Sim Card intestate a persone inconsapevoli: maxi truffa a Catania

29 dic 2010 · News ed Eventi

Una ragazza siciliana aveva intestate a proprio nome centinaia di SIM card ma ne era totalmente all’oscuro. A scoprire la truffa è stata la Guardia di Finanza di Catania a seguito di un’indagine sull’attivazione di utenze telefoniche multiple di telefonia mobile.

A seguito della rivelazione giuntale dai militari la ragazza ha sporto querela e le responsabili sono state tratte in arresto; si tratta della titolare e la commessa di un negozio di telefonia. Alle due donne sono stati contestati i reati di sostituzione di persona e falsità in scrittura privata, e alla titolare dell’attività è anche stata committata una sanzione amministrativa dell’ammontare di 156.000 euro per violazione del codice sul trattamento dei dati personali.

Dai risultati delle indagini effettuate dal Nucleo di Polizia Tributaria della Guardia di Finanza, truffe di questo genere sono tutt’altro che rare e chi le commette ne trae almeno due vantaggi. Innanzitutto incassano dei bonus per l’attivazione di un certo numero di SIM card: infatti le schede intestate illecitamente risultano comunque attivate e la rete di vendita premia l’abilità nella vendita del negoziante.

Le schede SIM rese operative in modo illecito vengono commercializzate in una specie di “mercato nero” della telefonia mobile.

Gli acquirenti di queste schede illecitamente intestate sono persone che per vari motivi non possono o non vogliono risultare intestatarie di una SIM card, e che per risultare ”invisibili” sono disposte a sborsare cifre superiori a quelle normali.

E’ facile dedurre che queste schede telefoniche finiscono prevalentemente nelle mani di malviventi e della criminalità organizzata, ma anche degli immigrati clandestini che non possono fornire i documenti necessari per l’attivazione.

I malviventi attraverso l’uso delle SIM illecite sono agevolati nelle loro attività criminali, mentre a farne le spese sono gli ignari intestatari “ufficiali”.

PianetaTech.it

Internet: il cinese sorpasserà l’inglese

29 dic 2010 · News ed Eventi
Internet: il cinese sorpasserà l'ingleseROMA  –  Con gli attuali tassi di crescita potrebbero bastare 5 anni perché il cinese diventi la lingua più parlata su Internet. Lo affermano le cifre elaborate dal blog The Next Web, riportate fra gli altri dal sito dell’emittente Usa Fox, secondo cui gli utilizzatori del paese del Sol Levante stanno per raggiungere quelli che preferiscono l’inglese.

Secondo le cifre riportate attualmente gli utilizzatori delle pagine web in lingua inglese sono poco più di 555 milioni nel mondo, mentre quelli in cinese arrivano quasi a 445 milioni, mentre il totale sfiora i 2 miliardi di persone. A rendere vicino il sorpasso è però il tasso di crescita, che solo quest’anno ha visto un aumento di 36 milioni di utilizzatori per il cinese, in rapida ascesa ormai da un decennio.

Questo cambiamento, secondo alcuni esperti, potrebbe tradursi in effetti anche sulle lingue parlate: “In termini di lingue parlate l’inglese sta già scendendo nelle classifiche, ed è ora al quarto posto minacciato da vicino dall’arabo – afferma ad esempio il linguista britannico David Graddol – nei prossimi 50 anni il cinese potrebbe diventare la seconda lingua imparata nel mondo, sostituendo l’inglese”.

News di Tecnologia – ANSA.it

Samsung pronta a svelare il lettore Blu-Ray 3D più sottile al mondo

29 dic 2010 · News ed Eventi

Il CES 2011 è sempre più vicino e con il suo avvicinarsi arrivano ogni giorno indiscrezioni sulle novità tecnologiche che vi troveremo e che le grandi aziende presenteranno al pubblico. Come consuetudine comunque è possibile conoscere alcune di queste novità con largo anticipo, come in questo caso.

Samsung ha infatti annunciato in anteprima un suo nuovo prodotto: il lettore Blu-Ray 3D più sottile al mondo, grazie ai suoi soli 23 millimetri di spessore. La sua scocca metallica completerà poi il suo aspetto elegante e di design minimal, rendendolo un oggetto di arredamento immancabile per i salotti più moderni.

Oltre a poter convertire a scelta i contenuti 2D in 3D per poter utilizzare sempre la funzione stereoscopica, questo lettore integra la possibilità di connettersi a internet utilizzando servizi e applicazioni come YouTube, Facebook, Twitter e molto altro, che gli attribuiscono la caratteristica della multimedialità a 360°.

