Affari digitali, affari d’oro

13 Feb 2012 · News ed Eventi

Il valore della Internet economy nei paesi del G-20 supererà quota 4mila miliardi entro il 2016. Con 3 miliardi di utenti connessi. Mobile e social network motori della crescita

Roma – Il manifesto digitale: come aziende e nazioni possono vincere nell’economia digitale. È il titolo di un recente studio presentato da Boston Consulting Group (BCG) e Google nel corso dell’ultimo World Economic Forum di Davos, in Svizzera. Il frutto di 14 analisi locali commissionate dalla società di consulenza insieme al gigante di Mountain View, per offrire una panoramica aggiornata sull’impatto globale dell’economia basata su Internet.

Nei paesi appartenenti al G-20, la cosiddetta Internet economy raggiungerà – entro l’anno 2016 – il valore stimato di 4.200 miliardi di dollari. Una cifra quasi doppia rispetto ai 2.300 miliardi di dollari registrati alla fine del 2010. Risorse vitali per le aziende e per i paesi del pianeta che stanno vivendo una fase di profonda incertezza finanziaria.

Secondo il manifesto presentato da BCG e Google, il veicolo più potente di questa crescita verrà alimentato dal numero complessivo di utenti connessi alla Rete. Si passerebbe da quota 1,9 miliardi alla fine del 2010 ai 3 miliardi di netizen entro il 2016. Circa il 45 per cento del totale della popolazione mondiale.

I fattori di questa crescita vertiginosa sono in primis l’espansione registrata nei cosiddetti mercati emergenti, insieme ad una massiva diffusione di dispositivi mobile (in particolare smartphone) in tutto il pianeta. Da non dimenticare l’utilizzo ormai ubiquo dei social network tra le cause scatenanti dell’impennata nella Internet economy.

“Nessuna società o nazione può permettersi di ignorare questo sviluppo. Tutte le forme di business dovranno trasferirsi verso il digitale – ha spiegato David Dean, senior partner di BCG – La nuova Internet non è più di stampo occidentale o accessibile tramite un PC. È ora un fenomeno globale, ubiquo e votato alla partecipazione”.

Sempre stando ai numeri snocciolati a Davos, entro il 2016 ci sarà un 70 per cento di netizen proveniente dai paesi emergenti del G-20. Il 14 per cento in più rispetto alla fine del 2010. Gli accessi in mobilità conteranno all’80 per cento nel totale delle connessioni legate al broadband. Fenomeni che cambieranno radicalmente i mercati entro 5 anni.

Mauro Vecchio

Punto Informatico