Italiani poco attenti sul web il 16% è stato vittima di raggiri

26 lug 2011 · News ed Eventi

Uno studio rivela la scarsa propensione degli utenti del web nel nostro paese, e la poca consapevolezza dei rischi che si corrono trascurando misure di protezione basilari. E le cifre del cybercrimine e dei furti di identità crescono

ROMA –Numeri che fanno riflettere. Secondo un’indagine sui comportamenti degli utenti internet italiani condotta da Cpp, multinazionale specializzata nella sicurezza dei dati personali, il 16% degli utenti ha subito almeno una volta la violazione dell’accesso ai vari servizi web. All’interno di questa percentuale, nel 35% dei casi si registra un danno. Proteggersi da attacchi, spam e scam è ormai una priorità per il navigatore del web, e come sempre l’informazione e la prevenzione sono i metodi migliori.

Posta, chat, social. Il 30% degli intervistati ha lamentato l’uso fraudolento dell’account di posta elettronica, messenger (o altre web chat) o del proprio social network. Il 2% ha subito danni economici limitati a 100 euro, mentre per 3 intervistati su 100 i danni sono stati contenuti entro i mille euro. Tra i mille e i 5 mila euro sono stati i danni economici per il 2% del campione, mentre solo l’1% ha subito danni superiori ai 5 mila euro.

Password, cambiarle fa bene. Secondo l’indagine, il 42% degli utenti internet intervistati non modifica mai, a meno che non sia obbligato a farlo, le password di accesso ai servizi e-mail e home banking, mentre l’11% lo fa a cadenza annuale o più lunga. Comportamenti che possono favorire, almeno in parte, la violazione dei propri account internet. “Cambiare frequentemente le password – spiega Walter Bruschi, amministratore delegato di Cpp Italia – è sola una delle attenzioni da avere per tutelarsi dalle truffe. Per incrementare il

livello di sicurezza è però meglio utilizzare password diverse per ogni tipo di accesso. Se, infatti, un malintenzionato entrasse in possesso della nostra unica password avrebbe accesso anche a tutti gli account internet. Si rischierebbe, quindi, di subire non solo un danno patrimoniale ma anche il furto di identità, un tipo di frode che si sta espandendo anche in Italia”.

A mostrare una maggiore consapevolezza dei pericoli che si possono correre navigando in Internet è il 17% degli intervistati che modifica le proprie password una volta al mese. Il 18% cambia i codici di accesso ai servizi internet utilizzati almeno ogni tre mesi, mentre il 12% lo fa due volte l’anno. Ma il 14% degli intervistati utilizza una sola password per tutti i tipi di accessi a internet, dall’home banking ai social network, mentre il 13% ne usa 2: una per gli accessi ai servizi finanziari e un’altra per il “tempo libero”. Un 47% di utenti utilizza una password diversa per ogni accesso, mentre potrebbe fare qualcosa in più per la propria sicurezza il 25% di intervistati che ne alterna da 2 a 3, per i vari servizi internet con accesso riservato. Il 31% degli intervistati rivela la propria password a terze persone, soprattutto a moglie (25%) e figli (8%), mentre 76 persone su 100 ammettono di dimenticare il codice di accesso ai servizi internet, ma solo al 6% degli intervistati è una cosa che capita spesso.

Furti di identità. Impossessandosi di credeziali e quindi di identità altrui, il malvivente di turno può fare acquisti rateali o richiedere finanziamenti a nostro nome. Dimostrare successivamente estraneità ai fatti, e ottenere i rimborsi delle somme sottratte, richiede l’intervento di diverse figure professionali e soprattutto tempi piuttosto lunghi. Contro questo tipo di frode ci si può tutelare sottoscrivendo servizi di protezione dei dati personali e software che rendano più sicura la navigazione”.

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