Il navigatore diventa social per arginare gli smartphone

20 dic 2011 · News ed Eventi

TomTom, leader del settore dei gps, introduce Twitter, Expedia e TripAdvisor sui suoi dispositivi. Un modo per rispondere alla crescente concorrenza dei telefonini con mappe. Ma quante distrazioni al volante… di RICCARDO BAGNATO

ANCHE il navigatore diventa social. A bordo dei nuovi TomTom sbarcano Twitter, Expedia e TripAdvisor. L’azienda leader nel settore dei navigatori per automobili corre così ai ripari e si adegua alle nuove tendenze. Volete avvisare i vostri amici che arriverete all’appuntamento per le 20? Due clic, una tastiera e potete avvertirli su Twitter. Se poi il traffico vi impedisce di arrivare in tempo, nessun problema: a ricalcolare in automatico l’ora di arrivo ci pensa il navigatore che comunicherà il ritardo.

Siete in viaggio, in Italia o all’estero, e avete bisogno di un albergo, di un ristorante, di un centro benessere o di un teatro? Le nuove funzioni del navigatore sviluppate insieme a Expedia e TripAdvisor sono quelle che fanno per voi: commenti e recensioni, fornite da una folta comunità di utenti, per scegliere il locale più adatto e, soprattutto, le indicazioni stradali per raggiungerlo.

Navigatore o smartphone? “Il nostro maggior concorrente in questo momento non sono i vari iPhone o Galaxy, ma la crisi economica”, confessa Paolo Bocca, responsabile settore automotive TomTom, in occasione del lancio del nuovo prodotto. E in effetti: come giustificare altri 350 euro  –  tanto è il costo del nuovo modello di navigatore Go Live 1005 World  –  oltre a quelli spesi per l’eventuale telefono di ultima generazione? Ma Bocca chiarisce subito: “Noi non crediamo nella cosiddetta convergenza di tutte le funzioni in un unico prodotto”. Come a dire: non aspettatevi di avere

un giorno in un unico oggetto tutte le funzioni o soprattutto che queste siano affidabili. E aggiunge: “In realtà TomTom non sarà mai un telefono. Ma non è più semplicemente un navigatore. E’ uno strumento che aiuta a pianificare meglio e in modo accurato le proprie giornate”.

Convergenza o no, rimane il fatto che molti nuovi smartphone presentano funzioni di navigazione di facile lettura e utilizzo, adatte per la maggior parte delle esigenze. E che l’annuncio in pompa magna di TomTom, sempre più social e sempre più multitasking, se da un lato punta a soddisfare le richieste dei propri clienti, dall’altro sembra guardare con qualche timore al crescente successo dei cosiddetti telefoni “intelligenti”.
Dev’essere anche per questo che, negli ultimi anni, le maggiori soddisfazioni dell’azienda provengono non tanto dal mercato consumer, ma dagli accordi siglati con Fiat e Renault per lo sviluppo e la fornitura di navigatori preinstallati sulle autovetture. “Siamo molto contenti. E’ vero”, conclude Bocca. “In questo modo possiamo convincere più facilmente i clienti che il navigatore è il navigatore, il telefono è il telefono, e che quest’ultimo non potrà mai fornire servizi e informazioni accurate come le offriamo noi. Semplicemente perché né le infrastrutture né il prodotto sono in grado di farlo”.

Uno strumento per ridurre il traffico. Parole che sembrano confermate guardando quanto sta sviluppando un’altra divisione della stessa azienda, la TomTom Licensing: la società fornisce ad altri enti privati o alle pubbliche amministrazioni mappe digitali molto accurate e il relativo traffico in tempo reale. Così come lo storico su cui poter elaborare studi, ma anche servizi al cittadino.

Il sistema è complesso e l’affidabilità è garantita da un sistema di monitoraggio sui 45 milioni di dispositivi venduti e attivi in Europa che, finora, hanno consentito la raccolta di 5mila miliardi di posizioni storiche anonime ricavate dalle rotte dei veicoli stessi. A questi dati vengono poi incrociati quelli raccolti dalle sim telefoniche Vodafone presenti sul percorso monitorato. Un accordo fra TomTom e l’operatore telefonico permette infatti a quest’ultimo di sapere, sempre in modo anonimo secondo l’azienda, la posizione dei cellulari con maggiore precisione rispetto ai 300-1000 metri circa di raggio a cui si è abituati (le cosiddette “celle”), riducendolo a poche decine di metri. In cambio, Vodafone fornisce carte sim realizzate apposta ai navigatori TomTom. Grazie alle informazioni raccolte, TomTom Licensing infine è in grado di fornire i profili storici di velocità del traffico e un’analisi delle strade più congestionate. Dall’azienda fanno sapere che un sistema evoluto di questo genere potrebbe consentire in futuro di ridurre i tempi di viaggio fino al 15%. E questo per via dei percorsi alternativi che lo strumento può offrire evitando e diminuendo il traffico.

Il navigatore alla prova dei fatti. Ma veniamo all’oggetto dei desideri. Il nuovo Go Live 1005 World è munito di una memoria interna da 8 GB e un Fluid Touch screen. Uno schermo, cioè, che permette di spostarsi da una applicazione all’altra più o meno come si farebbe su uno smartphone come l’iPhone, ma con qualche (significativa) limitazione. All’acquisto viene fornito con un anno di servizi LIVE gratis, tra cui il servizio HD Traffic, per evitare contrattempi durante la guida, grazie alle informazioni in tempo reale sul traffico. In generale, però, l’interfaccia risulta datata e poco fluida: diversi i passaggi necessari per ottenere le informazioni desiderate, solo in parte sostituibili con il controllo vocale (limitato a un centinaio di comandi riconosciuti). In aggiunta, per poter utilizzare le nuove funzioni, come ad esempio Twitter, è consigliato (caldamente consigliato) di fermarsi o di accedervi prima di salire in macchina. E questo per non incorrere in qualche distrazione durante la guida, vanificando in parte il vantaggio di averla a disposizione sul navigatore. Rimane invece indiscutibile la precisione e l’affidabilità delle informazioni per quanto riguarda percorso e traffico, ma ancora una volta la domanda è sempre la stessa: smartphone o navigatore? Se proprio per iPhone, ad esempio, è disponibile un’applicazione ad hoc dal costo ben più contenuto (dai 31 agli 89 euro)? E’ di nuovo Paolo Bocca a rispondere con una battuta: “Con il navigatore si può andare da Siracusa a Capo Nord senza pagare un euro in più. Con il cellulare munito dell’eventuale app costerebbe una follia, per via del roaming, e cioè delle tariffe telefoniche applicate all’estero”. Conducente avvisato, conto in banca salvato.

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