LibreOffice, verso la nuvola e mobile

26 ott 2011 · News ed Eventi

La suite di produttività FOSS si prepara a fare il grande balzo. Con versioni specifiche per Android e iOS. E il futuro fa rima con cloud computing. Ma che fine ha fatto OpenOffice?

Roma – Approfittando dell’infusione di fiducia sperimentata in questo primo anno di attività, The Document Foundation(TDF) rivela i nuovi ambiziosi piani per aumentare ancora di più la diffusione e la popolarità di LibreOffice: la suite di produttività open source dovrebbe presto comparire anche su piattaforme mobile, per non parlare della versione online ospitata tra le nuvole del cloud computing.TDF ha colto l’occasione della conferenza LibreOffice di Parigi per annunciare importanti novità, prima fra tutte la decisione del governo francese di adottare la suite su mezzo milione di PC Windows in dotazione alle sue agenzie. Si tratta di un incremento del 5 per cento sull’utenza Windows complessiva di LibreOffice, rivela TDF.

Per quanto riguarda le versioni Android e iOS della suite, poi, a occuparsi dell’impegnativo porting è lo sviluppatore Tor Lillqvist: tra i problemi da affrontare e risolvere c’è la necessità di creare un’interfaccia specifica per ogni OS mobile pur mantenendo il codice base uguale per tutte le versioni della suite. I tempi non sono esattamente brevissimi, visto che si parla del 2012 o al più tardi del 2013.

Oltre il mobile c’è il web, anzi il cloud computing: LibreOffice Online girerà in un browser web sfruttando l’elemento Canvas dello standard HTML5, anche se TDF non chiarisce chi dovrebbe accollarsi i costi dell’infrastruttura necessaria a gestire una suite di produttività telematica completa e accessibile a tutti.

Sia come sia, il futuro di LibreOffice appare roseo e ricco di novità. Lo stesso purtroppo non si può dire di OpenOffice.org, progetto da cui ha avuto origine ilfork di TDF: Apache Foundation (attuale responsabile della gestione della suite ex-Sun ex-Oracle) professa ottimismo, mentre gli sviluppatori originali chiedono donazioni per far andare avanti lo sviluppo.

Alfonso Maruccia

Punto Informatico