Groupon, esordio da 750 milioni?

10 giu 2011 · News ed Eventi

Mentre la concorrenza sul fronte delle offerte localizzate si fa più agguerrita, l’apripista fa il suo esordio in borsa. Con cifre da capogiro per sedurre gli investitori

Roma – Groupon ha depositato un’offerta pubblica iniziale (IPO, l’offerta al pubblico di titoli di una società che intende quotarsi per la prima volta) da 750 milioni di dollari. Come preannunciato, la giovane azienda di offerte giornaliere geolocalizzate fa il suo esordio in borsa.Con l’IPO, Groupon rende pubbliche anche informazioni dettagliate circa i suoi conti e i suoi utenti, così da dare agli investitori tutti i dati per le necessarie valutazioni. Con 83,1 milione di utenti registrati (dati fino al 31 marzo), nel primo quadrimestre 2011 ha registrato un fatturato pari a 644,7 milioni di dollari, anche se questo non ha segnato la profittabilità dell’azienda che rimane anche nel primo quarto in perdita di 102,7 milioni di dollari.

Si tratta, spiega d’altronde il CEO Andrew Mason, di un’azienda che ha pensato soprattutto a rafforzarsi in vista dell’esordio in borsa: con 7.107 impiegati e una spesa in marketing online che solo nel primo quarto 2011 tocca quota 179,5 milioni di dollari, l’azienda ha attirato 1,12 miliardi di dollari in venture capital ed ha esteso la sua squadra e le sue competenze con 13 acquisizioni con un valore complessivo di 34,8 milioni di dollari, senza contare l’acquisto di CityDeal e QPod. Anche grazie a queste operazioni, il fatturato ha fatto un notevole passo in avanti dai 30 milioni di dollari dell’esordio del 2009 agli oltre 600 dell’ultima trimestrale.

Pur rappresentando un unicum per il modo in cui porta avanti il suo business (in particolare per l’ironia delle offerte), Groupon rappresenta, insieme a LinkedIn che ha da poco fatto il suo esordio, un banco di prova per le aziende Web che si stanno preparando o stanno pensando all’esordio in borsa.

I primi a credere che l’azienda sia un’investimento più che positivo sono – naturalmente – i suoi stessi fondatori, che hanno già declinato un’offerta di acquisto da parte di Google. In seguito al “no” ricevuto, Mountain View ha iniziato a lavorare ad un servizio concorrente, Google Offer che proprio in questi giorni muove i primi passi con alcune offerte arrivate per gli utenti di Portland (i prossimi ad essere raggiunti saranno quelli di New York e San Francisco).

Non si tratta, peraltro, dell’unico tentativo di emulazione per Groupon, che vede crescere sempre di più i cloni e le offerte alternative di servizi simili al suo: da ultimo Amazon, che cerca di entrare nel settore con AmazonLocal.

Il nuovo servizio del negozio digitale proprio come Groupon offre sconti e offerte legate alla localizzazione dell’utente: sarà legato al sistema di punti di Amazon e per il momento ha fatto il suo esordio a Boise, Idaho. Oltre alle offerte delle aziende locali, AmazonLocal conterrà quelle del negozio digitale stesso.

Claudio Tamburrino

Punto Informatico