yMule, cerca e scarica audio e video da YouTube

24 Jan 2012 · News ed Eventi

Sono davvero tantissimi i software che permettono il download di audio o video dai filmati di YouTube: ormai abbiamo perso il conto! Ogni software ha una caratteristica particolare, c’è chi permette di estrarre l’audio, chi di scaricare l’intero video, chi di scaricarlo in un formato o una qualità particolare. Ma nessuno ancora permetteva di fare una ricerca fra i video di YouTube e di scaricare il filmato che più ci interessa: è il caso di yMule, nuovo software gratuito compatibile per Windows. Il programma infatti permette di ricercare un filmato, all’interno dell’intera directory di YouTube: una volta trovato il video di nostro interesse, possiamo scegliere se estrarre solo l’audio o se scaricare l’intero filmato, audio e video compreso dunque. L’operazione è davvero semplice, l’interfaccia del software è piuttosto intuitiva e permetterà all’utente di non aver problemi nell’utilizzo del programma. Inoltre yMule permette il download simultaneo di più video. Fra le particolarità dell’app, i filtri di ricerca: l’utente infatti, oltre ad inserire la chiave di ricerca, potrà filtrare i risultati in base ad alcuni parametri, come per esempio la data di caricamento, la durata del filmato, solo filmati in HD, permettendo inoltre di gestire la lista dei risultati, ordinando i video per visualizzazioni, video più recenti, rilevanza e punteggio. Potete scaricare il software yMule da questo link.

WeGeek.net

Apple lancia iBook2

24 Jan 2012 · News ed Eventi
Apple lancia iBook2 (ANSA) – NEW YORK, 19 GEN – Apple lancia una nuova rivoluzione. E introduce ‘iBook 2′, il nuovo servizio per i libri di testo digitali sull’iPad. ”Si tratta di splendidi libri, interrativi, divertenti” afferma il vice presidente per il marketing di Apple, Philip Schiller. I libri di testo che saranno subito disponibili sono quelli delle case editrici McGraw-Hill Cos, Pearson e Houghton Mifflin Harcourt. iBook 2 e’ stato presentato al Guggenheim di New York: e’ il primo evento Apple dalla morte di Steve Jobs.

News di Tecnologia – ANSA.it

A caccia di idee da trasformare in startup

24 Jan 2012 · News ed Eventi

TTventure e Vertis SGR partecipano al progetto SeedLab, con l’obiettivo di finanziare venti progetti di innovatori e ricercatori universitari che vogliono diventare startupper

AAA innovatori e ricercatori cercasi per finanziare startup. In Italia dei 2.541 brevetti depositati dalle università ne sono stati licenziati 284 con un ricavo di 1,5 milioni di euro a fronte di un costo di due milioni. È in mezzo a quei brevetti inutilizzati che il nuovo acceleratore di startup SeedLab, presentato ieri in Assolombarda a Milano, vuole andare a pescare. Importando in Italia una formula che all’estero ha reso celebri strutture come Y Combinator, Tech Starts e Seedcamp.

SeedLab è in sostanza un programma di studi concepito per trasformare l’innovatore o il ricercatore che si presenta con una tecnologia brevettata, brevettabile o comunque originale, in uno startupper. Il percorso si articola in due fasi: da aprile a giugno l’apprendimento delle basi del business e la costruzione del team e da giugno a settembre una full immersion nell’incubatore universitario di Firenze per dare alla tecnologia sviluppata una forma industriale e scrivere il business plan.

Il “corso” ha un costo di 22 mila euro a cui vanno sommate le spese di vitto e alloggio a Firenze. I fondi TTSeed e Vertis SGR proveranno a coprire i costi per una ventina di startupper in cambio del 10% della futura azienda (dieci i finanziamenti garantiti). Il primo cerca progetti nei settore new-materials, agro-food, life-science e cleantech. Il secondo invece opera nel campo delle tecnologie digitali nel Sud Italia.

