Skype non funziona, blackout mondiale

23 Dec 2010 · News ed Eventi

Dal tardo pomeriggio di ieri 23 dicembre, la rete Skype sembra essere collassata. Gli utenti collegati gradualmente hanno visto il loro client disconnettersi, chi invece tentava di farlo restava in attesa per diversi minuti prima di vedere il proprio stato unicamente nella posizione Non in linea. A distanza di oltre 12 ore il problema sembra non essersi risolto.

Inizialmente Skype aveva pubblicato sul suo profilo @skype su Twitter alcuni aggiornamenti, poi scomparsi, e l’unica notizia al riguardo è presente sul blog The Big Blog della stessa azienda. Secondo quanto riportato da Peter Parkes sul blog, alcuni supernodi, necessari a mantenere attiva la rete Skype e l’interfaccia di collegamento alla rete telefonica tradizionale, sarebbero andati offline a causa di un problema che “affligge alcune versioni di Skype“. Una probabile vulnerabilità , quindi, alla base degli inconvenienti che hanno portato al blackout di queste ore.

Stando agli ultimi aggiornamenti, gli ingegneri di Skype stanno lavorando per creare nuovi supernodi e, fino ad allora, l’accesso alla rete sarà  difficoltosa se non impossibile. Il funzionamento è a singhiozzo ed è probabile che molti vostri amici e colleghi non riescano ad accedervi. àˆ probabile che nel corso della giornata le cose tornino alla normalità , ma si tratta comunque di un grosso inconveniente per l’azienda che proprio nei giorni scorsi aveva offerto un mese di chiamate gratuite verso una qualsiasi nazione del mondo (con il pagamento di un canone minimo a partire dal secondo mese) proprio in occasione delle festività  natalizie.

Aggiorneremo la notizia non appena Skype comunicherà  ufficialmente di aver risolto il problema.

PC World News

Paramount: abbiamo un nuovo piano antipirateria

23 Dec 2010 · News ed Eventi

Dietro il P2P ci sarebbe il crimine organizzato. La strategia deve cambiare: basta denunce al singolo download, meglio colpire gli introiti dei siti dello sharing e dello streaming

Roma – Secondo Paramount Pictures, dietro il P2P e la pirateria in genere ci sarebbe anche il crimine organizzato.Chris Carey, rappresentante della major del cinema, approfondendo il discorso ha sembrato voler segnare una svolta nell’antipirateria di Paramount: “Non possiamo continuare a denunciare i nostri clienti, non è una strategia vincente. Dobbiamo attaccare alla fonte i concorrenti sleali”.

Con il fallimento di Blockbuster e i nuovi dati sulla pirateria e sui parziali risultati delle misure per contrastarla, quello che sembra evidente ora ai detentori dei diritti è che il tentativo che si è fatto finora di spaventare gli utilizzatori finali (gli utenti-clienti che scaricano illegalmente) non paga.

La novità  strategica si lega alla svolta idealmente presa da Warner Bros che, commentando i risultati di uno degli ultimi studi in materia, ha evidenziato come gli utenti di P2P siano in gran parte anche fruitori di contenuti legittimi: la pirateria cambierebbe, dunque, non tanto il quanto, ma il come uno spettatore decide di spendere. Questo legame, finora misconosciuto dalle major, tra P2P e distribuzione legale sarebbe ora sfruttato dalla stessa Warner Bros, con l’impiego di metodi di commercializzazione peculiari come la divulgazione di preview e altri contenuti del film in uscita nei circuiti illegali nel tentativo di attirare gli spettatori nelle sale.

Pur discostandosi dalla tesi di Warner Bros, e http://www.hollywoodreporter.com/news/3d-simultaneous-release-dont-prevent-57814″ target=”_blank”>non ritenendo]] che l’uscita contemporanea online dei contenuti possa influenzare positivamente i risultati dei box office e dei canali ufficiali in genere, nà© che i film in 3D possano resistere alla concorrenza di streaming e P2P (dal momento che tecnologie anche per il suo camcording), Paramount ha avviato un diverso tipo di discorso per combattere la concorrenza spietata e sleale dei pirati: dal momento che perseguire i singoli utenti è controproducente e troppo costoso, e che il controllo in collaborazione con gli Internet Service Provider non sempre è possibile, per arginare la pirateria sta ora lavorando con PayPal e altri sistemi di pagamento online per tagliare le strade con cui questi monetizzano.

