IBM sfonda la soglia dei 10 nanometri
Big Blue presenta ricerche e prototipi delle tecnologie informatiche prossime venture, vale a dire transistor ai nanotubi di carbonio. Sarà vera gloria?
Nel possibile futuro delle tecnologie informatiche il silicio sarà affiancato o addirittura sostituito da nuovi materiali, preconizza IBM, più efficienti nella conduzione della corrente elettrica, nella dispersione del calore in eccesso e soprattutto nella scalabilità dei processi di miniaturizzazione dei transistor.
Non è un caso che tutte queste qualità si associno perfettamente ai succitati nanotubi – sottilissime strutture composte da una serie infinita di atomi di carbonio a simulare il cavo monomolecolare di warhammeriana memoria – e non a caso IBM continua con i suoi studi nell’implementazione dei nanotubi come ideali sostituti (o companion) del silicio.
Big Blue è al momento “ferma” alla realizzazione di transistor avanzati composti da nanotubi di carbonio da 9 nanometri, una dimensione che idealmente supererebbe il limite fisico raggiungibile con il silicio (10 nm) e che per di più presenterebbe un’efficienza notevolmente superiore in quanto a consumo energetico ed efficienza nel passaggio degli elettroni.
Non che i chip ai nanotubi siano pronti per la produzione di massa domani o anche dopo-domani: gli ostacoli ingegneristici da superare per raggiungere un simile risultato, avverte IBM, nondimeno la possibilità provata di realizzare transistor inferiori ai 10 nm candida ancora una volta i nanotubi a potenziale sostituto del silicio.
Alfonso Maruccia
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