Quello di Y Combinator è il modello di riferimetno, “rivisto in salsa italiana” spiega Matteo Faggin, Principal di TTadvisor, società di advisory per startup di TTVenture, fondo chiuso italiano dedicato al trasferimento dei risultati della ricerca tecnologica alle imprese gestito da Fondamenta SGR. TTadvisor è l’organizzatore del progetto SeedLab, cui collaborano IBAN, Scuola Superiore Sant’Anna di Pisa, Università degli Studi di Firenze e Mib School of Management e StartupBusiness.

“SeedLab è anche un’opportunità per le imprese che vogliono innovare acquisendo nuove tecnologie, brevetti e personale altamente specializzato”, ha spiegato Nicola Redi, Chief Technology Officer di TTVenture.

(Credit per la foto: Pulse/Corbis)

wired – Wired.it

Asus Transformer Prime a 599 euro con tastiera

24 Jan 2012 · News ed Eventi

Pubblicato da Il Conte il 18 – gennaio – 2012

Asus Transformer Eee Pad Prime arriva in Italia dove l’uscita è prevista per il 25 gennaio. 

E’ stato svelato anche il prezzo del modello 32GB con tastiera completa QWERTY in bundle, che si potrà acquistare a 599 euro.

E’ un costo buono soprattutto in relazione alla qualità offerta visto che è il primo tablet al mondo non solo a montare il processore Nvidia Tegra 3 quad core ma anche con Android 4 Ice Cream Sandwich come sistema operativo principe per questi dispositivi. Senza dimenticare la capacità di “trasformismo” per diventare un notebook.

Asus Transformer Prime 32GB sbarcherà dunque in Italia il prossimo 25 gennaio in compagnia del fratello minore da 16GB a un prezzo di 599 euro Iva ovviamente inclusa. Quel che ha sorpreso molti è che la tastiera completa QWERTY fisica che si può pluggare attraverso l’apposito aggancio sul fondo, è inclusa nel bundle. A 599 euro, dunque, si potrà mettere mano a un vero e proprio notebook, molto comodo per gli utenti business. Un prezzo in linea se non più basso di tablet di precedenti generazioni con in più la QWERTY inclusa.

La scheda tecnica di Asus Eee Pad Transformer Prime

  • Dimensioni 263 x 8,3 x 181 mm
  • Peso 586 gr
  • Processore Nvidia Quad core tegra 3 a 1,4 GHz
  • Sistema Operativo Android 4.0 Ice Cream Sandwich
  • Ram 1GB
  • Memoria 64GB
  • GPS, Wi-Fi e Bluetooth
  • Schermo touchscreen capacitivo 10.1 pollici 1280×800 pixel
  • Fotocamera con videorecording Full HD

Si nota la mancanza del modulo 3G nella scheda tecnica di Asus Eee Pad Transformer Prime e non è affatto un caso, quanto una scelta ponderata della società taiwanese che ha affermato che non è più un componente necessario, visto che ormai sempre più utenti condividono la connessione 3G del proprio smartphone in mobilità hot-spot.

Business and Tech

5 consigli per far decollare una startup

23 Jan 2012 · News ed Eventi

È importante partire con il piede giusto, soprattutto quando si tratta di dare il calcio di inizio alla propria impresa. Ecco come ottenere fondi da un Incubator

Chiunque voglia far fortuna con le startup deve tenere bene bene a mente questo dato: un incubatore da 10 e lode come Y Combinator riceve in media una richiesta di finanziamento ogni minuto. Visto il volume di application, è più che normale che la maggior parte delle proposte venga scartata senza neppure essere degnata di uno sguardo. Stesso destino può essere quello di chi invece decide di prendere i contatti con altri mostri sacri dell’investing come 500 Startups, TechStars o AngelPad. Anche in questi casi, infatti, il rischio di essere cestinati è altissimo.

Tuttavia, non è il caso di disperarsi prima ancora di aver tentato. Come suggerisce TechCrunch, basta qualche piccolo accorgimento per promuovere con successo la vostra startup.

