Google e i nuovi pagamenti mobile

6 gen 2011 · News ed Eventi

BigG pronta a gettarsi nella mischia delle tecnologie NFC, offrendo agli utenti di Android la possibilità di effettuare acquisti con un semplice gesto del telefono. In un chip verranno memorizzati dati finanziari e buoni fedeltà

Roma – Voci insistenti hanno riecheggiato in Rete, in seguito alle dichiarazioni rilasciate da due misteriosi uomini di Google. L’azienda di Mountain View sarebbe ormai pronta a lanciarsi con veemenza nel sempre più redditizio campo delle tecnologie Near-Field Communication (NFC).Una fetta sempre più consistente, che – almeno stando ai dati pubblicati dalla società IE Market Research – rappresenterà entro il 2014 un terzo del succoso mercato del settore globale dei pagamenti effettuati a mezzo mobile.

Il piano di BigG consisterebbe nello sfruttare tecnologie wireless di trasferimento delle informazioni per permettere a tutti i possessori di smartphone Android di effettuare acquisti senza contanti o carte di credito reali. I vari device potranno essere agitati o fatti passare nei pressi di uno speciale registratore di cassa per il trasferimento automatico di denaro.

Sempre stando alle indiscrezioni, Google avrebbe in mente di inserire all’interno dei suoi telefonini una specifica scheda NFC, in cui non saranno memorizzati soltanto i dati finanziari, ma anche eventuali carte fedeltà e buoni sconto. Gli utenti potranno far passare il proprio device su una locandina cinematografica per avere accesso online alla recensione del film e quindi per acquistare due biglietti.

Qualora trovassero conferma, le indiscrezioni spiegherebbero la recente acquisizione della piccola startup canadese Zetawire, appunto specializzata in pagamenti mobile. L’ultima versione di Android ha presentato al mondo alcune funzionalità legate alle tecnologie NFC come la lettura dei tag specifici. Se due più due fa quattro…

Mauro Vecchio

Punto Informatico

Microsoft e Google, il bug della discordia

5 gen 2011 · News ed Eventi

Quel che sembra certo è che Internet Explorer sia vittima di un altro caso di vulnerabilità zero-day. Resta da capire chi lo abbia scoperto, e se i dettagli siano finiti in mani (cinesi) sbagliate

Roma – L’ennesima falla “zero-day” individuata in Internet Explorer porta a un piccolo scontro diplomatico tra Microsoft e Google, con la prima che contesta la versione dei fatti di Michal Zalewski (ingegnere della seconda) e l’ipotesi che la vulnerabilità sia stata individuata “indipendentemente” da ignoti cracker cinesi.Redmond e Mountain View sono prima di tutto in disaccordo sul ruolo giocato nella vicenda da cross_fuzz, il tool ideato da Zalewski nel suo tempo libero e pensato per l’individuazione automatizzata di potenziali problemi di sicurezza all’interno dei browser più usati (Firefox o lo stesso Internet Explorer, ad esempio).

IE, neanche a dirlo, ha fatto incetta di vulnerabilità risultando “bucato” per quasi 100 diverse istanze nei dati sin qui raccolti da cross_fuzz. I dettagli di uno di questi bachi, concernente “un crash chiaramente sfruttabile” da parte di malintenzionati, sono stati “involontariamente” rivelati a qualcuno dotato di un IP cinese, denuncia ora Zalewski.

I log di navigazione mostrano che il server contenente le informazioni incriminate è stato visitato dall’ignoto IP asiatico di cui sopra, dice l’ingegnere di Google. Ma il navigatore è finito sulle macchine di Mountain View cercando riferimenti alla vulnerabilità di IE, e il fatto che al tempo le uniche informazioni indicizzate fossero quelle pubblicate da Google lascia intendere – dice sempre Zlewski – che il cracker avesse già individuato in precedenza il baco con strumenti diversi da cross_fuzz.

Microsoft, invece, dice di non aver al momento informazioni riguardanti la parentela tra il lavoro di indagine fatto da cross_fuzz ed eventuali attacchi o exploit esterni. Zlewski sostiene di aver rilasciato la nuova versione di cross_fuzz a inizio anno, ma da Redmond dicono invece che l’utilizzo di tale release e delle informazioni sul baco vada retrodatato al 21 dicembre scorso. Le date non coincidono, mentre le indagini sono tutt’ora in corso.

