usato in assoluto, e Skype dice che all’origine del problema c’è stato un sovraccarico dei server deputati al messaging offline con la successiva lentezza nella gestione del traffico. La condizione di overload ha fatto scattare il baco nel client Windows, e in particolare nella versione più usata (5.0.0152) che ha inesorabilmente portato al crash del programma.

L’improvvisa scarsità di “supernodi” disponibili per il routing del servizio – poi risolta con l’attivazione di nuovi supernodi direttamente ad opera dell’azienda – è dovuta al fatto che il client 5.0.0152 era installato sul 40 per cento dei sistemi degli utenti Windows, che a loro volta rappresentano il 50 per cento della totalità dei netizen che usano Skype.

Poco – o meglio, molto – importa che al momento del crash fosse già disponibile un client aggiornato privo del bug in oggetto: la perniciosa tendenza degli utenti a usare software non aggiornato ha contribuito a peggiorare un problema che avrebbe potuto fare molti meno danni di quanto poi verificatosi a cavallo tra il 22 e il 23 dicembre scorsi.

Sia come sia, Skype guarda avanti, consiglia l’update continuo e offre voucher per chiamate gratuita a quanti fossero stati impossibilitati a usare il servizio nelle fatidiche ore del blackout sistemico pre-natalizio. Le novità a cavallo di capodanno portano in dote anche una versione aggiornata di Skype (3.0) per piattaforme iOS, grazie alla quale è ora possibile videochiamare anche su iPhone/iPad/iPod Touch con tanto di supporto alla rete 3G oltre al WiFi.

Alfonso Maruccia

Punto Informatico

Samsung Galaxy S: venduti più di 10 milioni di pezzi

5 gen 2011 · News ed Eventi

Secondo i dati diffusi da Samsung Tomorrow, lo smartphone Samsung Galaxy S ha raggiunto quota 10 milioni di pezzi venduti nel corso del 2010.

Durante i sette mesi di commercializzazione è stato acquistato un Galaxy S ogni due secondi, un record di vendite che supera le aspettative dell’azienda sudcoreana, che pur aveva pronosticato un risultato simile entro la fine dell’anno. Estremamente entusiasta del risultato commerciale ottenuto dal prodotto è senz’altro JK Shin, presidente della sezione Mobile Communications Business di Samsung, che descrive lo smartphone Galaxy S come il risultato dell’esperienza ventennale nel settore della telefonia mobile. Il Galaxy S, secondo il dirigente, è la realizzazione del concetto aziendale di ‘Smart Life’: che rende la vita degli acquirenti più comoda, esaltante e integrata.

Il record di vendite, conclude Shin, dimostra che l’azienda è riuscita a portare avanti questo concetto:10 milioni di utenti Galaxy S in tutto il pianeta stanno assaporando l’esperienza ”Smart Life“. Al meritato riconoscimento commerciale ottenuto dal Galaxy S ha fortemente contribuito il Nord America, che secondo il sito web Internet TechCrunch, occupa il primo posto nella classifica con circa 4 milioni di unità acquistate.

L’Europa si attesta in seconda posizione con 2 milioni e mezzo di pezzi acquistati. Vedremo se il nuovo anno confermerà il successo che il Samsung Galaxy S ha ottenuto nel corso del 2010. Molto probabilmente i risultati record appena festeggiati saranno amplificati dall’aggiornamento a Froyo della piattaforma Android e dalla sua grande competitività nel campo dei dispositivi avanzati di fascia alta.

PianetaTech.it

Intel presenta i processori Sandy Bridge

5 gen 2011 · News ed Eventi

Intel ha finalmente svelato i suoi piani per lo sviluppo e la produzione dei processori che ci accompagneranno nel corso del 2011. Nuovi processori, nuovi chipset ma anche nuovi socket che impediscono ai possessori di computer con una CPU di precedente generazione di effettuare un aggiornamento senza l’acquisto di una nuova scheda madre.

Alla base della famiglia Sandy Bridge vi è infatti una prima rivoluzione in termini di produzione del processore: all’interno di un unico pezzo di silicio sono presenti sia CPU sia GPU, pur operando a frequenze diverse, per ridurre gli ingombri sulla scheda madre e velocizzare il trasferimento dati tra i due differenti elementi di un computer. Per questi processori, che mantengono i nomi della precedente generazione ovvero Core i3, Core i5 e Core i7, Intel ha realizzato due differenti chip grafici identificabili con la sigla HD 3000 e HD 2000.

