Google e’ dentro alle vetrine

14 nov 2011 · Uncategorized

Interni dei negozi mostrati con foto panoramiche. Per dare a Street View una nuova dimensione, per dare ai commercianti visibilità nelle esplorazioni cittadine mediate dalle mappe in rete

Roma – Per soddisfare la curiosità dei netizen a passeggio in rete per sbirciare nei negozi di mezzo mondo, per potenziare l’attrattiva dei commercianti che vogliono fare della rete una seconda vetrina per i propri punti vendita fisici: Google è pronta ad offrire immagini panoramiche e navigabili dell’interno dei negozi, e lo sta facendo con la tecnologia e l’esperienza affinate attraverso il progetto Street View.La possibilità di navigare i negozi a mezzo mappe di Google era già stato oggetto di chiacchiericci in passato: all’inizio del 2010 le prime indiscrezioni, poi la conferma da parte di Mountain View rispetto all’avvio di alcune prime sperimentazioni. Ora il progetto sta assumendo una forma, pronto per acquisire la sistematicità di un servizio vero e proprio.

Non Store View, ma Google Business Photo: questo il nome scelto dalla Grande G per presentare un servizio che, più che sul fascino dell’esplorazione degli intrichi urbani a favore dei cittadini della rete, punta ad allettare i commercianti offrendo loro una vetrina in più per i loro locali. Si tratta di immagini panoramiche ad alta qualità, scattate da fotografi locali reclutati da Google e sguinzagliati presso le attività commerciali di alcune città di Stati Uniti, Australia, Nuova Zelanda, Giappone, Francia e Regno Unito. Le attività commerciali che lo desiderano potranno fare richiesta per ottenere un servizio fotografico, pronto per essere integrato lungo le vie mostrate da Street View, e pronto per fare da corredo alle pagine di Google Places dedicate.

Ristoranti e alberghi, negozi di quartiere e store specializzati: tutte le attività possono mettere a disposizione delle foto dei propri interni o richiedere che l’occhio di Google punti su di loro per travasarsi in rete e far indicizzare la propria fisicità. Tutte le attività commerciali, a patto che non abbiano una pesante impronta monomarca, che non coinvolgano aspetti sensibili della vita dei cittadini come studi legali o cliniche.

Proprio l’aspetto della privacy degli avventori è stato affrontato da Google con chiarezza fin dal principio: sarà responsabilità del gestore dell’attività commerciale avvisare i propri clienti e i propri dipendenti degli scatti in corso, affinché possano scegliere di non comparire nelle immagini. E se un gelato troppo gustoso distraesse un avventore intento in un inopportuno, vorace consumo in loco? Google assicura che verrà in ogni caso impiegata la tecnologia di offuscamento già adottata per Street View, e che sarà possibile fare richiesta di rimozione dell’immagine della propria persona. In modo che a testimoniare il peccato di gola sia solo la macchia di cioccolato sulla camicia, una volta rientrati a casa.

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