Al momento non esistono informazioni sul prezzo o sulla possibile data di lancio in America e Europa, oltre a tutte le altre caratteristiche tecniche. Dettagli che dovrebbero essere svelati insieme al lettore il prossimo gennaio a Las Vegas, quando Samsung lo mostrerà al mondo durante il CES 2011.

PianetaTech.it

Privacy, causa contro Apple “Le app usano i nostri dati”

28 dic 2010 · News ed Eventi

Un gruppo di consumatori vuole portare in tribunale la società di Steve Jobs: alcuni programmi per iPhone e iPad trasmettono a terzi informazioni personali senza il consenso degli utenti

SAN JOSE’ (California) – Guai in vista per Apple dopo che un gruppo di consumatori ha intentato causa per frode via computer e violazione di privacy. Il procedimento, avviato il 23 dicembre presso il tribunale di San Josè, in California, potrebbe ottenere lo status di causa collettiva.

Secondo l’accusa, alcune applicazioni per iPhone e iPad (per esempio Pandora, Paper Toss, ma anche Dictionary.com e Weather Channel) trasmetterebbero informazioni personali a società di ricerca e network pubblicitari senza il consenso degli utenti. In particolare, i codici che identificano gli apparecchi (iPhone e iPad contengono un “Unique device identifier”, codice identificativo unico, che non può essere bloccato dall’utente) consentirebbero a società terze di monitorare quali software sono scaricati e quanto frequentemente e quanto a lungo sono utilizzati. “Alcune applicazioni vendono anche informazioni ulteriori, per esempio età, reddito, indirizzo, orientamento sessuale, visione politica e provenienza etnica”, si legge nella documentazione presentata dai consumatori. Il caso di un uso controverso dell’Udi da parte di queste applicazioni era stato sollevato nelle scorse settimane dal Wall Street Journal.

La causa, ha spiegato Majed Nachawati, uno degli avvocati coinvolti nel procedimento, si fonda sulla necessità che chi usa internet abbia “informazioni

complete” sul trattamento dei dati. Nel chiedere i danni, le persone che hanno intentato causa lamentano il fatto che “loro proprietà personali, come il computer, siano stati trasformati in mezzi per spiare le loro attività online”. Nachwati ha sottolineato che si tratta semplicemente di informare gli utenti e ottenere il loro consenso: “Non solo sono utilizzati i dati ed è violata la privacy”, ha concluso, “ma le società coinvolte ne traggono anche profitto. E se ne traggono profitto, devono informare correttamente le persone che ne sono la fonte”.

Repubblica.it > Tecnologia

Cenone? Per smaltirlo trainer digitale

28 dic 2010 · News ed Eventi
Cenone? Per smaltirlo trainer digitale (ANSA) – ROMA, 28 DIC – Sono oltre tre i chili che in pochi giorni, tra il 24 e il 31 dicembre, si rischiano di accumulare per i cenoni di fine anno.
Dal web, per una ‘remise en forme’ fai-da-te, arriva una serie di software interattivi che guida alla ginnastica dallo schermo della Tv di casa. La Gymnhouse e’ l’ultima tendenza proveniente dagli Stati Uniti: la palestra si fa in salotto, grazie alle console piu’ avanzate, come Wii, Xbox 360 e PS3 e le nuove apparecchiature di rilevazione e puntamento da Kinect a Move.

News di Tecnologia – ANSA.it

Inghilterra: le leggi le sceglie il pubblico”, come in X Factor

28 dic 2010 · News ed Eventi

“E-petizioni” sul Web potranno indicare i temi da trattare in Parlamento. Le critiche: scelta rischiosa e populista

In discussione la riforma PER DARE PIU’ VOCE AGLI ELETTORI

Inghilterra: le leggi le sceglie il pubblico”, come in X Factor

“E-petizioni” sul Web potranno indicare i temi da trattare in Parlamento. Le critiche: scelta rischiosa e populista

MILANO – I progetti di leggi del Parlamento britannico scelti e votati dal pubblico come i concorrenti di X Factor. L’idea di creare una sorta di democrazia diretta grazie alle nuove tecnologie e di avvicinare i cittadini alla politica di tutti i giorni non è affatto nuova, ma è stata pensata sin dagli albori di Internet. Ma come racconta un recente articolo del Guardian di Londra il governo inglese potrebbe essere il primo in Occidente a tradurre questo possibilità in realtà: in questi giorni il primo ministro David Cameron sta pensando di dedicare alcune pagine del sito web governativo esclusivamente alle petizioni pubbliche. Le più votate dovrebbero essere discusse in Parlamento e successivamente potrebbero diventare leggi dello Stato.