Alfonso Maruccia

Punto Informatico

Facebook più visitato di Google, ed è guerra sulla proprietà

1 gen 2011 · News ed Eventi
Facebook più visitato di Google, ed è guerra sulla proprietàNEW YORK – Facebook batte Google e si afferma come il sito piu’ visitato negli Stati Uniti nel 2010. Intanto intorno al social network si sta per aprire un nuovo capitolo della battaglia legale che si protrae da anni tra i gemelli Winklevoss, che avrebbero avuto l’idea da cui poi nacque Facebook, e il suo fondatore Mark Zuckerberg.

Il sito web di social network, secondo quanto rivela uno studio di Experian Hitwise, ha scalzato il motore di ricerca al primo posto della classifica dei portali piu’ visitati negli Usa nell’anno appena concluso: fra gennaio e novembre Facebook e’ stato visitato dall’8,93% dei navigatori contro il 7,19% di Google.com. Mountain View supera pero’ Facebook se vengono inclusi nel conteggio tutti i siti che fanno capo a Google, fra i quali quali Youtube e Gmail. In questo caso infatti Google e’ stato visitato dal 9,85% dei navigatori. Il terzo posto va in ogni caso a Yahoo! con l’8,12% dei navigatori.

I problemi per Facebook arrivano invece sul fronte legale. Tyler e Cameron Winklevoss ci ripensano. E puntano a un annullamento dell’accordo raggiunto in precedenza con il sito web, dichiarandosi pronti ad aprire un nuovo capitolo della battaglia legale intorno al social network che si protrae da anni. I gemelli Winklevoss, che accusano Mark Zuckerberg di aver rubato l’idea originale per la creazione di Facebook e che hanno patteggiato un accordo che li ha portati a incassare 20 milioni di dollari in contanti e 45 milioni di dollari di azioni Facebook, ritengono di essere stati ‘ingannati’: l’intesa – riporta il New York Times – non rispecchia il valore reale del social network e la somma ricevuta e’ troppo ridotta.

Il mese prossimo i gemelli Winklevoss potrebbero chiedere alla corte d’appello federal di San Francisco l’annullamento del precedente accordo cosi’ da poter riprendere l’azione legale avviata nel 2004. E insistono: non e’ una questione di soldi ma di principio. Una differenza di valore c’e’ senza dubbio, secondo alcune stime infatti l’attuale valore dell’accordo sarebbe pari a 140 milioni di dollari. ”Il principio e’ loro non si sono battuti correttamente. Il principio e’ che Mark ha rubato l’idea” spiega Tyler Winklevoss. A complicare ulteriormente la vicenda e’ il fatto che i gemelli Winklevoss sono in guerra anche con gli avvocati che li hanno portati ad accettare il patteggiamento.

Un giudice di recente ha stabilito che i gemelli debbano versare ai legali una commissione del 20%, ovvero 13 milioni di dollari. Il risultato e’ che i soldi ricevuti dall’accordo del 2008 sono attualmente bloccati in un conto corrente. ”Mark e’ dove e’ perche’ noi lo abbiamo incluso nel nostro progetto” aggiungono. Una nuova battaglia legale presenta rischi sia per i gemelli Winklevoss sia per Facebook, la cui posta in gioco e’ elevata: se il giudice decidesse di annullare l’accordo, la societa’ dovrebbe decidere se patteggiare un’intesa piu’ ricca o se andare al processo. I gemelli Winklevoss potrebbe arricchirsi di piu’ oppure perdere tutto. La disputa risale al 2003, quando Zuckerberg, i due gemelli e Divya Narendra erano a Harvard e Zuckerberg si e’ offerto di aiutarli a creare il programma Harvard Connection. Zuckerberg – denunciano i gemelli – avrebbe ritardato il lavoro e si sarebbe mostrato evasivo nel rispondere alle pressioni. Nel febbraio 2004 Zuckerberg ha lanciato The Facebook, fra l’irritazione dei suoi compagni che hanno subito avviato una causa.

News di Tecnologia – ANSA.it

Google al lavoro con Nokia per un tablet con Honeycomb

31 dic 2010 · News ed Eventi

Nokia con Android per un tabletAndroid e Nokia starebbero lavorando alla realizzazione di un tablet. Le voci di un possibile matrimonio tra il produttore finlandese e il software open source di Google si rincorrono da tempo e ora puntano addirittura a un tablet, che dovrebbe montare Android Honeycomb, la prossima versione della piattaforma, la cui uscita è prevista per il prossimo marzo.

La crisi di Nokia rallenta ma continua; MeeGo rappresenta il futuro ma un futuro ancora misterioso che si dovrebbe svelare nel 2011. Intanto utenti e sviluppatori premono perché la casa produttrice finlandese faccia il tanto sospirato passo: abbracciare Android e ridimensionare Symbian, considerato non più all’altezza del mercato, nonostante il buon successo riscosso dal Nokia N8.