La multimedialità è ormai parte integrale della vita digitale di un utilizzatore di computer e i processori devono essere in grado di condificare e decodificare video in tempo reale. Proprio per questo i processori della famiglia Sandy Bridge offrono una decodifica completa per i video presenti nei Blu-ray Disc compresi quelli a doppia traccia contenenti film in 3D. Naturalmente non manca l’accelerazione grafica tradizionale, utilizzata soprattutto nei giochi, senza dimenticare una componente importante al giorno d’oggi che riguarda l’efficienza energetica.

I nuovi processori sono stati realizzati con il processo produttivo a 32 nanometri, che consente di ottimizzare la produzione all’interno di un unico wafer di silicio ma anche di inserire un numero di transistor per millimetro quadrato. All’interno di un processore che all’apparenza è più piccolo delle grandi CPU del passato troviamo da 2 a 4 core con unità video integrata e con un consumo massimo dichiarato, per i modelli desktop, che varia tra i 35 e i 95 Watt dissipati a seconda della frequenza operativa.

I modelli per computer portatili riducono ulteriormente i consumi e sono dotati della tecnologia Turbo Boost Technology 2.0 che consente di variare la frequenza operativa istantaneamente e di abilitare o disabilitare uno dei core quando non richiesto.

La famiglia di processori Sandy Bridge è composta in totale da 29 nuovi processori, di cui 15 studiati espressamente per il mercato mobile, ed è affiancata da 10 nuovi chipset (5 mobile e 5 desktop) che possono dotarsi di connettività di rete evoluta con 4 differenti combinazioni e che variano dalla tradizionale connessione Wireless N fino a quella combinata per le reti WiMAX.

La disponibilità effettiva e i primi computer dotati di questi processori saranno confermati durante il weekend nel corso del Consumer Electronics Show di Las Vegas.

PC World News

Londra, le cam scovano i criminali

5 gen 2011 · News ed Eventi

Il sistema di videosorveglianza a circuito chiuso è molto utile per rendere la città più sicura. Aumentato del 25 per cento il numero di criminali individuati nel 2010. Soddisfatta la polizia, che rassicura sulla questione privacy

Roma – Il sistema di videosorveglianza a circuito chiuso (CCTV) a Londra, composto da oltre 59mila telecamere che adornano le strade del centro, parrebbe produrre grandi risultati: risolverebbe sei indagini al giorno. Le telecamere piazzate ad ogni angolo delle strade, per il cento storico e nelle metropolitane, utilizzate per monitorare i cittadini e per aiutare la polizia a risolvere crimini di vario genere sono risultate molto efficaci nel corso di quest’anno, secondo quanto riportato dalla London Metropolitan Police (MET).Circa 2.512 persone ricercate, assassini e strupratori, sono state catturate utilizzando i sistemi di sorveglianza a circuito chiuso nel corso di quest’anno: sono state identificate circa 574 persone sospettate di rapina, 427 sospettate di furto, 199 per lesioni personali gravi e reati sessuali. In particolare, si sarebbe verificato un aumento del 25 per cento del numero degli indagati identificati rispetto all’anno passato. Dato che, secondo quanto sostenuto dalla MET, avrebbe a che fare con il crescente numero di telecamere installate in città.

L’ispettore Mick Neville ha dichiarato di essere molto soddisfatto del successo ottenuto grazie al sistema di telecamere a circuito chiuso. “Molte persone – ha dichiato Neville alla BBC – colpevoli di qualche reato l’avrebbero fatta franca se non fosse stato per le apparecchiature del sistema”. “Tale sistema – ha ribadito – ci aiuta a rendere Londra un posto più sicuro perché esse rappresentano uno strumento molto importante nella lotta contro la criminalità, mostradoci cosa è veramente accaduto”.

“Insieme con il DNA e le impronte digitali – ha continuato – le prove CCTV sono uno strumento di sostegno alle indagini forensi”. “Il sistema CCTV è molto utile, per fare qualche altro esempio, per la ricerca delle persone scomparse in quanto ci informa degli ultimi movimenti effettuati e ci consente di sapere cosa avevano indosso e quale direzione avevano preso”. Neville ha tenuto inoltre a rassicurare i londinesi sull’uso appropriato che la polizia fa di tali strumenti: “È giusto che l’uso di CCTV sia controllato e sia soggetto a rigorose linee guida e protocolli”. “Si utilizzano – ha precisato – esclusivamente per catturare i criminali, per trovare persone scomparse e per mantenere sicura Londra. Noi non vogliamo violare la privacy dei cittadini”.