1) Studiare il proprio interlecutore
Ogni realtà ha le sue peculiarità e le sue preferenze circa il tipo di startup a cui è interessato e quindi prima di proporsi a tutti gli incubatori indiscriminatamente è meglio prendersi la briga di controllare esattamente cosa cerca e vuole ognuno di questi mostri sacri. E se non si conosce a priori quali sono i focus in cui personaggi del calibro di  Paul Graham, partner di Y Combinator, vorrebbero investire meglio su YouTube e guardate tutti i filmati in cui tutti questi pesci grossi parlano di startup. A volte basta trovare un piccolo aggancio per capire chi è l’uomo – o la donna – adatto per voi.

2) Regola d’oro: qui non si scherza
Gli incubatori hanno la missione di far crescere le giovani aziende, e per farlo devono attirare i fondi degli investor più dinamici in circolazione. Quindi deve essere chiaro dall’inizio che non si sta giocando: un progetto in cui investono deve essere nato per sfondare. Chi si propone deve valorizzare al massimo i propri punti di forza – da uno staff con i fiocchi a grandi idee, dal dinamismo indistruttibile alla voglia di fare) e metterli subito sul tavolo. Agli incubatori piace vedere le carte vincenti.

3) Fasi presentare
Ok, molte delle application vengono scartate, ma le cose andranno sicuramente meglio per chi conosce qualcuno disposto a spendere una buona parola in suo favore. Avere un contatto in comune con i big che gestiscono gli incubatori può accelerare la presa in visione dell’application. Così, una volta emersi dal mare dell’anonimato, si avrà una buona occasione per far vedere quanto il proprio valore. Ma attenzione, non si tratta di favoritismi o raccomandazione, perché nel mondo delle startup se mancano le idee – quelle buone – non si va da nessuna parte.

4) Fare bella figura in video
Saper mettere sulla carta un bel progetto è un conto, ma le cose cambiano quando si tratta di parlarne faccia a faccia con gli incubatori. Negli ultimi tempi, molti big chiedono agli applicants di inviare un video di presentazione, a cui di solito segue una videochat “conoscitiva”: basta poco per rovinare tutto e fare una pessima figura.

wired – Wired.it

Perché si usa Facebook? I motivi del successo del social network

23 Jan 2012 · News ed Eventi

Si tratta della “piazza” virtuale tra le più frequentate sul web, con cifre in costante crescita.
Stiamo parlando di Facebook, la creatura di Mark Zuckerberg che ormai da anni sta spopolando in rete.
Un successo, quello del social network, che, secondo le ultime previsioni circolate su internet, dovrebbe raggiungere numeri “stratosferici” nel prossimo futuro.
Secondo le “anticipazioni” fornite da iCrossing, ad esempio, a partire dalla prossima estate 2012 (e precisamente nel mese di agosto di quest’anno), ben 1 cittadino su 7 di tutto il mondo potrebbe essere iscritto a Facebook (VEDI GRAFICO E APPROFONDIMENTO).
Vale a dire che la piattaforma social dovrebbe toccare la fatidica soglia di 1 miliardo di utenti iscritti.
Ma cosa si cela dietro al successo di Facebook? Ebbene, a questa semplice ma intrigante domanda ha cercato di dare una risposta un recente studio.
La ricerca in questione è stata infatti effettuata dagli studiosi della Boston University. I ricercatori hanno infatti “studiato” l’“argomento” e sono giunti a delle particolari conclusioni.

Nel loro studio, dal titolo eloquente: “Why do people use Facebook?” (“Perché le persone usano Facebook?”), Ashwini Nadkarni e Stefan G. Hofmann hanno ripercorso tutte le precedenti ricerche che hanno avuto per oggetto il social network.
Analizzando tutti i dati, e confrontando tra loro i risultati monitorati, sono quindi giunti alla conclusione che l’iscrizione a Facebook sia “dettata” da 2 fattori principali: il “bisogno di appartenenza”, e il “bisogno di auto-presentazione”.
Al primo di questi “bisogni” sarebbero ascrivibili, secondo gli studiosi della Boston University, fattori culturali e demografici.
Per ciò che concerne invece l’auto-presentazione, quest’ultima sarebbe “alimentata” da elementi come narcisismo, timidezza e autostima.
Per visualizzare i dettagli della ricerca “Why do people use Facebook?”, si rimanda a QUESTO LINK.
Per visualizzare invece un’analisi approfondita di tutte le “tendenze” studiate nella ricerca dell’Università di Boston, basta cliccare su QUESTO LINK.

