Italia, boom del tablet ma per i netbook è tracollo

6 ago 2011 · News ed Eventi

Nel nostro paese è crescita esponenziale di iPad e affini. Un successo che non riesce a compensare il calo dell’intero settore computer. Con i piccoli portatili low cost che pagano il prezzo più alto di ALESSANDRO LONGO

GLI ITALIANI si sono innamorati dei tablet come l’iPad di Apple, ma non basta a consolare i produttori di computer: gli ultimi mesi sono stati terribili per loro. “Mai come questa volta il settore ha evidenziato segni negativi in quasi tutte le tipologie di prodotti di cui è composto, ovvero tablet, pc desktop, notebook, netbook”, si legge infatti in un rapporto appena pubblicato dalla società di ricerca Sirmi. Le vendite di computer sono calate del 13,7 per cento, nel secondo trimestre 2011, rispetto allo stesso periodo del 2010. Sono state infatti di 1,421 milioni di unità, di cui ben 190 mila tablet: è un balzo del 154 per cento sul secondo trimestre 2010. Idem per i fatturati: quello del settore è calato del 10,3 per cento, in Italia, a quota 624,8 milioni di euro; ma è salito del 144,2 per cento nel caso dei tablet. Questa è una tipologia di prodotti dove è ancora dominante l’iPad, ma cominciano ad affermarsi prodotti alternativi, dotati di sistema operativo Android.

Altra notizia è che tramonta definitivamente la moda dei netbook, versione low cost, poco potente e leggera dei computer portatili. E’ tracollo: vendite ridotte del 57,2 per cento (a 153 mila unità), soprattutto per via del successo dei tablet; mentre i notebook calano del 10,2 per cento e i desktop del 13,6 per cento. In generale

le perdite maggiori (per notebook e desktop) riguardano le vendite ai consumatori. Il calo sul mercato aziendale è più limitato.

Lo studio del Sirmi è coerente con le stime pubblicate dall’osservatorio internazionale Gartner la settimana scorsa. Nel secondo trimestre 2011, le vendite di computer nel mondo sono aumentate appena del 2,3 per cento, dopo i forti aumenti dei quattro anni precedenti. A soffrire di più, secondo Gartner, è l’Europa Occidentale e soprattutto quella meridionale. Il motivo qui da noi è la debolezza della domanda residenziale: in altre parole “i consumatori riducono la spesa per via dell’incerta situazione economica”, dice Ranjit Atwal, analista di Gartner.

Comprano più tablet, è vero, ma non abbastanza per compensare il calo di altre tipologie di computer. “L’interesse nei tablet si sta traducendo soprattutto nel mancato acquisto di computer portatili e netbook”, continua. Gli utenti preferiscono aspettare, quindi. Un po’ per via della crisi e un po’ perché è lo stesso mercato a essere incerto. “E’ in una fase di sistemazione verso nuovi equilibri- continua Atwal. I computer smetteranno presto di essere prodotti tutto fare e saranno sempre più specializzati”. Gartner prevede un futuro a breve in cui non si useranno più computer come li conosciamo ora, ma si avrà una molteplicità di terminali iper specializzati. Gli utenti li combineranno assieme, a seconda delle esigenze del momento.

Gli stessi tablet sono arrivati da poco e ben presto si avranno modelli molto più evoluti e differenziati di quelli usciti finora. Portafogli a parte, può avere senso quindi aspettare. Di contro, le aziende hanno invece smesso di attendere e ora, nel mondo, si avviano a sostituire i vecchi pc, nota Gartner. Hanno rimandato finché hanno potuto, per via della crisi, ma ora non possono più farlo: preparano l’abbandono in massa di Windows Xp.

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