Il capo della MET ha inoltre aggiunto che “seppure un gran numero di indagati sono stati individuati con successo quest’anno, molti altri sono ancora da scovare”. Proprio a tal proposito Neville ha invitato tutti i cittadini londinesi a visitare il sito web Caught on Camera, per aiutare le forze di polizia ad identificare i sospetti ricercati in tutta Londra.

Raffaella Gargiulo

Punto Informatico

Il 2011 porterà caricabatterie per cellulari universali

5 gen 2011 · News ed Eventi

Finalmente una buona notizia per chi a casa possiede diversi cellulari di diverse marche e (immancabilmente) un’infinità di caricabatterie che fanno solo confusione: non sarà più così.

Con la nuova normativa europea per la standardizzazione dei caricabatterie, già dai primi mesi del 2011 dovremmo avere caricabatterie universali indipendentemente dalla marca di  telefonino che scegliamo, tutto ciò grazie all’Unione Europea che ha ufficialmente approvato questa normativa che prevede l’uso dello standard Micro-USB per ricaricare tutti gli smartphones.

Ancora però resta un dilemma: anche per iPhone avremo un caricabatterie universale?

A questa domanda abbiamo una risposta affermativa, fortunatamente, infatti Apple ha firmato questo accordo con le altre maggiori case produttrici di smartphones come LG, Motorola, Nec, Sony-Ericsson, RIM, Samsung e Nokia.

Staremo a vedere quando uscirà il prossimo iPhone se avrà lo standard Micro-USB.

PianetaTech.it

Microsoft e Google, il bug della discordia

5 gen 2011 · News ed Eventi

Quel che sembra certo è che Internet Explorer sia vittima di un altro caso di vulnerabilità zero-day. Resta da capire chi lo abbia scoperto, e se i dettagli siano finiti in mani (cinesi) sbagliate

Roma – L’ennesima falla “zero-day” individuata in Internet Explorer porta a un piccolo scontro diplomatico tra Microsoft e Google, con la prima che contesta la versione dei fatti di Michal Zalewski (ingegnere della seconda) e l’ipotesi che la vulnerabilità sia stata individuata “indipendentemente” da ignoti cracker cinesi.Redmond e Mountain View sono prima di tutto in disaccordo sul ruolo giocato nella vicenda da cross_fuzz, il tool ideato da Zalewski nel suo tempo libero e pensato per l’individuazione automatizzata di potenziali problemi di sicurezza all’interno dei browser più usati (Firefox o lo stesso Internet Explorer, ad esempio).

IE, neanche a dirlo, ha fatto incetta di vulnerabilità risultando “bucato” per quasi 100 diverse istanze nei dati sin qui raccolti da cross_fuzz. I dettagli di uno di questi bachi, concernente “un crash chiaramente sfruttabile” da parte di malintenzionati, sono stati “involontariamente” rivelati a qualcuno dotato di un IP cinese, denuncia ora Zalewski.

I log di navigazione mostrano che il server contenente le informazioni incriminate è stato visitato dall’ignoto IP asiatico di cui sopra, dice l’ingegnere di Google. Ma il navigatore è finito sulle macchine di Mountain View cercando riferimenti alla vulnerabilità di IE, e il fatto che al tempo le uniche informazioni indicizzate fossero quelle pubblicate da Google lascia intendere – dice sempre Zlewski – che il cracker avesse già individuato in precedenza il baco con strumenti diversi da cross_fuzz.

Microsoft, invece, dice di non aver al momento informazioni riguardanti la parentela tra il lavoro di indagine fatto da cross_fuzz ed eventuali attacchi o exploit esterni. Zlewski sostiene di aver rilasciato la nuova versione di cross_fuzz a inizio anno, ma da Redmond dicono invece che l’utilizzo di tale release e delle informazioni sul baco vada retrodatato al 21 dicembre scorso. Le date non coincidono, mentre le indagini sono tutt’ora in corso.

Alfonso Maruccia

Punto Informatico