Italia, Parlamento a dati aperti

2 gen 2012 · News ed Eventi

Informazioni rilasciate con licenza Creative Commons. E pronte per essere date in pasto a grafici e fogli di calcolo. Anche la Camera dei Deputati si unisce al movimento Open Data

Roma – Anche la Camera dei Deputati apre agli Open Data. Centro dell’operazione è il sito Dati.camera.it, piattaforma di pubblicazione e condivisione delle informazioni sull’attività e gli organi della Camera che segue quanto già fatto dal Governo con Dati.gov.it.Al suo interno si trovano informazioni relative a deputati, organi e gruppi parlamentari, lavori parlamentari dalla I Legislatura del Regno di Sardegna a quella che precede quella corrente. Questi possono essere liberamente scaricati e utilizzati da chiunque in ogni momento, nel rispetto della licenza di distribuzion scelta: CC BY SA (Creative Commons con attribuzione e obbligo di condivisione allo stesso modo).

I dati sono stati caricati sul sito utilizzando descrittori semantici che permettono di “far emergere i collegamenti tra le risorse, correlandole in base al loro significato, e in modo tale da sfruttare per esempio funzioni strutturate, grafici e altre forme di aggregazione per farne comprendere il senso”: ovvero, sono facilmente impiegabili per realizzare analisi statistiche ed estrapolazioni grafiche dell’attività parlamentare. Inoltre sono disponibili in diversi formati, da xml a semplici file di testo.

Disponibili inoltre già le prime applicazioni: “Atlante istituzionale”, che è una mappa interattiva che localizza i luoghi di nascita dei vari Presidenti della Repubblica, del Consiglio, del Senato e della Camera del Regno d’Italia, e “Mappa delle elezioni nel Regno d’Italia” che contiene i risultati elettorali nei singoli collegi delle elezioni per la Camera dei deputati, fino alla XXIV Legislatura Del Regno d’Italia.

Il movimento open data per la pubblica amministrazione ha ricevuto la spinta di un movimento creatosi ad hoc e della UE, interessata a creare un rapporto diretto tra cittadini e istituzioni attraverso la trasparenza. In Italia ci sono già stati in passato casi simili di apertura delle banche dati governative, ad esempio in Piemonte.

Claudio Tamburrino

Punto Informatico