Google Flights: critiche e accuse dai concorrenti

31 dic 2011 · News ed Eventi

Il debutto di Google nell’ambito dei viaggi online sembra non essere iniziato col piede giusto; le società specializzate nella prenotazione di voli online sono già sul piede di guerra ed il nemico comune da combattere è proprio il colosso di Mountain View, reo di abusare della propria posizione nell’ambito della ricerca in Rete per alterare gli equlibri del mercato danneggiando le posizioni ormai consolidate.

A renderlo noto è stato il Wall Street Jornal in un articolo dei giorni scorsi proprio sul nuovo servizio di ricerca voli sul Web di Big G appare prima di importanti intermediari del settore, in un mercato che vale ben 110 miliardi di dollari.

Ricordiamo che tempo fa Google prese il controllo della ITA Software: una mossa che assicurò a Mountain View un motore di confronto tra i prezzi delle varie compagnie aree, e quindi di offrire all’utenza importanti informazioni relative agli orari dei voli e all’entità della spesa. Fin dal debutto del servizio sono state numerose le contestazioni, ma le indagini svolte finirono con l’archiviazione del caso.

Ora che Google Flights  è attivo si punta il dito contro l’ordine in cui sono posizionati i risultati. Big G ha iniziato infatti da alcune settimane ad inserire nella parte superiore della pagina i risultati forniti da ITA Software, con tanto di confronto diretto sui voli con link alle compagnie aeree: questi ultimi sono accusati di non portare traffico agli intermediari, ma esclusivamente alle compagnie.

In tal modo Google si propone come diretto competitor con gli intermediari che fino ad ora si occupavano della gestione del processo di prenotazione. E’ evidente che gli utenti difficilmente cliccheranno sui risultati a fondo pagina, e quindi il calo di visitatori per questi siti sarà palese.

Google risponde alle accuse mossegli dai grandi nomi del comparto intermediazione come Expedia, Orbitz Worldwide e Priceline.com. adducendo di essere “obbligata” alle proprie scelte: se la società non privilegiasse le compagnie aree queste potrebbero decidere di porre fine all’attuale rapporto di partnership con il motore di ricerca.

L’ennesimo caso di posizione dominante da sottoporre all’Antitrust competente? Staremo a vedere.

PianetaTech.it