Ecco l’idea: Nokia potrebbe realizzare un tablet con Android Honeycomb, la strada già seguita da altri produttori tra i quali Motorola con il suo MotoPad, o Motorola Xoom, anche se la collaborazione tra la casa americana e Google è di lunga durata e ha già dato buoni risultati con la serie Milestone. Se confermata, la notizia, riportata da DigiTimes, rappresenterebbe una bomba per il mercato dei tablet e della telefonia mobile in generale: il produttore leader di mercato con il sistema operativo più in voga.

Maggiori novità potremo averle nel 2011 ormai alle porte, un 2011 ricco di novità sia per Nokia sia per Android. Debutterà finalmente MeeGo con il Nokia N9 e ci potrebbero essere ben due matrimoni inattesi: oltre a quello con Android, voci insistenti parlano di una nuova linea di smartphone pensata appositamente per Windows Phone 7.

PianetaTech.it

Facebook supera Yahoo!, terzo dietro Google e Microsoft

29 dic 2010 · News ed Eventi
Facebook supera Yahoo!, terzo dietro Google e MicrosoftNEW YORK – Facebook supera Yahoo! e diventa il terzo sito web piu’ frequentato, dietro a Google e Microsoft. Lo scrive ComScore, una societa’ specializzata del settore. Secondo ComSCore, Facebook ha ottenuto 647,5 milioni di visitatori unici a novembre, superando Yahoo! (630,3 milioni di visitatori unici). Google e’ di gran lunga in testa con una penetrazione del 73,8% , cioe’ 970,1 milioni di visitatori davanti ai siti Microsoft (869,4 milioni e 66,2%).

LEGGE POTREBBE COSTRINGERE FB A SBARCO IN BORSA - I grandi numeri di Facebook, fra cui i 500 milioni di utilizzatori, potrebbero spingerla in Borsa prima di quanto la stessa societa’ vorrebbe. La legge federale impone infatti che un’azienda con 500 azionisti si registri presso la Sec e renda pubblico il proprio bilancio. Lo riporta il New York Times, sottolineando come l’aumento degli scambi di titoli in societa’ non quotate, quali Facebook e Twitter, abbia destato l’interesse della Consob americana che ha chiesto ai partecipanti di tale mercato alcune informazioni. Nel 2008 la Sec ha permesso l’emissione di un numero limitato di azioni per i propri dipendenti senza doverle registrare. Per evitare pressioni, e quindi la pubblicazione dei propri risultati finanziari e lo sbarco in Borsa, Facebook ha chiesto ai propri dipendenti di limitare il numero di titoli in vendita. Facebook ha – in base ai calcoli di SharesPost – un valore di mercato di 42,37 miliardi di dollari, ovvero un valore piu’ che triplicato negli ultimi 12 mesi.

News di Tecnologia – ANSA.it

Talkita, chatta con utenti che visitano un sito su Google Chrome

28 dic 2010 · News ed Eventi

Di programmi che ci permettono di chattare online, ce ne sono tantissimi: ma raramente abbiamo sentito di una applicazione ci permette di chattare con gli utenti connessi ad un sito. Un po’ come su Facebook: apriamo la bacheca di Facebook, e scopriamo chi sono i nostri amici disponibili in chat. Quella che vi presentiamo oggi, è una estensione per Google Chrome molto interessante, perchè vi permette di chattare con persone che stanno navigando su un sito, e che utilizzano la vostra stessa estensione. Si chiama Talkita Chat Beta, dunque come è possibile intuire dal nome al momento si tratta di una beta version. Come funziona? E’ molto semplice, basta installare l’estensione, poi collegarla al vostro account di Facebook, ed il gioco è fatto: ogni volta che visitate un sito internet, apparirà una finestrella con le ultime parole scritte da altri utenti che visitavano quel sito. Ogni utente è riconoscibile dal profilo di Facebook che ha collegato, dunque non è possibile chattare in via anonima. Chiaramente essendo un programma nuovo, non ci saranno tantissimi utenti collegati, finchè l’estensione non prende piede, vedrete poche persone connesse e magari ancora meno nella vostra lingua. Però è senza dubbio una estensione interessante, anche per poter dialogare a proposito di un argomento (magari su un sito in particolare) con altre persone e scoprire altri punti di vista.
E’ possibile scaricare Talkita Chat Beta per Google Chrome da questo link, direttamente dalla pagina ufficiale delle estensioni di Chrome.

