Google: noi raffreddiamo ad acqua

1 giu 2011 · News ed Eventi

Mountain View è pronta per inaugurare il primo data center raffreddato ad acqua di mare nella località finlandese di Hamina. Investimento costoso, ma vantaggioso. E le casse di BigG si riaprono per le energie rinnovabili

Roma – Il rapporto tra Google e la natura è sempre stato caratterizzato dal rispetto e dall’esborso economico sostanzioso. E dopo gli investimenti considerevoli nel settore delle energie rinnovabili, BigG è pronta a inaugurare il primo data center raffreddato ad acqua.

Si chiama SeaWater Air Conditioning, o SWAC, la tecnologia che permetterà a Mountain View di condurre l’esperimento singolare nel suo genere: costruire il centro di elaborazione dati presso la località finladese di Hamina, scelta per essere lambita dalle fredde acque del Mar Baltico.

I test di fattibilità sono partiti verso la fine del 2010 e, al momento, si trovano allo stato operativo. Secondo quanto riportato sul blog ufficiale, Google avrebbe pianificato di impiegare 50 addetti che vanno dagli amministratori di Linux ai manager esperti in datacenter, passando per gli agenti della sicurezza e i tecnici. La cifra impiegata nel progetto ammonta a 200 milioni di euro.

Secondo Joe Kava, direttore dei lavori, l’azienda ha già scoperto le soluzioni utili a risolvere le sfide portate dal raffreddamento ad acqua. Nel corso del Datacenter Summit di Zurigo, Kava ha spiegato alla platea presente il funzionamento del progetto. L’acqua del mare sarà pompata attraverso dei moduli di raffreddamento che avranno il compito di portare la temperatura al livello adeguato.

L’impatto ambientale sarà minimizzato. L’intento di Google è quello di sensibilizzare gli operatori minori di datacenter sulle soluzioni per rendere più efficienti i centri, anche se le aziende più piccole sono messe in guardia dall’adottare la scelta di raffreddare attraverso l’acqua del mare. “In piccola scala, l’investimento non è economicamente vantaggioso, ma i benefici sono elevati. Si tratta di una fonte termica davvaro affidabile poiché il golfo gela ogni anno”, avverte Kava.

L’operazione di Google potrebbe essere ben presto replicata da altri giganti IT come Microsoft, IBM e Yahoo, impegnati nella ricerca di una maggiore efficienza da parte dei propri data center. Anche Facebook ha creato il progetto Open Compute, allo scopo di mantenere sempre al passo i propri sforzi nella gestione energetica.

E a proposito di energie naturali, Google si è resa protagonista di un altro significativo investimento economico. Si tratta di 55 milioni di dollari stanziati nel progetto Alta Wind Energy Center gestito da Terra-Gen Power presso Tehachapi, California del Sud. La cifra sborsata da Mountain View servirà per la produzione di energia eolica.

Cristina Sciannamblo

Punto Informatico