Il Web cambia: non solo ‘.it’, ‘.com’, arrivano nuovi domini

24 giu 2011 · News ed Eventi
Il Web cambia: non solo '.it', '.com', arrivano nuovi domini

di Vittoriano Vancini
Non più solo “.com”, “.org”, “.net”, o anche i più nuovi “.biz” e “.museum”. Internet si appresta a dare il benvenuto a tutta una serie di “nomi a dominio”, i suffissi con cui terminano gli indirizzi dei siti, che conterranno anche il nome di aziende, oppure di intere categorie “in qualunque lingua o carattere”. Il consiglio di amministrazione dell’Icann, l’ente non-profit che gestisce i domini di Internet, nella sua riunione annuale a Singapore ha infatti approvato praticamente all’unanimità questa apertura, definita “storica” dagli esperti. “La decisione odierna aprirà le porte ad una nuova era su Internet – ha detto Peter Dengate Thrush, che dal 2007 ha preso il posto di Vinton Cerf, uno dei padri di Internet, alla presidenza dell’ICANN. – Abbiamo creato una nuova piattaforma per la creatività della prossima generazione della rete”. “Quest’apertura ai nomi di aziende e gruppi renderà più facile trovare informazioni sul web, ma apre anche un nuovo mercato – spiega l’ingegnere Anna Vaccarelli di Registro.it del CNR di Pisa -, sia per i gestori e rivenditori di domini che per lo stesso ICANN”. “Attualmente il sistema dei suffissi dei siti Internet – aggiunge – si basa su un doppio sistema, generico e nazionale.

Per l’Italia il CNR gestisce appunto il dominio nazionale ‘.it’. Il sistema dei nomi generici è quello dei classici ‘.com’, ‘.net’ e ‘.org’ creati più di 26 anni fa, ai quali si sono aggiunte qualche anno fa estensioni ‘sponsorizzate’, promosse cioé da alcune comunità o categorie, come ‘.biz’, ‘.museum’. La decisione dell’ICANN è il frutto della discussione durata due-tre anni sulla possibilità di aprire il mercato a singole aziende o gruppi”. “Queste nuove estensioni – spiega l’esperto del CNR – potranno però essere promosse solo da aziende o gruppi che abbiano accanto un organismo tecnico in grado di gestire questi domini e l’ICANN dovrà essere convinta della solidità sia tecnica che finanziaria del dominio. Ma anche del diritto dell’azienda stessa ad usarlo. Un caso potrebbe essere quello della Apple, da molti ritenuto troppo generico e che potrebbe essere rivendicato anche dai produttori di mele per esempio”. L’interesse per questo tipo di estensioni, che andranno ad aggiungersi a quelle esistenti, è però già vivo “Mercedes, Fiat, Barilla o marchi di questo tipo potrebbero essere interessati, ma già da tempo grandi città come New York e Londra hanno manifestato interesse per un loro suffisso. Si è parlato anche di un ‘.Roma’ o ‘.Rome’. Ma la prospettiva più probabile è quella di avere gruppi di aziende che magari gestiscono un ‘.imprese’. Oppure un ‘.pizza’. Le possibilità sono numerose”, conclude l’ing. Vaccarelli. L’ICANN, comunque, comincerà ad accettare le richieste dei nuovi suffissi solo dal prossimo 12 gennaio e, per la prima tranche, fino al 12 aprile successivo.

News di Tecnologia – ANSA.it