WeGeek.net

Ecco il Cr-48 di Google l’abbiamo provato per voi

27 dic 2010 · News ed Eventi

È solo un prototipo ma ha un ambizione: indicare la strada che porta al futuro. Dove i dischi rigidi saranno un ricordo e tutti i dati risiederanno sul web. Ecco un primo contatto con questo oggetto destinato a diventare cult. Tra sorprese piacevoli e qualche perplessità di PAOLO PONTONIERE

SAN FRANCISCO – Questo articolo è il prodotto del cloud computing. Lo abbiamo scritto su un Cr-48 di Google, il laptop protipo della casa di Mountain View. Svelato il 7 dicembre, adesso disponibile negli Usa a un gruppo di collaudatori privilegiati: si tratta di professionisti dell’Information technology, dell’intrattenimento e dirigenti aziendali. Individuati e incaricati dal motore di ricerca californiano di fare il battesimo del fuoco a questo notebook sul quale il colosso di Mountain View punta tantissimo. Google sta anche equipaggiando un numero ristretto di  Cr-48 a disposizione del pubblico e lo sta facendo gratis. Negli Stati Uniti si può fare domanda per averne uno andando su questo sito. Attenzione, il programma potrebbere essere esteso presto anche all’Europa e per sincerarsene basta controllare periodicamente il sito chromeossite.com.

Nero, gommato, di profilo basso e slanciato il Cr-48 fa pensare a un bolide da competizione. Ma non uno da Formula uno, piuttosto a una Indy Car. Insomma, una fuoriserie per tornei nei quali la velocità si coniuga con la potenza. La prima impressione appena spacchettato è stata quella di avere a che fare con un gadget marvelliano, da fumetto retrofuturibile. A Gotham City, la vittà ipertecnologica di Batman, potrebbe essere un oggetto d’uso

comune. Questo computer è infatti un oggetto curioso: stilisticamente azzardato e allo stesso tempo tecnologicamente corazzato. E sebbene sia abbastanza piccolo, è piuttosto un notebook che un laptop. Schermo da 12,1 pollici, peso circa un chilo. Una compattezza che tradisce l’impressione di esilità che gli conferisce il suo colore e ti fa domandare che ci sarà mai in questo computer che vive solo sul web che lo fa essere così sostanzioso? Il Cr-48 è stato infatti concepito per vivere esclusivamente su internet e per dominare la grande nuvola di codici binari che sovrasta le nostre vite moderne.

I software il Cr-48 non li scarica dal web come fa un normale computer: li ha nel browser dall’inizio, perché ne ha bisogno come l’aria per respirare. Tutti, ma proprio tutti i programmi che lo fanno funzionare (e questo documento ne è una prova), stanno sul web. Un web il cui accesso ovviamente passa per il portale di Google. Dal sistema operativo, il Chrome OS, alle maggiori applicazioni del computer – che si tratti del word processing che di visualizzare le foto e i film o di trovare direzioni automobilistiche o cercare un posto sull’altro versante del globo – usa esclusivamente applicazioni di Google. YouTube, Google Map, Gmail, Picasa, Crackle e Google Talk ci sono tutte le sue App e  se si passa dal Web Store, dal quale abbiamo scaricato la App con la quale stiamo scrivendo, si trova molto di piu’.

Il Cr-48 è un computer spartano, c’è poco da dire. Chiaramente un prototipo, un oggetto che è stato concepito per essere smaneggiato, è stato disegnato per essere usato dai developer d’assalto, gli sviluppatori di software. Tipi che non temono l’extreme programming, dove la codifica ha luogo tra una seduta di skateboard e l’altra e i diagrammi di flusso li si possono anche disegnare su una tavola di surfing mentre si torna dal mare.

Elegante lo è di sicuro. Anche la sua cerniera di chiusura – realizzata con un lucchetto magnetico – ha un che di retrò e rammenta quella dei Mac. Peccato che il grande clickpad utilizzato per la navigazione mouse sia a volte ipersensibile ed altre duro a registrare i comandi che gli si vuol dare. Inoltre la funzione right-click, il tasto di destra, affidata al tapping con due dita crea abbastanza confusione e false partenze da conferirgli un livello di imponderabilità dattilografica che è a tratti molto snervante.