Il nuovo confine della pirateria secondo Paramount, infatti, sono i cosidetti digital lockers, siti che si limitano ad ospitare i contenuti caricati e che in cambio chiedono agli utenti danaro. E che riescono ad offrire servizi molto buoni e a monetizzare queste operazioni di filesharing.

Nei confronti di questi siti un’altra strada che Paramount ritiene potenzialmente efficace è quella della notifica (pressione) sulle aziende legittime che, inconsapevolmente o meno, fanno pubblicità  su di essi e sui siti di P2P. Netflix, per esempio, pagava per la pubblicità  su un sito con contenuti illegittimi, mettendosi indirettamente il bastone tra le ruote.

Claudio Tamburrino

Punto Informatico

HTML5 Labs, Microsoft gioca coi prototipi

22 Dec 2010 · News ed Eventi

Un portale messo in piedi a Redmond ha come obiettivo fornire una sandbox per sviluppatori desiderosi di sperimentare. Perchà© l’interoperabilità  è fondamentale, dice Microsoft

Roma – Si chiama HTML5 Labs e ha come obiettivo quello di mettere a disposizione “prototipi di specifiche di standard web sperimentali o instabili” a tutti gli sviluppatori intenzionati a fare esperimenti senza “rompere” il web reale. Offre cortesemente Microsoft, il cui rinnovato supporto per HTML(5) le ha fatto guadagnare persino il plauso dell’organo di governo ufficiale del web, il Worldwide Web Consortium (W3C).HTML5 Labs è il modo scelto da Microsoft per dare visibilità  alle nuove specifiche del web che a Redmond reputano interessanti “da un punto di vista di scenario”, standard potenzialmente in grado di arricchire l’esperienza telematica ma a cui manchino quelle caratteristiche di stabilità , affidabilità  e sicurezza necessarie per implementarli nei browser reali.

I primi due prototipi dati alla luce su HTML5 Labs sono WebSockets, una tecnologia utile a semplificare la comunicazione bidirezionale tra client e server su protocollo TCP, e IndexedDB per l’immagazzinamento di dati strutturati direttamente all’interno del browser. Al contrario di Google e Apple, su queste e altre tecnologie che potrebbero far parte di HTML5 Microsoft ha deciso di seguire un approccio prudente che tenga conto dei rischi e accetti il confronto aperto con la community.

Non tutte le specifiche di HTML5 sono pronte, e lo stesso consorzio W3C ha sconsigliato l’implementazione del nuovo standard – uno standard che sarà  ancora in divenire nei prossimi mesi e anni – sulle appliance e i siti web accessibili all’utenza. WebSockets, per fare un esempio concreto, ha recentemente messo in mostra una vulnerabilità  che ha provocato la mancata integrazione delle specifiche all’interno dei browser di Mozilla e Opera – ma non di quelli di Google e Apple.

Iniziative come HTML5 Labs non implicano la mancata volontà  di Microsoft di supportare gli standard web più recenti, anzi tutt’altro: “IE9 offre supporto per le strutture web più rilevanti e presenti nel mondo reale – dicono da Redmond – a tutt’oggi usati dagli sviluppatori cosଠcome le strutture HTML5 che ci attendiamo divengano più popolari”. Offrendo agli sviluppatori “un modello di programmazione coerente”, Microsoft dice di voler fornire supporto per nuove caratteristiche avanzate “in un modo che sia o sarà  presto interoperante tra i browser”.

Alfonso Maruccia

Punto Informatico

Microsoft ritira un aggiornamento di Outlook 2007

22 Dec 2010 · News ed Eventi

Microsoft ha ritirato un aggiornamento per Outlook 2007 citando problemi di connessione e prestazioni. Rilasciato il 14 dicembre come parte del Patch Tuesday mensile, ha visto alcuni utenti segnalare dopo poche ore problemi con il recupero di e-mail e importanti ritardi in caso di cambio di cartelle.

Secondo Microsoft l’aggiornamento conteneva tre falle relative a Secure Password Authentication (SPA), un protocollo Microsoft usato per autenticare i client di e-mail come Outlook su un mail server; un passaggio rallentato tra le cartelle quando Outlook non era configurato per prendere e-mail da un server Exchange; e una funzione AutoArchive corrotta.

