Usa, tablet per tutti entro il 2015

6 gen 2011 · News ed Eventi

Forrester Research presenta nuove previsioni: 82 milioni di statunitensi utilizzeranno il dispositivo entro quattro anni. Apple dovrebbe mantenere la leadership. Saranno stime attendibili?

Roma – A poche ore dall’annuale appuntamento con il Consumer Electronics Show di Las Vegas, Forrester Research ha stilato una nuova ricerca che riguarda la crescita dei tablet: il numero dei pezzi venduti nel mercato nordamericano crescerà dai 10,3 milioni dello scorso anno a 24,1 milioni nel 2011, per poi rallentare un po’ e raggiungere il picco finale con una crescita di 44 milioni di unità annue vendute entro il 2015.Secondo tali previsioni, contemporaneamente all’aumento dei dispositivi presenti sul mercato aumenterà anche il numero degli utenti: entro il 2015 circa un americano su tre sarà in possesso di un tablet PC, ovvero circa 82 milioni di cittadini statunitensi.

Uno dei motivi della crescita del mercato dei tablet sarebbe legato al loro crescente utilizzo nel campo dell’istruzione. Le scuole, infatti, starebbero cominciando a guardare a iPad e affini come strumento di insegnamento in tutti gli istituti della nazione.

La ricerca riporta, inoltre, che nel 2015 le vendite dei tablet si dovrebbero arrestare intorno al 23 per cento del totale del settore, superando le vendite dei dektop stimate al 18 per cento e quelle dei netbook intorno al 17 per cento, mentre le vendite dei portatili dovrebbero essere, sempre negli Stati Uniti, intorno al 42 per cento. “In tali vendite – ha spiegato l’analista Forrester, Sarah Rotman Epps – la posizione dominante sarà mantenuta da iPad, e nonostante molti potenziali concorrenti, che saranno presenti al CES, vediamo Apple comandare nel mercato dei tablet fino al 2011”.

Sarà, dunque, l’azienda della Mela ad accaparrarsi quasi l’intero 23 per cento di vendite dei tablet profetizzato dalla società di ricerca americana, oppure qualche altra azienda riuscirà a competere con il touch screen della Apple? Questo come altri aspetti della ricerca, come ad esempio la questione su quale sistema operativo verrà utilizzato, o ancora quali le dimensioni dello schermo preferite dai consumatori nei tablet, non sono stati vagliati o, perlomeno, chiariti dalla ricerca. Non ci sarebbe da stupirsi, dunque, se le previsioni annunciate da Forrester Research cambieranno nei prossimi mesi.

Raffaella Gargiulo

Punto Informatico

Samsung Galaxy S: venduti più di 10 milioni di pezzi

5 gen 2011 · News ed Eventi

Secondo i dati diffusi da Samsung Tomorrow, lo smartphone Samsung Galaxy S ha raggiunto quota 10 milioni di pezzi venduti nel corso del 2010.

Durante i sette mesi di commercializzazione è stato acquistato un Galaxy S ogni due secondi, un record di vendite che supera le aspettative dell’azienda sudcoreana, che pur aveva pronosticato un risultato simile entro la fine dell’anno. Estremamente entusiasta del risultato commerciale ottenuto dal prodotto è senz’altro JK Shin, presidente della sezione Mobile Communications Business di Samsung, che descrive lo smartphone Galaxy S come il risultato dell’esperienza ventennale nel settore della telefonia mobile. Il Galaxy S, secondo il dirigente, è la realizzazione del concetto aziendale di ‘Smart Life’: che rende la vita degli acquirenti più comoda, esaltante e integrata.

Il record di vendite, conclude Shin, dimostra che l’azienda è riuscita a portare avanti questo concetto:10 milioni di utenti Galaxy S in tutto il pianeta stanno assaporando l’esperienza ”Smart Life“. Al meritato riconoscimento commerciale ottenuto dal Galaxy S ha fortemente contribuito il Nord America, che secondo il sito web Internet TechCrunch, occupa il primo posto nella classifica con circa 4 milioni di unità acquistate.

L’Europa si attesta in seconda posizione con 2 milioni e mezzo di pezzi acquistati. Vedremo se il nuovo anno confermerà il successo che il Samsung Galaxy S ha ottenuto nel corso del 2010. Molto probabilmente i risultati record appena festeggiati saranno amplificati dall’aggiornamento a Froyo della piattaforma Android e dalla sua grande competitività nel campo dei dispositivi avanzati di fascia alta.

PianetaTech.it

Intel presenta i processori Sandy Bridge

5 gen 2011 · News ed Eventi

Intel ha finalmente svelato i suoi piani per lo sviluppo e la produzione dei processori che ci accompagneranno nel corso del 2011. Nuovi processori, nuovi chipset ma anche nuovi socket che impediscono ai possessori di computer con una CPU di precedente generazione di effettuare un aggiornamento senza l’acquisto di una nuova scheda madre.

Alla base della famiglia Sandy Bridge vi è infatti una prima rivoluzione in termini di produzione del processore: all’interno di un unico pezzo di silicio sono presenti sia CPU sia GPU, pur operando a frequenze diverse, per ridurre gli ingombri sulla scheda madre e velocizzare il trasferimento dati tra i due differenti elementi di un computer. Per questi processori, che mantengono i nomi della precedente generazione ovvero Core i3, Core i5 e Core i7, Intel ha realizzato due differenti chip grafici identificabili con la sigla HD 3000 e HD 2000.

