IBM sfonda la soglia dei 10 nanometri

16 Feb 2012 · News ed Eventi

Big Blue presenta ricerche e prototipi delle tecnologie informatiche prossime venture, vale a dire transistor ai nanotubi di carbonio. Sarà vera gloria?

Roma – Mentre Intel si prepara a commercializzare la sua tecnologia di transistor “tridimensionale” (tri-gate) con le prossime CPU Ivy Bridge, IBM continua a sperimentare con la nanotecnologia guardando all’era del post-silicio. Un’era futura che, a quanto pare, fa rima soprattutto con nanotubi al carbonio.

Nel possibile futuro delle tecnologie informatiche il silicio sarà affiancato o addirittura sostituito da nuovi materiali, preconizza IBM, più efficienti nella conduzione della corrente elettrica, nella dispersione del calore in eccesso e soprattutto nella scalabilità dei processi di miniaturizzazione dei transistor.

Non è un caso che tutte queste qualità si associno perfettamente ai succitati nanotubi – sottilissime strutture composte da una serie infinita di atomi di carbonio a simulare il cavo monomolecolare di warhammeriana memoria – e non a caso IBM continua con i suoi studi nell’implementazione dei nanotubi come ideali sostituti (o companion) del silicio.

Big Blue è al momento “ferma” alla realizzazione di transistor avanzati composti da nanotubi di carbonio da 9 nanometri, una dimensione che idealmente supererebbe il limite fisico raggiungibile con il silicio (10 nm) e che per di più presenterebbe un’efficienza notevolmente superiore in quanto a consumo energetico ed efficienza nel passaggio degli elettroni.

Non che i chip ai nanotubi siano pronti per la produzione di massa domani o anche dopo-domani: gli ostacoli ingegneristici da superare per raggiungere un simile risultato, avverte IBM, nondimeno la possibilità provata di realizzare transistor inferiori ai 10 nm candida ancora una volta i nanotubi a potenziale sostituto del silicio.

Alfonso Maruccia

Punto Informatico