Scusandosi per l’inconveniente, Microsoft consiglia quindi agli utenti che hanno installato l’aggiornamento di rimuoverlo. Per ora non è disponibile un data di rilascio di una nuova patch per Outlook 2007.

PC World News

Intel mette l’anti-furto nei processori della famiglia Sandy Bridge

22 Dec 2010 · News ed Eventi

Intel presenterà  alla prossima edizione del Consumer Electronic Show di Las Vegas la versione definitiva del suo progetto Sandy Bridge, una nuova famiglia di processori della serie Core realizzati con il processo produttivo a 32 nanometri. Oltre a maggiore velocità  e consumi ridotti, una delle novità  più attese ma al tempo stesso discusse è la tecnologia Anti-Theft 3.0, brutalmente “l’anti-furto 3.0”.

Il sitema Anti-Theft 3.0 consente da remoto di “uccidere” il processore del proprio computer se questo è stato rubato. In questo modo, secondo Intel, non sarà  possibile accendere il PC e, di conseguenza, i dati personali contenuti al suo interno saranno inaccessibili. Questo sistema, che ancora non è stato mostrato in funzione e di fatto non si conosce la modalità  in cui sarà  possibile usarlo, mostra però alcune lacune: se il ladro, interessato ai dati più che al computer, dovesse smontare il disco fisso montandolo su un altro computer il problema si ripresenterebbe.

Questo “suicidio indotto” del processore a quanto pare sarà  possibile anche se il computer non è collegato a una rete Internet, come si attiverà  quindi non è chiaro. Vi terremo aggiornati nei primi giorni di gennaio quando i processori della famiglia Sandy Bridge verranno mostrati al pubblico per analizzarne nel dettaglio prestazioni e chiarire i dubbi sulla tecnologia Anti-Theft 3.0.

PC World News

Brunetta, al via digitalizzazione. Niente più carta!

22 Dec 2010 · News ed Eventi

(ASCA) – Roma, 22 dic – La Pubblica amministrazione dice addio alla carta. Il Consiglio dei ministri ha approvato oggi in via definitiva il Cad, ovvero il nuovo Codice per l’amministrazione digitale che introduce la completa digitalizzazione nella Pubblica amministrazione. Lo ha annunciato il ministro per l’Innovazione nella Pubblica amministrazione, Renato Brunetta, in conferenza stampa a Palazzo Chigi al termine del Cdm.

”Al 2012 – ha detto il ministro – tutte le Pubbliche amministrazioni avranno l’obbligo di dialogare tra loro e con i cittadini e le imprese in via digitale. Questo vuol dire fine dei faldoni, degli archivi e della carta. Vuol dire aumento della trasparenza, della produttivita’, con minor costi e piu’ crescita. Vuol dire che il prossimo censimento, fatto salvo il ‘digital divide’ per la famiglie, sara’ totalmente e potenzialmente in forma digitale”.

http://www.asca.it/news-PA__BRUNETTA__AL_VIA_DIGITALIZZAZIONE__NIENTE_PIU__CARTA_O_FALDONI-976915-ORA-.html

Vendite viaggi on line, Roma al top

22 Dec 2010 · News ed Eventi
Vendite viaggi on line, Roma al top (ANSA) – ROMA, 20 DIC – Roma e’ in cima alla classifica delle localita’ italiane per vendita di viaggi online; al secondo posto si piazza Milano, frequentata sia per le vie dello shopping che per le sue bellezze artistiche, mentre Venezia, in terza posizione, non smette di conquistare i turisti grazie ad un’atmosfera suggestiva unica al mondo. Questa la classifica delle mete preferite per Natale e Capodanno da voyageprive.com, club di vendite private online dedicato ai viaggi.

News di Tecnologia – ANSA.it

Zuckerberg, vacanze cinesi

22 Dec 2010 · News ed Eventi

Il CEO di Facebook fa visita a Baidu, China Mobile e la piattaforma di blog Sina. L’uomo dell’anno starebbe studiando il mercato cinese per partire alla conquista di (altri) 500 milioni di utenti

Roma – Il suo è stato un giro istruttivo, tra scrivanie e sorrisi negli uffici di Baidu, ovvero il più usato e popolare motore di ricerca cinese. Mark uomo dell’anno Zuckerberg ha poi pranzato insieme al CEO Robin Li, sommo gestore di un servizio che più volte ha dovuto cedere alle pressioni del governo di Pechino.Cosa ci fa il CEO di Facebook in Cina? L’interrogativo ha immediatamente fatto il giro del web, scatenando la solita girandola di rumor e supposizioni varie. Mark Zuckerberg è ufficialmente in vacanza in terra asiatica, per conoscere più da vicino una cultura particolarmente amata.

