Street View, il trionfo tedesco

31 mar 2011 · Uncategorized

Mentre la Francia punisce Google con una multa di 100mila euro per violazione della privacy, la Germania dichiara legale il servizio di mappatura nelle strade tedesche

Roma – Il servizio di mappatura di Mountain View, che da tempo sta subendo pressioni legali in tutta Europa, ha ottenuto l’approvazione per le riprese fotografiche delle Google car per le strade tedesche.

Il servizio di Mountain View, non appena sbarcato in Germania, aveva subito raccolto polemiche e critiche da parte della popolazione, giudicato indiscreto e in violazione della privacy. Per tale ragione, fino allo scorso anno circa 244mila tedeschi in oltre 20 città avevano scelto di rinunciare al servizio di Street View.

La questione, come oramai noto, non interessa solo la Germania e proprio ieri la Commission Nationale de l’Informatiques et Libertes, l’organismo francese che si occupa di questioni legate alla tecnologia, ha ordinato a Google di pagare una multa di 100mila euro per aver raccolto senza autorizzazione una enorme quantità di dati personali attraverso le reti WiFi.

A dare la notizia del trionfo tedesco per le Google Car è Deutsche Welle che riporta che il servizio Street View ha ottenuto la vittoria di un importante battaglia legale per un caso giudiziario della fine dell’anno scorso in cui una donna aveva fatto causa al servizio di mappatura temendo che alcune fotografie scattate dalle Google car ritraessero lei, la sua famiglia e la loro abitazione, e che tali immagini fossero a disposizione di chiunque utilizzasse il servizio.
Gli scatti in questione avrebbero, secondo la tesi della donna, anche ritratto gli interni dell’abitazione della casa arrecando imbarazzo a tutti gli inquilini della casa.

Il giudice della corte di Berlino ha stabilito che è legale per il servizio di mappatura scattare delle fotografie a livello della strada, a prescindere da quelle che possano essere le scene ritratte durante il passaggio dell’auto con la fotocamera che opera a 360 gradi, rifiutando le accuse della donna. Gli scatti non rappresenterebbero né una violazione dei diritti di proprietà della donna né del suo diritto alla privacy.
Secondo il giudice i filtri e gli altri strumenti di offuscamento proposti da Google sui volti o sulle targhe, riferendosi alle foto ritenute in violazione della privacy, sono da ritenersi sufficienti per non ledere il diritto della privacy delle persone coinvolte.

Il giudice dunque non ha riscontrato nessuna violazione da parte del servizio, tanto più che Google ha permesso all’utenza di poter segnalare abusi, imprecisioni e di chiedere che qualunque cosa venga offuscata. Tale decisione non potrà essere oggetto di ulteriore ricorso.

Per il servizio di Mountain View si tratta solo della vittoria di una battaglia e non di una guerra, essendo il servizio, come suggerito da alcuni esperti, molto vulnerabile rispetto a questioni riguardanti la privacy dell’individuo in ogni parte del mondo.

Raffaella Gargiulo

Punto Informatico