Il futuro secondo IBM

5 gen 2011 · Uncategorized

Compilata e resa pubblica la lista di innovazioni che, stando a Big Blue, dovrebbero caratterizzare i prossimi cinque anni dell’umanità tecnologica. Quest’anno il menù include la telefonia olografica

Roma – IBM, a cavallo dello scoccare dell’anno nuovo, si esercita ancora una volta nella difficile arte della futurologia con la sua lista “Five in Five”, un elenco di tecnologie avanzate ma possibili che dovrebbero influenzare profondamente l’umanità interconnessa nel giro dei prossimi cinque anni. Le meraviglie hi-tech della nuova ricerca includono le automobili intelligenti anti-traffico, le batterie ad aria e le videotelefonate olografiche.Five in Five è il risultato di un’indagine conoscitiva che IBM ha condotto sui suoi 3.000 ricercatori al lavoro presso l’Almaden Research Center e altrove. La lista dovrebbe portare alla luce idee tecnologiche innovative che hanno la potenzialità di mutare radicalmente il rapporto dell’umanità con l’informatica, i microchip e la vita di tutti i giorni.

Nelle sue nuove previsioni IBM descrive un (prossimo) futuro popolato da “cittadini scienziati”, categoria che comprende utenti ordinari e possessori di smartphone, computer, portafogli, automobili e altri dispositivi dotati di ogni genere di sensori che aiuteranno la ricerca e l’innovazione raccogliendo informazioni da fornire in seguito agli scienziati.

L’altro pezzo forte della lista Five in Five di Big Blue è l’olografia: stando al colosso statunitense, entro i prossimi cinque anni la tecnologia di proiezione tridimensionale diverrà d’uso comune come oggi lo sono gli smartphone, e proprio grazie agli smartphone e ai “picoproiettori” in essi integrati gli utenti avranno la possibilità di comunicare con la proiezione degli interlocutori al posto di una fredda e anonima voce all’altro capo del telefono.

Grandi innovazioni si prospettano anche per la tecnologia degli accumulatori energetici: IBM prevede che le batterie agli ioni di litio diverranno preistoria, surclassate da quelle che funzioneranno “ad aria”, a energia statica o cinetica. Dureranno 10 volte in più di quelle attuali e saranno eliminate del tutto per i dispositivi di minori dimensioni.

Per IBM nei prossimi anni la tecnologia diverrà sempre più ecocompatibile, e le enormi quantità di calore generate dai computer domestici e dai data center verranno riciclate per il riscaldamento degli edifici. Big Blue prevede inoltre la fine del traffico automobilistico grazie ai “sistemi di traffico adattivi”, una tecnologia in grado di prevedere le congestioni e personalizzare il percorso di viaggio riducendo al minimo i disagi e le attese in coda.

Il futuro prossimo venturo sarà davvero come lo descrive IBM? Le quotazioni sono a suo sfavore: innumerevoli sono le previsioni non avveratesi sulla morte delle interfacce tradizionali, la comunicazione arricchita da ogni genere di artificio visivo e i computer nei tostapane. La stessa Big Blue ne ha azzeccate ben poche, prova ne sia la “bolla” dei metamondi tridimensionali che avrebbe dovuto rivoluzionare qualsiasi cosa (il lavoro, l’interazione, la proprietà) ed è invece esplosa con il cambio di prospettive per le stranezze telematiche di Second Life.

Alfonso Maruccia

Punto Informatico