Il recente studio della Boston University che spiega i motivi per i quali le persone utilizzano il social network.

PianetaTech.it

Nichi Vendola: “Un tetto fotovoltaico su ogni edificio pubblico”

23 Jan 2012 · News ed Eventi

Il presidente della Regione ha presentato la fase due del programma che vuole rinnovare in ambito energetico le strutture della pubblica amministrazione

Sule, mare e ientu. Sole mare e vento. Queste le parole d’ordine che definiscono una regione, la Puglia, che si sente pronta per fare un grande passo e sfruttarle al meglio senza inquinare. Il 13 gennaio scorso il presidente della Regione Puglia Nichi Vendola ha sottoscritto i primi 64 disciplinari tra la Regione e gli enti locali per l’ efficientamento energetico e il miglioramento della sostenibilità ambientale di 53 edifici scolastici, dieci palazzi municipali e un mercato ortofrutticolo.

A seconda delle situazioni saranno realizzati interventi edilizi con materiali ecosostenibili per migliorare gli impianti termici, modificare la copertura dei tetti per isolare gli edifici fino all’impiego di infissi a taglio termico e all’uso di fonti rinnovabili per la gestione energetica.  Vendola ha parlato di una ” nuova rivoluzione” pronta a partire con un investimento da 70 milioni di euro di cui 31,7 provenienti da risorse pubbliche e 37,6 dal cofinanziamento degli enti e con una tabella di marcia incalzante: entro 150 giorni dovranno partire gli appalti, nei successivi 130 dovranno essere avviati i lavori e entro un anno tutti gli edifici interessati dovranno essere rimessi a nuovo. Tempi stretti, strettissimi, che nelle parole del presidente ” non sono prorogabili”.

L’obiettivo a lungo termine infatti è dei più ambiziosi e prevede di trasformare le città pugliesi in smart city capaci di sfruttare le risorse energetiche anche a livello economico. I Comuni infatti fin da subito avranno la possibilità di recuperare le risorse del cofinanziamento cedendo i tetti e le altre aree pubbliche in locazione per 20 anni agli operatori del settore delle energie rinnovabili che potranno prendere in affitto le aree solo per installare impianti a impatto zero.

Se dovessimo poter immaginare la Puglia nel 2020 – ha detto il governatore – dobbiamo pensare che la valorizzazione del patrimonio pubblico produrrà un tetto per l’energia solare in testa ad ogni ospedale, ogni scuola, ogni municipio, ogni parcheggio”.

La sfida è aperta e non è delle più semplici.

wired – Wired.it

Nuovo sito Open Source targato NASA

23 Jan 2012 · News ed Eventi

La NASA, National Aeronautics and Space Administration, ha ufficialmente pubblicato online il sito code.nasa.gov, un sito web che servirà come centrale di informazioni per i progetti open source sponsorizzati dell’agenzia.

Il sito, che è ancora in versione alpha primitiva, è destinato a contribuire, unificare ed estendere le attività open source della NASA.

Attualmente il sito è una vetrina dei vari progetti open source della NASA, quali un visualizzatore 3D interattivo del mondo World Wind Java o una libreria di funzioni Python per Solar Physics (SunPy)

A detta dei promotori del progetto alla NASA, il sito nasce con l’intento di sostenere e invogliare i vari sviluppatori dell’Agenza Aerospazianle statunitense a rilasciare più software open source.

A tal proposito, il sito riporta una pagina di Guida con istruzioni e how-to sullo sviluppo e la pubblicazione di software open source.

I piani di sviluppo ed estensione del sito prevedono prossimamente l’aggiunta di un forum per gli utenti e, successivamente, il supporto al configuration management e alla documentazione dei progetti.