Il Cr-48 può essere collegato ad un monitor esterno via cavo VGA, possiede un’uscita per il collegamento USB e uno slot per inserire le memory card. Per coloro che preferiscono il web mobile, il Cr48 offre la piacevole sorpresa del 3G, per adesso con Verizon. Il computer arriva con un abbonamento base di 100 mega byte mensili incorporato, lo si può incrementare ovviamente se si vuole. Munito anche di webcam – non una delle più sensibili, va detto – che funziona lanciando l’apposita applicazione, il Cr-48 quello che non possiede in termini di fronzoli tecnologici lo dà in termini di propensione al web, nella capacità cioè di sfruttare al massimo internet e nella velocità con la quale passa da una schermata all’altra, da una applicazione all’altra e da un documento all’altro.

Una volta che si parla del Wi-fi 802.11 a/b/g/n, del bluetooth 2.1, del wireless 3G della Verizon e della batteria ultrapiatta e ultraefficiente (addirittura una settimana senza doverlo ricaricare) che si inserisce nella base inferiore del computer, dal punto di vista tecnologico resta da dire ben poco a proposito del Cr-48. Certo ci sono anche il microprocessore single core 160 GHz della Intel e lo schermo LCD retroilluminato, ma queste sono dotazioni standard di ogni laptop sul mercato.

Anche la tastiera presenta delle sorprese. A parte essere gommata pure lei, non ha il tasto delle maiuscole che è stato invece sostituito da un bottone per la ricerca rapida, ogni volta che lo si clicca si passa da un sito web all’altro senza dover chiudere la pagina precedente. Usando i settaggi, però, si può reintrodurre il tasto per la maiuscola. Dove in una normale tastiera qwerty un computer esibirebbe – nella fascia superiore – le chiavi F per il controlo delle funzioni legate alla gestione del sistema operativo e delle scorciatoie, nel Cr-48 ci sono le chiavi con le quali sul web si passa da una pagina all’altra, si rinfrescano le pagine web, le si sovrappongono, si controlla il volume, la luminosità dello schermo e la sua ampiezza.

E’ improbabile che allo stato attuale il Cr-48 possa compromettere il predominio dei Mac tra i netizens del Web 2.0 e i disegnatori illuminati di applicazioni della computeristica mobile ma è di sicuro uno strumento che è destinato non di meno a diventare un oggetto di culto. Uno status symbol che può denotare l’appartenenza o meno di un utente alle nuove tribù del web. Sopratutto nella Bay Area di San Francisco dal cui milieu culturale è emersa la stessa Google. Tribù queste che includono i soggetti sociali più disparati, gente come gli hacker stile WikiLeak, gli ecomilitanti alla Earth First!, i Punkdomestic della cucina casalinga e degli ingredienti indigeni, i coltivatori urbani di cannabis, i bikers di Critical Mass, gli agricoltori verticali e i paldini dei diritti degli animali alla PETA. Utenti internet che con le loro scelte di consumo sanciscono non solo il successo e il fallimento di qualsiasi impresa digitale ma che influenzano anche pesantemente la direzione che i colossi dell’hi-tech daranno alla ricerca e sviluppo nel corso dei prossimi anni.

Repubblica.it > Tecnologia

Google: attenti ai siti crackati

20 dic 2010 · News ed Eventi

Il noto motore di ricerca inizia a segnalare le pagine web dal codice anomalo, che potrebbero essere stati violate da malintenzionati

Roma – Da tempo, il motore di ricerca di Mountain View combatte contro i siti internet dalla dubbia certificazione e quelli pericolosi dal punto di vista malware, che potrebbero tentare di ottenere dati personali o di scaricare software dannoso sul computer. D’ora in avanti, Google segnalerà  con un flag anche le pagine con le difese abbassate, che appaiono manomesse.Anche in questo caso, l’avviso non impedisce di raggiungere il sito ricercato, ma l’allarmante marchio (“This site may be compromised“) mette una grossa pulce nell’orecchio del navigante. “Vogliamo solo essere sicuri che le informazioni sul sito provengano dall’editore originale – si spiega dal blog ufficiale Google – e speriamo che il nostro lavoro verrà  apprezzato”.

In effetti, l’infamante etichetta si prefigge di aiutare il proprietario dell’indirizzo in oggetto, che spesso si ritrova all’oscuro di tutto. Una volta che il problema sarà  stato risolto, il flag di avvertimento verrà  automaticamente rimosso dai risultati della ricerca, nel giro di pochi giorni. Volendo, sarà  anche possibile chiedere una completa revisione del sito, direttamente ai tecnici di Google, per accelerare l’annullamento dell’avviso.

In teoria, non dovrebbe esserci alcun modo di eludere la sorveglianza e forzare con un “trucco” la scomparsa di una notifica nella ricerca, perché Google non inserisce l’avviso dietro segnalazione di terzi ma utilizzando le proprie rilevazioni di sicurezza.

Roberto Pulito

Punto Informatico