Ibm, Intel e Samsung: 4,4 miliardi di dollari per le nanotecnologie

5 ott 2011 · Uncategorized

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Questo articolo è stato pubblicato il 28 settembre 2011 alle ore 10:21.

L’ufficialità è arrivata da Andrew Cuomo, Governatore dello Stato di New York, che l’ha presentata ai media americani come “big deal”. E l’annuncio, sicuramente importante nell’economia dell’industria dei semiconduttori, è il seguente: Intel, Ibm, GlobalFoundries, la taiwanese Tsmc e Samsung investiranno 4,4 miliardi di dollari entro i prossimi cinque anni per creare un nuovo progetto di ricerca dedicato alle nanotecnologie che avrà sede ad Albany, accanto alle attività di R&D già in essere presso la locale University, e che interesserà i già esistenti centri di Canandaigua, Utica, East Fishkill e Yorktown Heights.

Al progetto – denominato “Global 450 consortium” – contribuirà concretamente anche l’ente presieduto per l’appunto da Cuomo, che investirà circa 400 milioni di dollari nel College of Nanoscale Science and Engineering. Ibm, da parte propria, sarà la capofila del progetto in virtù del fatto che metterà sul tavolo circa 3,6 miliardi di dollari.

Cinque grandi firme del settore dei chip si mettono quindi insieme per sviluppare i microprocessori per computer del futuro e fra gli obiettivi da raggiungere c’è in particolare quello di far evolvere l’attuale tecnologia alla base dei wafer (le fettine si silicio su cui vengono realizzati i chip) da 300mm in quella da 450mm, che assicura una capacità produttiva più che doppia. Un primo fondamentale step da superare per arrivare fra qualche anno a produrre su larga scala componenti con tecnologia di processo a 22 e 14 nanometri.

L’importanza dell’operazione – che in parte ricorda la storica alleanza siglata nel 1991 da Apple, Motorola e Ibm per dare vita ai processori PowerPC basati su architettura Risc, oggi rimasti strategici per quest’ultima solo per i sistemi di fascia alta e le applicazioni “embedded” – si coglie anche nei possibili impatti sociali. Cuomo si è sbilanciato in tal senso parlando di circa 6.900 nuovi posti di lavoro, di cui 2.500 posizioni che verranno ricoperte da figure altamente qualificate. Per il Governatore di New York si tratta di un investimento senza precedenti per l’economia dello Stato, che diventerà a suo dire l’epicentro dello sviluppo dei chip per computer di nuova generazione.

Il Sole 24 ORE – Tecnologie