Kodak dichiara bancarotta

24 gen 2012 · News ed Eventi

La società statunitense fondata da Eastman è sull’orlo del baratro e punta tutto sulla proprietà intellettuale

Il 2012 doveva essere l’anno dell’inversione di tendenza, confermato anche dalle dimensioni dello stand al Ces di Las Vegas. Si apre, invece, per Kodak, con la decisione più difficile: la richiesta di bancarotta assistita e il ricorso al Chapter 11, parte della legge fallimentare statunitense che prevede l’entrata in una sorta di regime di amministrazione controllata nel tentativo di sanare il debito. Nei prossimi mesi le sorti, o meglio la sopravvivenza, della società fondata nel 1892 a Rochester da George Eastman saranno affidate al responsabile della ristrutturazione Dominic DiNapoli, vicepresidente di Ft Consulting arruolato per sbrogliare la matassa, e potranno contare su 950 milioni di dollari di finanziamenti messi sul piatto da Citigroup. La delicatissima situazione coinvolge per ora solo la casa madre a stelle e strisce e gli uffici europei, compresi i quattro nostrani, continueranno a dialogare normalmente con clienti e fornitori.

Durante l’anno in corso, il simbolo della fotografia alla portata di tutti, al grido di ‘Voi premete il pulsante, noi facciamo il resto’, dovrà tamponare l’emorragia da 6,75 miliardi di dollari di debito, a fronte di asset per  5,1 miliardi, e tornare a camminare sulle proprie gambe in modo profittevole. Per farlo, il gruppo guidato da Antonio Perez ha già operato uno snellimento della struttura societaria, nell’ottica di una riduzione dei costi di amministrazione, e continuerà a trattare al tavolo dei brevetti. È la proprietà intellettuale delle tecnologie alla base dei clic di tablet e smartphone l’arma in più di Rochester. Sul piatto dalla scorsa estate 1100 documenti per i quali non è ancora stato trovato un acquirente e che si stima possano valere dai 2 ai 3 miliardi. Al contempo, Kodak ha costellato la sua storia recente di denunce ai marchi che producono i gingilli sopracitati: l’ultima in ordine di tempo coinvolge Samsung, alla quale il gruppo di Perez ha già spillato 500 milioni nel 2008 e al cospetto della quale torna a batter cassa in seguito al lancio dei Galaxy Tab. Nel mirino anche Apple, Htc, Lg e Rim, società che con la loro prepotente entrata nel settore degli scatti digitali hanno a messo a dura prova il business del pioniere, giusto ieri citavamo una ricerca sul declino delle compatte per questo motivo. Fra le soluzioni citate dagli avvocati Kodak, la cattura di immagini per il trasferimento via mail.

Una sfida, quella del digitale, persa in termini di innovazione e lancio di nuovi prodotti, nonostante rappresenti i tre quarti del reddito di Kodak, come lo è quella nel segmento delle stampanti a getto d’inchiostro (solo 2,6% del mercato), sul quale l’ex Hp Perez puntava molto.

wired – Wired.it