Google contro lo spam del search

28 gen 2011 · News ed Eventi

BigG ha annunciato misure più drastiche nella lotta alle content farm. Un nuovo classificatore avrà miglior fiuto nell’individuare parole chiave utilizzate a fini pubblicitari. Mentre una firma aiuterà gli utenti di Google Apps

Roma – Si intitola problemi in casa Google ed è un recente post firmato da Jeff Atwood, co-fondatore della piattaforma per sviluppatori StackOverflow. Un intervento che non ha risparmiato le più amare critiche nei confronti del motore di ricerca più usato del web, reo di aver permesso a spammer e affini di proliferare piuttosto liberamente tra i meandri del suo search. L’interrogativo di Atwood è stato poi ripreso ai quattro angoli della Rete: cosa sta accadendo alla tanto decantata qualità dei risultati di BigG?Una domanda forse cruciale, stimolata da centinaia di messaggi di protesta ricevuti dal sito StackOverflow. Al centro delle accuse sono finite in particolare le cosiddette content farm, società specializzate nella realizzazione di contenuti di bassa qualità. Aziende come Demand Media andrebbero dunque a sfruttare quelle parole chiave più popolari su Google per poi ottenere ottimi posizionamenti nelle classifiche legate al ranking. Risultato? Contenuti di bassa lega – inutili per gli utenti – finiscono con il sovrastare i risultati invece di valore.

All’azienda di Mountain View non sono passate inosservate le critiche. Intervenuto in un post sul blog ufficiale di BigG, il responsabile per la Search Engine Optimization (SEO) Matt Cutts ha sottolineato come la qualità del search risulti migliorata, almeno in termini di rilevanza, esaustività ed aggiornamento. Il livello di search spam in lingua inglese sarebbe notevolmente diminuito rispetto a cinque anni fa, ancora minore se si considerano altre lingue. Ma Cutts l’ha poi ammesso: negli ultimi mesi sarebbero emerse leggere attività di spamming dai risultati di Google.

La Grande G si è così messa al lavoro, annunciando linee guida più severe nei confronti di società come Demand Media. È stato infatti annunciato il prossimo lancio di un rinnovato strumento di classificazione, affinché risulti più difficile salire nel ranking a partire da parole chiave popolari. Questo stesso strumento sarebbe dotato di un miglior fiuto per individuare quelle parole ripetute, spesso usate da blog e aziende per far salire contenuti pubblicitari. Cutts ha quindi spazzato via ogni dubbio sull’impegno del suo team nella lotta ai contenuti fraudolenti.

Un impegno preso dal suo collega Adam Dawes, che in un altro post ha annunciato alcune novità anti-spam per milioni di utenti di Google Apps. I vari messaggi di posta elettronica potranno essere inviati aggiungendovi una sorta di firma digitale, attraverso una specifica tecnologia chiamata DomainKeys Identified Mail (DKIM). In sostanza, il ricevente potrà capire se fidarsi o meno del messaggio, ottenendo uno strumento in più contro quei messaggi inviati dagli spammer travestiti da eBay o da PayPal.

Mauro Vecchio

Punto Informatico