Ma anche, no. Secondo alcuni ci sarebbe tutt’altro sotto. Zuckerberg avrebbe chiesto ospitalità  a Robin Li – cosଠcome ai vertici di China Mobile e della piattaforma di microblogging Sina – per conoscere in profondità  il mercato cinese, le sue regole di business, il meccanismo di censura controllo che viene dall’alto. Perchà©? Il CEO di Facebook l’aveva già  spiegato: come si può pensare di connettere l’intero pianeta escludendo più di un miliardo di persone?

Più che un miliardo, meno di 500 milioni di netizen, attualmente presenti sul pianeta Internet della Cina. Quella stessa Cina che non ha finora esitato a bloccare contenuti sgraditi al suo governo, che si tratti di Twitter, di Google o dello stesso sito in blu. Eppure, la sfida di Mark Zuckerberg sembra ormai senza fine.

C’è chi ha sottolineato come Facebook e Baidu stiano seriamente pensando di stabilire una partnership per il paese asiatico. Alcuni hanno invece dipinto scenari fantascientifici: il search engine cinese sarebbe pronto a comprare il colosso dei social network. L’idea più comune è che Facebook possa piegarsi – come Baidu – alle censure di Pechino per connettere altri 400 e più milioni di netizen.

Mauro Vecchio

Punto Informatico

Windows Phone 7 dentro uno smartphone Nokia, forse

22 Dec 2010 · News ed Eventi

La diminuzione delle quote di mercato di Nokia nella vendita di smartphone di fascia alta potrebbe spingere la società  finlandese a un’inaspettato accordo con Microsoft. Pur senza alcuna conferma ufficiale da parte delle due società , in Rete ormai l’alleanza Microsoft-Nokia è diventato uno degli argomenti più caldi di queste ultime settimane del 2010.

Secondo quanto “spifferato” dal blogger russo Eldar Murtazin, Nokia sarebbe in procinto di ridurre drasticamente i propri investimenti nel progetto del sistema operativo Symbian^3 per dedicarsi esclusivamente alla progettazione e produzione di smartphone, appoggiandosi di fatto in esclusiva al sistema operativo di Microsoft, il nuovo Windows Phone 7.

Fino a oggi Microsoft non ha avuto alleati che si sono agganciati esclusivamente alla sua piattaforma mobile, i principali produttori seguono infatti due vie con telefoni dotati di Windows Phone 7 ma anche dell’ormai robusto e diffuso Android OS di Google. La qualità  tecnologica dei telefoni Nokia negli ultimi anni è stata azzoppata dall’assenza di un altrettanto robusto sistema operativo e la scelta di guardarsi intorno potrebbe consentire di recuperare terreno dopo il successo di iPhone e i rivali dotati di sistema operativo Android OS.

Se per Nokia potrebbe quindi essere un modo per riproporsi sul mercato con un sistema operativo comunque solido e innovativo, Microsoft nel partner finlandese avrebbe modo di legare il suo nuovo nato a un marchio di successo nel mondo della telefonia, tentando probabilmente anche la strada della diffusione su un maggior numero di dispositivi differenziati per fasce di prezzo e caratteristiche.

Al di là  delle supposizioni di concreto c’è poco. Nokia è proprietaria di Symbian e pur avendo ridotto i propri investimenti nello sviluppo di Symbian^3 come alternativa avrebbe anche il progetto MeeGo, ma fino a oggi non considerato come valido per l’utilizzo su smartphone che dovrebbero competere, in primo luogo, con iPhone e soci.

In attesa di scoprire quanto di vero ci sia dietro questa fantomatica alleanza, entrambe le azienda non hanno commentato le voci al riguardo.

PC World News

Modificare i server DNS in uso sotto Windows XP/Vista/7

22 Dec 2010 · News ed Eventi

DNS è un acronimo bivalente che può significare, a seconda del contesto, sia Domain Name System, sia Domain Name Server.

