Street View scruta l’India

2 giu 2011 · News ed Eventi

Il servizio di mappatura di Google approda nel paese asiatico. Sarà una grande sfida mappare un territorio vastissimo ed estremamente caotico. Nessun problema legato alla privacy. Per il momento

Roma – Street View arriva in India. I vertici di Mountain View, che hanno dato l’annuncio, hanno spiegato che il servizio procederà alla realizzazione di immagini panoramiche relative all’intero e vastissimo territorio indiano, dai lussuosi quartieri residenziali alle zone più degradate.

Le operazioni di mappatura, già attive in più di 25 paesi, sono iniziate dalla città di Bangalore, con la raccolta dei dati nella parte meridionale della metropoli, considerata un importante snodo tecnologico per la presenza di numerose aziende IT.

Vinay Goel, capo di Google in India, ha evitato di fornire i dettagli sugli sviluppi di Street View nel paese, conosciuto per essere estremamente caotico, costituito da città e villaggi intasati dal traffico, che convivono con carri trainati da animali e baraccopoli. L’azienda ha riferito che le immagini dettagliate di Bangalore, raccolte grazie all’adozione di macchine fotografiche montate su macchine e tricicli, saranno rese disponibili dopo l’elaborazione dei dati.

Impossibile, per Goel, non fare riferimento alla montagna di problemi concernenti la privacy, generati dalle Google car in alcuni paesi, tra cui Canada, Francia e Germania. La questione riguarda la protezione della riservatezza di chi viene fotografato e anche degli edifici privati ripresi negli scatti di Mountain View.

Goel ha spiegato, dunque, che Street View è strutturato per adeguarsi alle leggi locali, incluse quelle relative alla privacy e alla sicurezza in India. Il referente di BigG ha aggiunto che le autorità di polizia di Bangalore hanno fornito i permessi di circolazione per le occhiute automobili e che qualsiasi iniziativa viene immediatamente comunicata ai governi locali e a quello centrale.

Google ha ricevuto una multa pari a 100mila euro dalle autorità francesi per aver raccolto informazioni private durante l’attività di mappatura locale. Episodi simili sono accaduti anche nel Regno Unito e in Svizzera.

Cristina Sciannamblo

Punto Informatico