PianetaTech.it

Ces 2012, ecco Project Fiona, il super-tablet da gioco

20 Jan 2012 · News ed Eventi

Un prototipo dedicato al gaming portatile: un’originale tavoletta con tanto di controller annessi

Las Vegas – Tra le mille meraviglie che spuntano al Ces ce n’è una, inattesa, che sta calamitando l’attenzione di videogiocatori e gadget-maniaci: il Project Fiona, che alla fine potrà magari rivelarsi una cianfrusaglia, ma che al primo impatto lascia a bocca aperta. Ideato da Razer, noto marchio di accessori, è un super-tablet dedicato al gaming, con due “maniglie” attrezzate di controlli ai lati, simili al Navigation Controller.

Anzi, più che un tablet è praticamente un pc vero e proprio. Sotto il display da 10.1″, multi touch e con risoluzione 1280×800, monta processore IntelCorei7IvyBridge, giroscopio, magnetometro, accelerometro, force feedback, sistema surround Dolby 7.1… Se corredato da una scheda grafica di buon livello (ancora non si conosce), dovrebbe riuscire a far girare gran parte dei titoli attualmente sul mercato. Il Fiona punta quindi a sedurre i gamer senza compromessi, non i pischelli che si accontentano di Angry Birds sul cellulare.

Prima di sbrodolare dall’entusiasmo, o di lanciarsi in critiche impietose, va chiarito che il gingillo è ancora un concept, anche se presente al Ces già in forma di prototipo, ed è passibile quindi di modifiche prima di diventare un prodotto finito e raggiungere il mercato. In questo caso, Razer dovrà risolvere alcune questioni scottanti, tipo la durata della batteria e il surriscaldamento. Se tutto fila liscio, il Fiona dovrebbe uscire entro dicembre a meno di 1000 dollari.

Non è la prima volta che Razer fa fare “Ohhh” ai giocatori: al CES dell’anno scorso aveva presentato lo Switchblade, una sorta di mini-pc ottimizzato per il gioco portatile, che aveva suscitato scalpore (condito da qualche perplessità) ma non era poi giunto nei negozi. Speriamo che con il Fiona finisca diversamente.

wired – Wired.it

Nota/ PI Libri, programmare con Windows Phone

20 Jan 2012 · News ed Eventi

Conoscere la nuova piattaforma Microsoft e imparare a sviluppare applicazioni Metro. E con Windows 8 alle porte, una scelta che anticipa il futuro

Roma – Se è vero che il mobile è il futuro e che nei marketplace dei vari sistemi operativi c’è il futuro del mercato del software, meglio iniziare da subito a familiarizzare coi nuovi strumenti. Così, dopo la guida per iniziare a programmare per iOS e quella per creare le prime opere su Android, su PI Libri debutta anche una nuova guida dedicata a Windows Phone 7. Un sistema operativo che di recente anche Nokia ha iniziato a impiegare sui suoi smartphone di punta.

Il volume ora disponibile nell’apposita sezione del sito offre una panoramica ampia dell’universo Windows Phone: le caratteristiche principali delle API e dei terminali, le novità riguardanti l’ambiente di sviluppo, come interagire con i vari elementi quali rubrica, fotocamera, browser. La nuova interfaccia Metro, a cui è dedicato un capitolo, è la stessa che troverà posto sulla prossima release del sistema operativo desktop Windows 8: comprenderne i rudimenti e familiarizzare con gli strumenti che la riguardano costituisce un vantaggio competitivo notevole per gli addetti ai lavori.

Windows Phone, poi, è un vero e proprio crocevia per i servizi e le offerte del mondo Microsoft: prendendo in esame il framework XNA Mobile e le sue applicazioni, la guida propone lo sviluppo passo passo di un videogioco per la piattaforma. Un ottimo punto di partenza per cominciare a pensare di lanciarsi nel mondo degli store e mettersi alla prova con nuovi mercati, nuove forme di distribuzione e le nuove esigenze di vecchi e nuovi utenti.

52 pagine fitte fitte, ricche di immagini, esempi e codice. Per chi proviene dal mondo Microsoft e da quello Windows Mobile, un ottimo punto di partenza per iniziare il cammino verso il futuro. Per tutti gli altri, un’occasione per conoscere una delle più promettenti piattaforme mobile in circolazione.

Punto Informatico

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