Currents, prima prova dell’aggregatore di Google

24 apr 2012 · News ed Eventi

L’app che aggrega notizie arriva nel nostro Paese a qualche mese dal debutto americano e dopo l’accordo con diversi editori italiani

Continua la battaglia degli aggregatori di notizie per telefonini e tablet: a quattro mesi dal suo debutto, è finalmente disponibile anche in Italia Google Currents, l’app per leggere le news su telefonini e tablet.

Qui su Wired se n’era già parlato al tempo della sua uscita americana, lo scorso dicembre: Currents fa, per certi versi, quello che fanno notissimi aggregatori come Pulse,  Flipboard o Zite: recupera articoli dal web, li riunisce in unico luogo ottimizzandoli per gli schermi piccoli o piccolissimi di tablet e telefonini, Android e iOS.

La grande novità non è tanto la pubblicazione in Italia di una versione 1.1, che si discosta poco da quella originaria, quanto il lavoro fatto in questi mesi da Google per rendere disponibili per l’applicazione contenuti specifici per il nostro territorio. Sono stati infatti siglati accordi per rendere disponibili da subito notizie ottimizzate per Currents da parte dell’agenzia AdnKronos, di Class Editori (MF-Milano Finanza, Italia Oggi e ClassTVModa), Il Secolo XIX, Il Sole 24 Ore (presente non con il quotidiano ma con Motori24, Moda24 e Casa24), La Stampa, MonRif (Quotidiano.net, Il Resto del Carlino, La Nazione ed Il Giorno) eSportNetwork (Corrieredellosport.it e Tuttosport.com).

In questo elenco – in cui sono presenti anche altre testate indipendenti come Punto Informatico – spicca l’assenza dei tre maggiori editori italiani: Editoriale L’Espresso (Repubblica), Mondadori e RCS. Quest’ultima giusto ieri ha presentato l’applicazione nativa per iPad del Corriere della Sera, mentre i tre editori (assieme al Sole24 ore) hanno recentemente annunciato un  progetto di edicola digitale.

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Il limite è però in parte aggirabile: Currents permette di creare un giornale personalizzato, pescando sia da fonti suggerite e ottimizzate (la lista è lunga, oltre agli italiani già citati sono presenti fin dal debutto importanti marchi editoriali d’oltreoceano), sia da fonti personalizzate come qualsiasi feed rss del proprio Google Reader – in questo caso, però, l’articolo può essere troncato, se il feed originale non lo riporta per intero.

Currents si distingue dagli altri aggregatori per una vocazione informativa pura: il testo è privilegiato rispetto alle immagini e non è possibile aggiungere i link provenienti dai propri social network (una delle caratteristiche forti di Flipboard); è basato sulla personalizzazione delle fonti – mentre Zite, per esempio, è basato sugli interessi e sulla scoperta degli articoli, indipendentemente dalle fonti. Si accede collegandosi al proprio account Gmail e si costruisce una propria library di testate; ad essa si affianca poi una sezione trending, che riporta gli articoli più letti e condivisi, suddivisi per categorie (personalizzabili).

In definitiva, la prova della versione italiana di Currents non si discosta molto da quella fatta a suo tempo della versione americana in termini di interfaccia, usabilità e posizionamento: è una terza via rispetto alla vocazione social di Flipboard e a quella discovery di Zite. La vera novità è la localizzazione dei contenuti: un primo passo importante. Si spera ne seguiranno altri, ma l’arrivo delle grandi testate pare improbabile, in uno scenario che vede i grandi nomi dell’editoria italiana più interessati a coltivare il proprio orto digitale piuttosto che allargare la propria presenza in orti altrui.

 

wired – Wired.it