Filtri anti p2p: i provider non ci stanno

16 Jan 2011 · News ed Eventi

p2p-filesharingUna delle alternative vagliate per contrastare quello che a volte viene definito il “problema” peer to peer (mi dissocio da questa definizione sfortunata) è di limitare la sua diffusione attraverso l’applicazione di filtri. Tali impedimenti vengono già applicati spesso dagli operatori di rete mobile al fine di preservare la qualità della banda, limitando quella disponibile per streaming e file sharing. Le leggi attorno al diritto d’autore però vorrebbero obbligare gli Internet service provider ad utilizzare tali blocchi obbligatoriamente. Dal canto loro le aziende che forniscono accesso alla rete si rifiutano di accollarsi tale responsabilità preferendo che i file incriminati siano eliminati.

Per far sentire la loro voce, gli ISP riuniti nell’EuroISPA (che raccoglie 1800 ISP in Europa) hanno inviato una richiesta al Parlamento Europeo. La loro volontà è quella di dimostrare che i filtri in questione sono da evitare in quanto richiedono un eccessivo consumo di banda, non assicurano il filtraggio corretto ed esistono metodi relativamente semplici per superarli, rendendoli completamente inefficaci.

Perchè la sua voce sia più forte l’EuroISPA ha posto l’accento sul materiale pedopornografico. Il presidente dell’associazione, Malcom Hutty, ha commentato così la questione: “l’enfasi dovrebbe essere posta su meccanismi in grado di garantire notifiche tempestive e la rimozione del materiale pedopornografico”. Quel che è evidente è che i provider, giustamente, stanno cercando di evitare che su di loro cada un’eccessiva responsabilità rispetto a quella che già hanno.

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