Il nuovo iPad 2 alla prova Ora è un vero computer

8 mar 2011 · News ed Eventi

Il nostro test in anteprima del nuovo tablet della mela bianca. Più prestazioni e meno peso, e la potenza necessaria a gestire più applicazioni complesse simultaneamente. Con un accessorio già di culto… dal nostro inviato TIZIANO TONIUTTI

LONDRA – A vederli insieme in apparenza non ci sono differenze ma basta abbassare un po’ lo sguardo per distinguere tutti i particolari che dividono il nuovo iPad dalla precedente generazione. Ma questi oggetti sono fatti per essere toccati e manipolati, e qui il salto generazionale è ancora più evidente. Il nuovo iPad è sensibilmente più sottile del “vecchio”, ed è una differenza che si apprezza maneggiandolo per qualche minuto. Le dimensioni ottimizzate portano in dote l’altra caratteristica fisica di rilievo, il peso. I diversi grammi in meno del nuovo tablet significano una maneggevolezza finora mai vista per un oggetto di queste caratteristiche. Che ora è anche più potente, e se già prima poteva essere considerato un sostituto di un portatile, adesso ci sono ancora meno dubbi. iPad 2 non è un nome appropriato. A questo nuovo oggetto del desiderio calzerebbe la definizione di ipad air, tanto è fisicamente meno presente del modello precedente.

In uso. L’eperienza di utilizzo della seconda generazione rispetto al primo iPad è familiare e insieme diversa. Anzitutto, iPad 2 è più veloce e nell’uso come strumento di lavoro, le maggiori prestazioni si avvertono decisamente. Le applicazioni come Pages e Numbers lavorano meglio in multitasking, e poi ci sono le due app multimediali, iMovie e Garageband, che con il nuovo hardware vanno a nozze. Montare un video su iMovie è un’operazione sorprendentemente semplice, è sufficiente

lanciare l’applicazione, scegliere i clip video anche tra quelli girati con ipad stesso, deciderne la durata allungandola o accorciandola con due dita, e poi trascinarlo nella timeline. Aggiungere effetti e transizioni, oltre che
tracce audio o video, è solo una questione di scegliere, toccare e trascinare. Finalizzare un video e condividerlo sui social network o youtube è anche questa operazione ridotta a un unico tocco. Su iPad, iMovie è un’applicazione efficace e di livello e, vista la complessità del programma, fin troppo semplice da usare. Garageband è invece una app per realizzare musica che va oltre il semplice registratore multitraccia. Mette a disposizione dell’aspirante rockstar otto piste audio e quasi ogni tipo di strumento, con suoni di buon livello e possibilità di intervento su suoni e parametri inedita per un’applicazione mobile. Interessanti gli smart instrument, strumenti musicali che si adattano in maniera intelligente alle idee del musicista, o meglio alla loro mancanza. Garageband è a metà tra un gioco e un sequencer, ma in fondo nella lingua di Steve Jobs significa sia “giocare” che “suonare”.

L’aggiunta delle fotocamere e di Facetime aggiunge una dimensione all’oggetto che ora è anche un mezzo di comunicazione. Facetime nello specifico funziona molto bene su iPad, l’immagine dell’interlocutore è nitida anche a tutto schermo e la conversazione è veloce. Divertente la possibilità di spostare toccandola la propria finestrella cameo, che l’utente sull’altro dispositivo vedrà ingrandita.

La smart cover. Oltre a iPad 2, la trovata di Apple stavolta si chiama smart cover, la custodia intelligente. Un oggetto che inevitabilmente farà tendenza, perché anche di questo si occupa Apple. Addio vecchio involucro pieno di ditate e nero spento, la smart cover è una copertura ad aggancio magnetico, che si stende sullo schermo dell’iPad e si attacca ai bordi, attenzione, solo di iPad 2. Tramite un sistema di listelle ripiegabili, è possibile utilizzarla come proteggi schermo, come piano inclinato o verticale per lavorare o guardare un film, e anche ripiegandola a metà come supporto per la mano, per
scattare foto o girare video. Un acquisto praticamente obbligato, e Steve Jobs lo sa.

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