Smartphone, crollo di Nokia Anche Samsung la sorpassa

12 ago 2011 · Uncategorized

La multinazionale finlandese perde sempre più terreno nel settore che aveva dominato per 15 anni. Sopravanzata da Apple e ora anche dal colosso coreano. Colpa del successo dell’iPhone e dell’ascesa di Android  di JAIME D’ALESSANDRO   

ROMA –Continua la discesa della Nokia, un tempo dominatrice assoluta del mercato dei cellulari e sinonimo di innovazione a affidabilità. Dopo il sorpasso da parte della Apple, prima in termini di utili poi di smartphone venduti, ora anche Samsung sembra averla sopravanzata. Parliamo ovviamente di cellulari evoluti, quelli stile iPhone per intenderci. Gli stessi che, stando alla società di ricerca International Data Corporation (Idc), cresceranno del 55 per cento entro la fine del 2011: oltre 472 milioni di dispositivi venduti contro i 305 dello scorso anno. Settore strategico quindi, perché rappresenta il segmento di maggior peso nella telefonia mobile del futuro.

Ebbene, in questa guerra il colosso finlandese sta evidentemente perdendo una battaglia dopo l’altra. Strategy Analytics, altra firma nelle raccolta dati sulla tecnologia di consumo, parla di un mercato in mano alla Apple e al suo iPhone per il 19 per cento nel secondo quarto di quest’anno, rispetto al 14 dello stesso periodo del 2010. Samsung avrebbe invece fatto un vero e proprio balzo, passando dal 5 per cento al 18. Segue la Nokia, crollata dal 38 al 15 per cento, malgrado mantenga il primato fra i produttori di cellulari “normali” con il 25 per cento che era il 35 nel 2010. Merito, nel caso della Samsung, dell’adozione di Android di Google, sistema operativo che dal 2008 a oggi sta diventando lo standard di

riferimento.

VIDEO Il boom di Android

“Cambiano le abitudini dei consumatori”, spiga Kevin Restivo della Idc. “Non si tratta più di telefonare e mandare messaggi, ma di dispositivi che permettono di navigare sul web, fare shopping, controllare la posta. E la loro crescita è impressiona in particolare nel mercati emergenti, dall’Asia all’America Latina, dove l’ascesa degli smartphone è solo all’inizio e dove il loro numero aumenterà in maniera esponenziale nel breve periodo”. Tanto che si parla di poco meno di un miliardo di pezzi per il 2015.

Come spesso avviene a ogni rivoluzione tecnologica (basti pensare a quel che è accaduto nel campo dei televisori con l’avvento degli lcd che hanno segnato la fine del predominio della Sony) l’arrivo dell’iPhone e dei suoi cugini sta mutando radicalmente gli equilibri di questo settore. Con giganti ridotti al ruolo di comprimari (è già successo a Motorola) e cenerentole trasformate in star anche se a caro prezzo.

La Samsung ad esempio in termini di profitti netti è calata del 18 per cento, si legge sul Wall Street Journal, ma è riuscita a conquistare una fetta di mercato imponente con una politica sui prezzi molto aggressiva. Ufficialmente il numero di smartphone immessi sul mercato non è stato comunicato, ma stando alle stime si parla di 19.2 milioni di unità per la multinazionale coreana, contro i 20,3 di Apple e i 16,7 di Nokia. Strategy Analytics, si spinge oltre: Samsung avrebbe venduto fra i 18 e i 21 milioni di smartphone. Stima che, nella migliore delle ipotesi, farebbe dei coreani addirittura i leader di mercato, davanti alla compagnia di Steve Jobs.

A rovinare in parte la festa di Samsung e Android, ci pensa però una nota pubblicata dal sito Techcruch, voce di un certo peso in fatto di tecnologia. Fonti interne a vari produttori di cellulari dotati del sistema operativo marchiato Google, sostengono che il tasso di restituzione nei negozi sfiorerebbe per certi modelli il 40 per cento contro l’1,4 degli iPhone. La spiegazione? Essendo una piattaforma aperta e gratuita, non è sempre ottimizzata a dovere da chi costruisce gli smartphone, e il suo uso risulterebbe troppo complicato per tanti utenti.

Le stime però parlano chiaro. La Gartner, specializzata nell’analisi della telefonia mobile, prevede che Android raggiungerà il 38.5 per cento nel campo dei sistemi operativi per smartphone nel 2011 e il 48,5 nel 2012. Symbian della Nokia calerà dal 19,2 al 5,2 e una lieve discesa è in arrivo anche per iOs di Apple: dal 19,4 al 18,9 per cento. Qualche sorpresa potrebbe arrivare da Windows Mobile 7 di Microsoft, che la Nokia ha sposato di recente dovendo però licenziare settemila persone per mantenere un certo grado di competitività. Oggi Windows Phone ha una quota di appena il 5,6 per cento, ma dovrebbe raddoppiare nel 2012 e raggiungere il 19,5 per cento nel 2015. Un’ultima chance per la multinazionale di Espoo, o qualcosa che le somiglia.

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