E-PETIZIONI – Secondo il progetto del governo le e-petizioni sottoscritte da almeno 100.000 votanti saranno sempre discusse alla Camera dei Comuni, mentre sullo stesso sito web dovrebbe essere pubblicati svariati progetti di leggi: saranno proprio gli utenti-elettori a giudicare quali sono quelli prioritari e necessari al paese e la loro decisione porterà le proposte più velocemente all’esame in Parlamento. Il governo sta pensando di far conoscere il meccanismo delle e-petizioni anche a coloro che frequentano abitualmente i più popolari social network. Ad esempio gli utenti di Facebook che sostengono una certa causa o una campagna politica, potrebbero rimanere in contatto tra loro e discutere per mesi la proposta di legge prima di pubblicarle sul sito del governo.

APPROVAZIONE – George Young, leader della Camera dei Comuni, ha confessato al quotidiano di Londra che la riforma sulle e-petizioni potrebbe essere portata avanti già all’inizio del nuovo anno. Naturalmente nessuna tra le petizioni votate dagli utenti-elettori otterrà automaticamente il sostegno del governo. L’iniziale proposta di tradurre direttamente in legge le e-petizioni che supererebbero il milione di sostenitori è stata sonoramente bocciata dal governo. Alla fine sarà sempre il Parlamento a decidere se tradurre in legge le proposte degli elettori. In passato già Tony Blair aveva provato ad avvicinare i cittadini alla politica quotidiana creando il sito web del Primo Ministro (http://www.number10.gov.uk/) attraverso il quale tentava un colloquio diretto e interattivo con gli utenti-elettori. Adesso questo principio dovrebbe essere ampliato ed esteso a tutti i dicasteri.

CRITICHE – La proposta del governo inglese ha già scatenato grandi polemiche perché – affermano i detrattori – petizioni populiste come la reintroduzione della pena di morte o l’uscita dell’Inghilterra dall’Unione Europea potrebbero ottenere grande sostegno e mettere in seria difficoltà il governo guidato da David Cameron: «Apprezziamo il vecchio principio del sito web di Downing Street – afferma una fonte anonima di Whitehall intervistata dal Guardian- ma questa tecnica di consenso appare poco edificante. Bisognerebbe trovare un modo più efficiente e maturo per impegnare il grande pubblico a interagire con il Governo e il Parlamento». Anche Paul Flynn, deputato laburista ascoltato dal Daily Mail boccia la proposta: «Questa può sembrare un’idea attraente solo a coloro che non hanno mai visto quanto è risultata inutile una riforma del genere nei paesi in cui è stata applicata. La blogosfera non è un luogo dove si può aprire un dibattito complesso e sensibile. Spesso essa è dominata dagli ossessionati e dai fanatici e da qui spesso escono solo idee pazze».

Francesco Tortora
28 dicembre 2010

http://www.corriere.it/politica/10_dicembre_28/xfactor-concorrenti_b9a16ff8-127f-11e0-80e3-00144f02aabc.shtml

Natale: 4 mln italiani vendono su eBay

28 dic 2010 · News ed Eventi
Natale: 4 mln italiani vendono su eBay (ANSA) – ROMA, 28 DIC – Sono oltre 4 milioni gli italiani pronti a rivendere on line i regali natalizi non graditi. Lo rivela un’indagine commissionata a Tns International da eBay, precisando che e’ una tendenza in crescita. Se nel 2006, dopo tre giorni dallo scambio dei doni, le inserzioni su eBay erano meno di 2 mila, nel 2007 sono passate a 4 mila, a 6 mila nel 2008 e a 8 mila nel 2009. Quest’anno l’operazione di riciclo ha gia’ coinvolto 8.400 regali, soprattutto capi d’abbigliamento e prodotti hi-tech.

News di Tecnologia – ANSA.it

La prima udienza penale digitale in Italia è stata a Modena

28 dic 2010 · News ed Eventi

Modena, 10 dicembre 2010. E’ la prima volta che in Italia si svolge un’ udienza ‘digitale’, ed è successo proprio al Tribunale di Modena. Dopo l’avvio della digitalizzazione degli archivi, per la prima volta in Italia sono stati prodotti in aula atti non cartacei del processo penale, ma registrati su file con il supporto dell’informatica.

Il Tribunale modenese è tra quelli che, a livello nazionale, hanno avviato il sistema di digitalizzazione e il primo a portare davanti a un giudice un fascicolo per via telematica.

La sperimentazione è partita con un’udienza di smistamento di quindici procedimenti e il sistema entrerà a regime il primo marzo 2011. Intanto, due archivisti professionisti stanno digitalizzando mediante un apposito scanner una parte dei fascicoli cartacei per arrivare a creare un archivio informatico che permetterà la visione contemporanea degli atti a giudici, pm e avvocati: l’obiettivo è quello di arrivare, alla fine del 2011, a un archivio con almeno mille ‘faldoni’ su file.

