Software illegale, danno all’economia L’Italia perde così 7.500 posti di lavoro

18 nov 2011 · News ed Eventi

Microsoft alla prima edizione di Play Fair Day presenta i dati sulla pirateria dei software e quantifica l’impatto nelle economie locali e globali


di LAURA BONASERA

 

Software pirata e occupazione. Sarebbero 7.500 i posti di lavoro che l’Italia potrebbe guadagnare in quattro anni se solo riuscisse a ridurre del 10% l’utilizzo del software illegale. Lo ha annunciato oggi Microsoft in occasione della prima edizione di Play Fair Day, un’iniziativa globale per sensibilizzare l’opinione pubblica sull’importanza del software legittimo. I dati del primo studio firmato Microsoft evidenziano l’impatto economico dell’utilizzo di software illegale e le conseguenze per la concorrenza nelle economie in via di sviluppo. Significativo è il vantaggio che si avrebbe per l’erario con la lotta alla pirateria. Potrebbe, infatti, rientrare nelle casse dello Stato oltre 1 miliardo di euro. Ma i benefici dell’utilizzo del software docnon finiscono qui. Aumenterebbe, inoltre, di 4 miliardi di euro il volume d’affari per l’intero settore dell’Information Technology italiano.

Particolarmente allarmante il dato sull’utilizzo del software illegale nel nostro Paese, che ha raggiunto il 49%. Un tasso che supera abbondantemente la media europea del 35%. Così, il direttore della Business Unit, Matteo Mille commenta: “Riuscire a contrastare il fenomeno significherebbe fare una piccola finanziaria. Vorrei ricordare anche che insieme ai software pirata si scaricano nel 75% dei casi virus o malware. Così si mette a rischio anche la propria identità digitale che ha probabilità di essere sottratta nel 34% dei casi. Usare un software non originale è come riporre una carta d’identità  in un portafoglio bucato”.

Proprio a causa delle alte percentuali d’impiego di prodotti digitali non autentici, l’Italia si presenta ancora come un Paese non sicuro per gli investimenti stranieri tant’è che permane nella Watch List 1del rapporto Special 301 della US Trade Representative. Lo studio, realizzato da Keystone Strategy, quantifica il costo del software illegale per i produttori concorrenti nei singoli Paesi.

In Cina, ad esempio, i produttori che, rispettando la legge, hanno acquistato software legali concessi in licenza, hanno subito un danno pari a oltre 863 milioni di dollari rispetto alle aziende che si avvalgono di software illegale. Il costo della diffusione di software illegali per i produttori concorrenti in Brasile ammonta a 278 milioni di dollari, in Russia a 92 milioni di dollari e in India a 344 milioni di dollari.

La ricerca ha preso in esame 15.000 casi tra aziende e utenti. Le indagini sono state condotte, online e di persona, in 32 mercati rappresentativi campionati per aree geografiche, livelli di sofisticazione dell’industria tecnologica, la diversità geografica e culturale. Le perdite causate dall’utilizzo di software contraffatto nelle economie locali è stato stimato a 1,5 miliardi di dollari.

 

 

 

http://www.repubblica.it/economia/2011/11/17/news/software_illagale_un_danno_all_economia-25175621/