Google non si sente fortunato Il pulsante potrebbe sparire

28 Jun 2011 · News ed Eventi

Nella nuova interfaccia sperimentata dal sito, cancellato il bottone “I’m feeling lucky”. Negli anni è diventato un marchio di fabbrica, ma pochi l’hanno usato. E la funzione Instant lo rende ancor più superfluo. A maggio superato per la prima volta nella storia di internet il miliardo di visitatori mensili

Da oltre dieci anni è uno dei simboli di Google, tanto da essere stato registrato come marchio commerciale. Ma ora potrebbe sparire, sacrificato sull’altare della semplicità e della velocità: è il pulsante “Mi sento fortunato”, una delle funzioni più note di Google fin dalla sua nascita.

La condanna del bottone “I’m feeling lucky” non è ancora decisa, ma è molto probabile: nella nuova interfaccia che il motore di ricerca sta sperimentando sulla sua homepage finlandese, lo storico pulsante non c’è: al suo posto, un unico bottone con l’icona di una lente d’ingrandimento.

“Mi sento fortunato” è senza dubbio una delle funzioni più superflue, meno utilizzate, eppure più caratteristiche di Google. Il pulsante permette di essere dirottati direttamente sul primo sito che soddisfa le condizioni di una ricerca. Sergey Brin e Larry Page, i creatori del sito, lo idearono per enfatizzare la precisione del loro algoritmo. Il messaggio che il pulsante voleva dare a chi arrivava su Google per la prima volta era: il nostro motore di ricerca è così intelligente che, con un po’ di fortuna, il primo risultato che ti proporrà sarà esattamente quello che volevi.

Un’ambizione evidentemente fondata, visto che nel giro di pochi anni Google è diventato il motore di ricerca più apprezzato del mondo, rendendo milionari i suoi creatori e trasformandosi nel fulcro di un vero e proprio impero di servizi internet che vanno dalla

posta elettronica di Gmail ai video di YouTube. Nel mese di maggio, è stato il primo sito della storia di internet a superare il miliardo di visitatori mensili. “I’m feeling lucky” è rimasto sulla quasi immutabile homepage di Google come fortunato marchio di fabbrica. In ogni parodia di Google c’era una versione modificata del pulsante. Ma pochi tra i milioni di utenti del motore di ricerca ricordano di averlo mai usato.

E così, ora, potrebbe sparire. D’altra parte, da quando il sito ha introdotto la funzione “Instant”, che restituisce i risultati della ricerca mentre l’utente sta ancora completando la sua richiesta, qualunque pulsante risulta superfluo.

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