Una rivoluzione, accolta con entusiasmo sia dai giudici sia dai legali del Foro di Modena. Gli avvocati avranno a disposizione sedici postazioni informatiche e una password per accedere ai propri fascicoli. Tra qualche mese il progetto sarà ultimato anche per gli uffici della procura e del Gup che saranno in grado di produrre fascicoli digitali.

Si arriverà così, nel giro di pochi mesi, a una digitalizzazione dell’intero iter giudiziario dalle indagini alla sentenza. Per il momento si procede su un binario parallelo: gli atti su file devono infatti essere stampati ma a breve, quando sarà introdotta la firma digitale, i fascicoli di carta non esisteranno più.

Lo scopo del progetto, ideato dal presidente della sezione penale del Tribunale di Modena, Flavio De Santis, e finanziato da Regione Emilia-Romagna e dalle Fondazioni Cassa di Risparmio di Modena, Carpi, Vignola e Mirandola per un totale di 400 mila euro, è quello di accelerare i tempi dei processi, garantendo anche alle parti di accedere agli atti con un clic nel rispetto dei dati sensibili.

Tra le novità c’è anche il fatto che ai verbali digitali prodotti in dibattimento può essere allegata la videoregistrazione del processo: le udienze saranno infatti filmate. A febbraio del prossimo anno inizieranno i corsi per la formazione del personale mentre la sperimentazione è affiancata dal lavoro dei tecnici del Ministero che garantiscono l’assistenza tecnica.

http://www.ilrestodelcarlino.it/modena/cronaca/2010/12/10/427432-prima_udienza_penale_digitale.shtml

Cellulare scarico? Tutto ok.. ho i pantaloni

28 dic 2010 · News ed Eventi
Cellulare scarico? Tutto ok.. ho i pantaloniCon i saldi ormai alle porte, potrebbe essere un’idea per coniugare moda e ambiente: un’azienda statunitense ha messo in vendita una linea di abbigliamento in cui gli indumenti sono equipaggiati con pannelli solari, sufficienti a ricaricare piccoli dispositivi come smartphone e mp3.

L’idea e’ della Silvr Lining, che ha realizzato un modello di pantaloni e un giubbino con in corrispondenza delle tasche dei pannelli di 15 cm di larghezza e 20 di lunghezza, sufficienti a fornire 5 Volt di energia.

I capi sono in un tessuto sintetico che imita la pelle, e i dispositivi tecnologici possono essere ricaricati grazie a una presa Usb sistemata all’interno delle tasche.

Unico problema per il momento per l’acquisto dei vestiti piu’ ‘verdi’ che ci siano potrebbe essere il prezzo, che per i pantaloni e’ di 920 dollari (circa 700 euro), piu’ 20 dollari per eventuali pannelli aggiuntivi per chi vuole ricaricare piu’ di un dispositivo alla volta.

News di Tecnologia – ANSA.it

Talkita, chatta con utenti che visitano un sito su Google Chrome

28 dic 2010 · News ed Eventi

Di programmi che ci permettono di chattare online, ce ne sono tantissimi: ma raramente abbiamo sentito di una applicazione ci permette di chattare con gli utenti connessi ad un sito. Un po’ come su Facebook: apriamo la bacheca di Facebook, e scopriamo chi sono i nostri amici disponibili in chat. Quella che vi presentiamo oggi, è una estensione per Google Chrome molto interessante, perchè vi permette di chattare con persone che stanno navigando su un sito, e che utilizzano la vostra stessa estensione. Si chiama Talkita Chat Beta, dunque come è possibile intuire dal nome al momento si tratta di una beta version. Come funziona? E’ molto semplice, basta installare l’estensione, poi collegarla al vostro account di Facebook, ed il gioco è fatto: ogni volta che visitate un sito internet, apparirà una finestrella con le ultime parole scritte da altri utenti che visitavano quel sito. Ogni utente è riconoscibile dal profilo di Facebook che ha collegato, dunque non è possibile chattare in via anonima. Chiaramente essendo un programma nuovo, non ci saranno tantissimi utenti collegati, finchè l’estensione non prende piede, vedrete poche persone connesse e magari ancora meno nella vostra lingua. Però è senza dubbio una estensione interessante, anche per poter dialogare a proposito di un argomento (magari su un sito in particolare) con altre persone e scoprire altri punti di vista.
E’ possibile scaricare Talkita Chat Beta per Google Chrome da questo link, direttamente dalla pagina ufficiale delle estensioni di Chrome.

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