Internet Explorer 6, Microsoft lo vuole morto

11 mar 2011 · News ed Eventi

Nuova campagna di sensibilizzazione del colosso di Redmond sulla necessità di abbandonare il decrepito browser web. Per liberare Internet da un retaggio ingombrante

Roma – Internet Explorer 6 deve sparire una volta per tutte, e per meglio ribadire il concetto è la stessa Microsoft a dare il la a una nuova campagna di “sensibilizzazione”, con tanto di conto alla rovescia verso l’irrilevanza del browser web più arcaico oggi in circolazione.IE6 count down intende “dire addio” a un browser web rilasciato 10 anni fa, con l’obiettivo dichiarato di “osservare l’utilizzo di Internet Explorer 6 scendere a meno dell’1 per cento in tutto il mondo”. In tal modo, dice Microsoft, “un maggior numero di siti web può scegliere di eliminare il supporto per Internet Explorer 6, risparmiando ore di lavoro per gli sviluppatori web”.

Il “count down” della nuova campana a morto di IE6 è attualmente fisso al 12 per cento (dati aggiornati a febbraio 2011), con picchi “positivi” dei paesi nordeuropei (Norvegia e Finlandia allo 0,7), nazioni avanzate nella media (USA a 2,9, Italia 3,3) e situazioni disastrose come la Cina, dove IE6 è ancora utilizzato dal 34,5 per cento dei netizen.

Microsoft si dice consapevole del fatto che “potrebbe non essere possibile stabilire un numero magico per quando gli sviluppatori web e i professionisti dell’IT potranno eliminare il supporto per i vecchi browser”: nondimeno, quando sarà sceso al di sotto della soglia psicologica del 1 per cento, IE6 dovrebbe finalmente diventare “una bassa priorità” per lo sviluppo di codice di supporto dedicato.

Alfonso Maruccia

Punto Informatico



  1. 20 milioni di download per Internet Explorer 9
  2. Firefox supera Internet Explorer
  3. Internet Explorer 9, polemiche sui numeri
  4. Presentato il nuovo Internet Explorer 9, a breve si potrà scaricare
  5. Nokia-Microsoft vs Google e Apple
  6. Nokia-Microsoft per nuovo smartphone
  7. HTML5 Labs, Microsoft gioca coi prototipi
  8. Microsoft e Google, il bug della discordia
  9. Internet: studio Ue, giovani a rischio