Jovanotti, Fiorello e Francesco: gestire il dolore su Twitter non è un gioco

28 dic 2011 · News ed Eventi

Quel che rimane, di tutte le cose lette e viste in tv e su internet è la morte di un ragazzo. Francesco Pinna aveva 20 anni, studiava e faceva tutte le cose che un giovane fa. Certamente ascoltava musica, ma se nel suo ipod avesse pezzi di Jovanotti non lo sappiamo. Eppure Francesco per Lorenzo Cherubini, in arte Jovanotti, lavorava come operaio, a 5 euro l’ora, per costruire il palco che avrebbe ospitato a Trieste il concerto del cantante. Ma il giovane è caduto dall’impalcatura ed è morto, il concerto non c’è stato e il tour di Jovanotti sospeso.

Prima dei telegiornali e delle riviste, a diffondere la notizia è stato internet ed i social network, primo fra tutti Twitter. Perché Jovanotti è una delle Twitter-star italiane, perché ha amici del calibro di Fiorello (anch’esso star sul social network) e perché le sue canzoni sono la colonna sonora di molti giovani che con le piattaforme social stanno crescendo e comunicano. E così, chi di Twitter è seguace come la sottoscritta, siamo stati spettatori e protagonisti di uno show virtuale imbastito di dispiaceri ambigui, tweet romantici come il “tesoro ti sono vicina” che ha scritto una fan al cantante ed altre testimonianze del genere. Mi chiedo se questo sia sufficiente per scagionare una morte, per gestire il dolore di una perdita, per passare oltre ad una tragedia che, come gli altri numerosi decessi sul mondo del lavoro, non hanno spesso un colpevole.

E Fiorello, inventore (per molti ma non per tutti) del più grande spettacolo del mondo dopo il weekend, non ha ci risparmiato di una gaffe, twittando un messaggio pubblico all’amico Jovanotti in cui si dichiarava dipiaciutissimo, non per Francesco Pinna e la sua famiglia, ma per il cantante:
«Saputo adesso!! Mi dispiace tantissimo… Ti abbraccio forte Lorenzo!».
La solidarietà fra colleghi è sempre un gesto ammirevole, ma lo sbaglio è dietro l’angolo, quando un personaggio popolare come la star siciliana dimentica che il morto ha un nome e cognome.
Dopo una mezz’ora, Fiorello ci mette una pezza e con «Non sapevo del ragazzo morto!! Mi unisco al dolore dei familiari» e poi «Nooo, 20 anni…» risale la china, ma non basta.

Nel prossimo album di Jovanotti troveremo di certo un pezzo dedicato a Francesco Pinna. Nel frattempo ci aspettiamo che le nostre Twitter-star prendano lezioni di social network education: gestire il dolore su Twitter e Facebook non è un gioco da ragazzi.

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