Software batte hardware

12 mar 2011 · News ed Eventi

E’ nato prima l’uovo (l’hardware) o la gallina (il software)? Di certo la gallina batte di gran lunga l’uovo nella corsa alle prestazioni, sostengono i ricercatori

Roma – I progressi dell’hardware resi possibili dalla legge di Moore? Uno scherzo, almeno in confronto a quanto gli algoritmi software sono progrediti nel giro degli ultimi tre lustri. È quanto sostiene una ricerca commissionata dalla Casa Bianca, che prende in esame i risultati storici di un “benckmark standardizzato” e decreta: è il software il vero motore del progresso tecnologico moderno.

Nel rapporto consegnato alle autorità statunitensi si cita espressamente la legge di Moore, che sancisce il raddoppio di prestazioni ogni 18 mesi in proporzione al raddoppio dei transistor impiegati per la realizzazione di nuove CPU. Grazie alla legge di Moore, dicono i ricercatori, le capacità computazionali dei circuiti integrati sono cresciute di mille volte nel giro di 15 anni, ma nello stesso arco temporale la velocità di esecuzione degli algoritmi software è cresciuta di ben 43mila volte.

“L’ingegnosità infusa dai ricercatori informatici negli algoritmi ha portato a miglioramenti prestazionali che fanno sembrare banali persino le crescite esponenziali della legge di Moore”, dice il professore dell’Università di Washington Edward Lazowska.

Non si tratta solo di semplice crescita della forza bruta nel calcolo matematico, dice Lazowska, perché basta osservare i progressi sin qui ottenuti in campi come l’intelligenza artificiale, la comprensione del linguaggio naturale – chi ha detto Watson? – il riconoscimento vocale o visivo per rendersi conto di quanto il progresso tecnico debba agli algoritmi software.

Alfonso Maruccia

Punto Informatico