Con la prima accezione, ci si riferisce generalmente all’insieme costituito dell’omonimo protocollo di livello applicazione e dal database distribuito che conserva le informazioni necessarie al funzionamento del tutto.

Quando parliamo di “Domain Name Server” invece, ci riferiamo a quei calcolatori che si occupano fisicamente di svolgere tale compito.

Questa infrastruttura è indispensabile al funzionamento della rete, poichà© permette la risoluzione dei nomi a dominio (“Google.com”) nei rispettivi indirizzi IP (“72.14.234.104”)

DNS.png

Questa “traduzione” consente alle persone di utilizzare nomi e parole invece che catene numeriche ben più difficili da ricordare e scrivere.

Allo stesso tempo, DNS fa sଠche i calcolatori possano continuare ad usare l’efficiente l’instradamento Internet Protocol (IP) basato appunto sui numeri.

Chi interroghiamo oggi?

Fortunatamente, l’utente non deve scomodarsi a specificare manualmente quale specifico server DNS interrogare prima di connettersi ad Internet. La maggior parte dei provider (ISP) sfrutta infatti un secondo protocollo chiamato DHCP (Dynamic Host Configuration Protocol) per impostare automaticamente tale parametro sul computer o sul router dei clienti.

A causa di questa semplificazione, scoprire l’indirizzo del server DNS in uso non è esattamente “immediato”.

Se vi connettete tramite un semplice modem, aprite un aprite un prompt di comando e quindi impartire ipconfig /all. L’informazione è riportata alla riga DNS Servers corrispondente alla connessione ad Internet.

Se invece impiegate un router, le cose si complicano: lanciando il comando appena indicato dal vostro PC otterrete infatti l’indirizzo locale del router stesso (sarà  probabilmente qualcosa nella forma 192.168.x.y oppure 10.x.y.z). Per scoprire l’indirizzo del server DNS vero e proprio in questa circostanza, dovete accedere all’interfaccia di gestione del router e localizzare il pannello delle informazioni

Router_01.jpg

La procedura varia da modello a modello, motivo per cui raccomando di fare riferimento al manuale del dispositivo.

Perchà© scomodarsi?

Dato che la configurazione è comunque totalmente automatica, viene spontaneo chiedersi perché scomodarsi a modificare tale impostazioni. I motivi, in verità , possono essere molteplici.

In primo luogo, non sempre i server DNS auto-configurati sono i più veloci: nell’articolo “Namebench confronta i server DNS e velocizza la connessione ad Internet” abbiamo segnalato un programmino gratuito che consente, in maniera del tutto automatica, di confrontare le varie alternative disponibili.

Nel corso dell’articolo “Server DNS a confronto” abbiamo invece sottolineato come, scegliendo un servizio alternativo, sia possibile superare alcune censure, ottenere una protezione addizionale ed altro ancora.

Modificare i DNS… sul router

La strada migliore per impostare server di riferimento differenti è quella di agire direttamente sul router, se state utilizzando tale apparecchio invece di un modem.

Accedete all’interfaccia web dell’apparecchio, individuate la sezione apposita, indicate l’intenzione di specificare manualmente tale parametro ed il gioco è fatto

Router_02.jpg

La principale difficoltà  è costituita dal fatto che, anche in questa circostanza, la procedura esatta varia da modello a modello. Dovrete quindi spulciare un po’ nella documentazione e nelle varie opzioni disponibili.

A variazione effettuata, non dovrete fare altro: a meno di configurazioni particolari, tutti i computer della vostra rete locale utilizzeranno automaticamente i server appena specificati.

Modificare i DNS su Ubuntu

Nel prosieguo dell’articolo, vedremo come modificare l’impostazione in questione sui singoli PC Windows.

Se quindi il vostro calcolatore è governato dalla popolare distribuzione Linux, vi rimando all’apposito articolo “Come cambiare i DNS con Ubuntu”.

Lavorare con i profili

Prima di vedere come apportare la variazione a livello di sistema operativo, vi segnalo la possibilità  di gestire l’impostazione anche tramite appositi programmi che consentono di passare da un profilo di rete ad un altro con la massima immediatezza. Si tratta di NetSwitch e del più recente NetSetMan.

Agire su Windows

Vediamo ora come specificare un server DNS differente sulle varie versioni di Windows.

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