I batteri saranno gli hard disk del futuro?

25 dic 2010 · News ed Eventi

Arriva un’interessante scoperta direttamente dall’Università di Hong Kong, dove alcuni scienziati, certamente ambiziosi, hanno scoperto che è possibile immagazzinare dati direttamente sui batteri, per conservarli e recuperarli proprio come su una periferica di archiviazione di massa.

Sembra incredibile, eppure i primi test hanno dato esito positivo. I batteri “intelligenti” utilizzati per lo studio sono gli Escherichia Coli, che sono facilmente individuabili nelle zone intestinali di molte specie a sengue caldo, tra cui l’uomo e, a detta dei ricercatori, sarebbero talmente affidabili da garantire la resistenza dei dati al loro interno anche in caso di impulsi elettromagetici e radiazioni emesse da fallout nucleari.

Per i test sono stati archiviati all’interno dei batteri alcuni dati relativi alla Dichiarazione d’Indipendenza, che sono stati poi recuperati con successo utilizzando le capacità di ricombinazione genetica dei batteri per cifrare i dati secondo un modello replicabile.

In pratica, anche se siamo ancora lontanissimi dal traguardo, potremmo pernsare di avere un hard disk direttamente nel nostro intestino, anche se non è un’immagine proprio “affascinante”. Scherzi a parte, potrebbe davvero essere un’innovazione di infinita importanza, che cambierebbe drasticamente il futuro dell’elettronica per come la conosciamo ora.

In ogni caso gli ostacoli da superare sono ancora tanti, anche secondo Tim Middleton dell’Università di Cambridge, secondo cui il recupero dei dati una volta cifrati è “noioso e costoso”. Crediamo comunque che come per tutti gli altri ostacoli che si incontrano nello sviluppo tecnologico anche questo potrà essere superato grazie al progresso e alla ricerca. Noi attendiamo fiduciosi.

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