Grande festa per il web “Banda larga è cosa seria”

22 nov 2011 · News ed Eventi

Celebrati a Roma i vent’anni del www. Con il creatore Tim Berners-Lee i rappresentanti dell’economia, dell’industria e della politica. Rodotà: “Online sono stati creati 700mila posti di lavoro, non si può scherzare con i fondi per il broadband”

ROMA -Un’invenzione straordinaria da alimentare con dedizione perché non scompaia. E’ il world wide web, nato vent’anni fa nei laboratori del Cern di Ginevra e celebrato oggi a Roma con un incontro al quale ha partecipato il creatore del www. Tim Berners-Lee.

Dopo l’intervista rilasciata a Repubblica, Berners-Lee ha ribadito il suo messaggio alla classe dirigente: “La rete è un valore economico e pubblico”, ha spiegato. “Bisogna iniziare a parlare di diritto all’accesso e di diritto a non essere spiati”.

A Roma, Berners-Lee è stato festeggiato con tanto di torta e spegnimento di 20 candeline e ha ricordato quelli che sono i cardini di Internet, allora come ora, “accessibilità, gratuità e neutralità”, e ha insistito sull’importanza della riduzione del divario digitale anche per gli anziani.

“Se torno indietro e penso all’epoca del Cern mi rendo conto che mi sono trovato in un contesto meraviglioso – ha detto Berners-Lee alla folta platea del Tempio di Adriano -. Facevo dialogare i programmi e i computer, in poche parole avevo il diritto di innovare e non avevo un controllo. Ora, invece, viviamo in un periodo in cui dobbiamo lottare affinché le forze commerciali non chiudano Internet. Dobbiamo fare in modo che il web rimanga gratis, aperto e neutrale”, ha ricordato il suo inventore sottolineando la volontà a suo tempo

di allargare il mezzo “a più persone possibili”. Per inciso, Berners-Lee non ha mai brevettato la sua invenzione ed è per questo che tutti usiamo il World Wide Web senza pagare royalties ed è anche per questo che è diventato un potente strumento di diffusione di idee.

“Tutti devono fare parte della società dell’informazione, è importante che le persone siano connesse – ha sottolineato Tim Berners-Lee -. In Italia è in rete il 51% della popolazione: è un dato su cui bisogna lavorare, cercando di non lasciare indietro neanche gli anziani. Se tutti si collegano i governi potranno usare il web come supporto, come è accaduto nel Regno Unito dove c’è stato un risparmio di costi e spostamenti per i servizi del 25% e dove tutti i ministeri hanno messo online i loro dati. Se alcuni servizi come l’archiviazione dei dati sono pagati dai contribuenti, allora è giusto che questi abbiano i dati a disposizione. Nel futuro la rete diventerà una piattaforma ancora più robusta e potente e non dobbiamo perdere di vista queste cose fondamentali”, ha detto Tim Berners-Lee ad una platea composta anche da giuristi come Stefano Rodotà, esperti del settore come Stefano Quintarelli e filosofi come Maurizio Ferraris.

Proprio da Rodotà è arrivato il richiamo alla politica italiana, da mesi alle prese con il destino dei fondi destinati e mai stanziati per la banda larga: “Negli ultimi 15 anni il web ha creato settecento mila posti di lavoro”, ha ricordato Rodotà. “Giocare con gli investimenti sulla banda larga, come è stato fatto, dicendo che ci saranno investimenti di 800 milioni che poi scompaiono è un modo pessimo per affrontare queste questioni”.

Repubblica.it > Tecnologia

Celebrati a Roma i vent’anni del www. Con il creatore Tim Berners-Lee i rappresentanti dell’economia, dell’industria e della politica. Rodotà: “Online sono stati creati 700mila posti di lavoro, non si può scherzare con i fondi per il broadband”

ROMA - Un’invenzione straordinaria da alimentare con dedizione perché non scompaia. E’ il world wide web, nato vent’anni fa nei laboratori del Cern di Ginevra e celebrato oggi a Roma con un incontro al quale ha partecipato il creatore del www. Tim Berners-Lee.

Dopo l’intervista rilasciata a Repubblica, Berners-Lee ha ribadito il suo messaggio alla classe dirigente: “La rete è un valore economico e pubblico”, ha spiegato. “Bisogna iniziare a parlare di diritto all’accesso e di diritto a non essere spiati”.

A Roma, Berners-Lee è stato festeggiato con tanto di torta e spegnimento di 20 candeline e ha ricordato quelli che sono i cardini di Internet, allora come ora, “accessibilità, gratuità e neutralità”, e ha insistito sull’importanza della riduzione del divario digitale anche per gli anziani.
 
“Se torno indietro e penso all’epoca del Cern mi rendo conto che mi sono trovato in un contesto meraviglioso – ha detto Berners-Lee alla folta platea del Tempio di Adriano -. Facevo dialogare i programmi e i computer, in poche parole avevo il diritto di innovare e non avevo un controllo. Ora, invece, viviamo in un periodo in cui dobbiamo lottare affinché le forze commerciali non chiudano Internet. Dobbiamo fare in modo che il web rimanga gratis, aperto e neutrale”, ha ricordato il suo inventore sottolineando la volontà a suo tempo

di allargare il mezzo “a più persone possibili”. Per inciso, Berners-Lee non ha mai brevettato la sua invenzione ed è per questo che tutti usiamo il World Wide Web senza pagare royalties ed è anche per questo che è diventato un potente strumento di diffusione di idee.

“Tutti devono fare parte della società dell’informazione, è importante che le persone siano connesse – ha sottolineato Tim Berners-Lee -. In Italia è in rete il 51% della popolazione: è un dato su cui bisogna lavorare, cercando di non lasciare indietro neanche gli anziani. Se tutti si collegano i governi potranno usare il web come supporto, come è accaduto nel Regno Unito dove c’è stato un risparmio di costi e spostamenti per i servizi del 25% e dove tutti i ministeri hanno messo online i loro dati. Se alcuni servizi come l’archiviazione dei dati sono pagati dai contribuenti, allora è giusto che questi abbiano i dati a disposizione. Nel futuro la rete diventerà una piattaforma ancora più robusta e potente e non dobbiamo perdere di vista queste cose fondamentali”, ha detto Tim Berners-Lee ad una platea composta anche da giuristi come Stefano Rodotà, esperti del settore come Stefano Quintarelli e filosofi come Maurizio Ferraris.

Proprio da Rodotà è arrivato il richiamo alla politica italiana, da mesi alle prese con il destino dei fondi destinati e mai stanziati per la banda larga: “Negli ultimi 15 anni il web ha creato settecento mila posti di lavoro”, ha ricordato Rodotà. “Giocare con gli investimenti sulla banda larga, come è stato fatto, dicendo che ci saranno investimenti di 800 milioni che poi scompaiono è un modo pessimo per affrontare queste questioni”.

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