Sanità 2.0, si parte dalla dematerializzazione

5 lug 2011 · News ed Eventi

La dematerializzazione dei documenti clinici, dopo una prima fase di introduzione in alcuni ambiti aziendali, sta rapidamente percorrendo il proprio ciclo di vita, portandosi in una decisa fase di sviluppo, come si evidenzia dalla crescita a due zeri negli investimenti legati a questo ambito ed in particolare nelle soluzioni di conservazione sostitutiva.

 


Lo sviluppo delle tecnologie informatiche e la loro progressiva diffusione nel tessuto aziendale, in qualunque settore economico queste operino, ha forzato le imprese a considerare gli effetti conseguenti alla gestione dei  “documenti informatici” che si differenzia significativamente dal tradizionale approccio seguito con il documento cartaceo nelle diverse fasi di produzione, sottoscrizione, trasmissione e archiviazione. Contemporaneamente è diventato di patrimonio comune in ambito organizzativo il termine “Dematerializzazione”, inteso come la “tendenza alla sostituzione della documentazione solitamente cartacea in favore del documento informatico”.
La Ricerca dell’Osservatorio ICT in Sanità della School of Management del Politecnico di Milano (evidenzia come l’impatto di questo ambito di innovazione sia fortemente presente anche nel settore sanitario, che vede una progressiva crescita degli investimenti ICT legati alla dematerializzazione dei documenti sanitari, e specificamente delle soluzioni per la Conservazione Sostitutiva, su cui si rileva un elevato trend di crescita degli investimenti nei prossimi tre anni (112%).

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A fronte di investimenti negli ultimi tre anni limitati (inferiori a 50.000 € nel 70% dei casi), l’evoluzione prevista mostra, infatti, un crescente numero di strutture sanitarie che faranno, nei prossimi tre anni, investimenti su sistemi per la Conservazione Sostitutiva; si passa, da una percentuale del 39% di aziende che negli anni precedenti non avevano fatto investimenti in tale area ad una percentuale del 5%. Contemporaneamente cresce anche l’investimento medio effettuato: gli investimenti superiori ai 100.000 € passano dal 10% al 29%.

 

 

Nonostante questa crescita di investimenti, la Direzione Strategica vede la Conservazione Sostitutiva ancora come un ambito problematico, con una rilevanza inferiore alla gran parte degli altri ambiti d’innovazione. Se da un lato sono evidenti i benefici di queste soluzioni ICT in termini di efficienza – in particolare per quanto riguarda la riduzione dei costi delle risorse fisiche (archivi, documenti, ecc.), delle inefficienze dei processi interni che non impattano sul paziente (ad esempio la migliore accuratezza e la completezza nella gestione dei dati) e sulla semplificazione dei processi – ancora non si può dire lo stesso per quanto concerne benefici più legati all’efficacia delle prestazioni e alla qualità percepita dai cittadini.

A prescindere dalle considerazioni possibili analizzando i dati quantitativi emersi dalla Ricerca, resta indubbio il fatto che la gestione elettronica dei flussi documentali scambiati all’interno e all’esterno delle strutture sanitarie appaia, agli occhi di tutti gli attori coinvolti nei processi decisionali legati all’ICT in questo settore, come uno dei momenti centrali nel processo di cambiamento della Sanità.

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La corretta impostazione di tutti gli aspetti organizzativi e tecnico-giuridici indotti dalla dematerializzazione risulta, inoltre, prerequisito essenziale per lo sviluppo di molteplici ambiti ICT oggi al centro dell’attenzione, come la Cartella Clinica Elettronica, il Fascicolo Sanitario Elettronico, i referti online e i certificati medici digitali.

 

 

http://www.ictbusiness.it/cont/scenario/la-sanita-2-0-si-parte-dalla-dematerializzazione/26967/1.html