La multimedialità è ormai parte integrale della vita digitale di un utilizzatore di computer e i processori devono essere in grado di condificare e decodificare video in tempo reale. Proprio per questo i processori della famiglia Sandy Bridge offrono una decodifica completa per i video presenti nei Blu-ray Disc compresi quelli a doppia traccia contenenti film in 3D. Naturalmente non manca l’accelerazione grafica tradizionale, utilizzata soprattutto nei giochi, senza dimenticare una componente importante al giorno d’oggi che riguarda l’efficienza energetica.

I nuovi processori sono stati realizzati con il processo produttivo a 32 nanometri, che consente di ottimizzare la produzione all’interno di un unico wafer di silicio ma anche di inserire un numero di transistor per millimetro quadrato. All’interno di un processore che all’apparenza è più piccolo delle grandi CPU del passato troviamo da 2 a 4 core con unità video integrata e con un consumo massimo dichiarato, per i modelli desktop, che varia tra i 35 e i 95 Watt dissipati a seconda della frequenza operativa.

I modelli per computer portatili riducono ulteriormente i consumi e sono dotati della tecnologia Turbo Boost Technology 2.0 che consente di variare la frequenza operativa istantaneamente e di abilitare o disabilitare uno dei core quando non richiesto.

La famiglia di processori Sandy Bridge è composta in totale da 29 nuovi processori, di cui 15 studiati espressamente per il mercato mobile, ed è affiancata da 10 nuovi chipset (5 mobile e 5 desktop) che possono dotarsi di connettività di rete evoluta con 4 differenti combinazioni e che variano dalla tradizionale connessione Wireless N fino a quella combinata per le reti WiMAX.

La disponibilità effettiva e i primi computer dotati di questi processori saranno confermati durante il weekend nel corso del Consumer Electronics Show di Las Vegas.

PC World News

Google al lavoro con Nokia per un tablet con Honeycomb

31 dic 2010 · News ed Eventi

Nokia con Android per un tabletAndroid e Nokia starebbero lavorando alla realizzazione di un tablet. Le voci di un possibile matrimonio tra il produttore finlandese e il software open source di Google si rincorrono da tempo e ora puntano addirittura a un tablet, che dovrebbe montare Android Honeycomb, la prossima versione della piattaforma, la cui uscita è prevista per il prossimo marzo.

La crisi di Nokia rallenta ma continua; MeeGo rappresenta il futuro ma un futuro ancora misterioso che si dovrebbe svelare nel 2011. Intanto utenti e sviluppatori premono perché la casa produttrice finlandese faccia il tanto sospirato passo: abbracciare Android e ridimensionare Symbian, considerato non più all’altezza del mercato, nonostante il buon successo riscosso dal Nokia N8.

Ecco l’idea: Nokia potrebbe realizzare un tablet con Android Honeycomb, la strada già seguita da altri produttori tra i quali Motorola con il suo MotoPad, o Motorola Xoom, anche se la collaborazione tra la casa americana e Google è di lunga durata e ha già dato buoni risultati con la serie Milestone. Se confermata, la notizia, riportata da DigiTimes, rappresenterebbe una bomba per il mercato dei tablet e della telefonia mobile in generale: il produttore leader di mercato con il sistema operativo più in voga.

Maggiori novità potremo averle nel 2011 ormai alle porte, un 2011 ricco di novità sia per Nokia sia per Android. Debutterà finalmente MeeGo con il Nokia N9 e ci potrebbero essere ben due matrimoni inattesi: oltre a quello con Android, voci insistenti parlano di una nuova linea di smartphone pensata appositamente per Windows Phone 7.

PianetaTech.it

Samsung pronta a svelare il lettore Blu-Ray 3D più sottile al mondo

29 dic 2010 · News ed Eventi

Il CES 2011 è sempre più vicino e con il suo avvicinarsi arrivano ogni giorno indiscrezioni sulle novità tecnologiche che vi troveremo e che le grandi aziende presenteranno al pubblico. Come consuetudine comunque è possibile conoscere alcune di queste novità con largo anticipo, come in questo caso.

Samsung ha infatti annunciato in anteprima un suo nuovo prodotto: il lettore Blu-Ray 3D più sottile al mondo, grazie ai suoi soli 23 millimetri di spessore. La sua scocca metallica completerà poi il suo aspetto elegante e di design minimal, rendendolo un oggetto di arredamento immancabile per i salotti più moderni.

Oltre a poter convertire a scelta i contenuti 2D in 3D per poter utilizzare sempre la funzione stereoscopica, questo lettore integra la possibilità di connettersi a internet utilizzando servizi e applicazioni come YouTube, Facebook, Twitter e molto altro, che gli attribuiscono la caratteristica della multimedialità a 360°.

Al momento non esistono informazioni sul prezzo o sulla possibile data di lancio in America e Europa, oltre a tutte le altre caratteristiche tecniche. Dettagli che dovrebbero essere svelati insieme al lettore il prossimo gennaio a Las Vegas, quando Samsung lo mostrerà al mondo durante il CES 2011.

PianetaTech.it

Ecco il Cr-48 di Google l’abbiamo provato per voi

27 dic 2010 · News ed Eventi

È solo un prototipo ma ha un ambizione: indicare la strada che porta al futuro. Dove i dischi rigidi saranno un ricordo e tutti i dati risiederanno sul web. Ecco un primo contatto con questo oggetto destinato a diventare cult. Tra sorprese piacevoli e qualche perplessità di PAOLO PONTONIERE

SAN FRANCISCO – Questo articolo è il prodotto del cloud computing. Lo abbiamo scritto su un Cr-48 di Google, il laptop protipo della casa di Mountain View. Svelato il 7 dicembre, adesso disponibile negli Usa a un gruppo di collaudatori privilegiati: si tratta di professionisti dell’Information technology, dell’intrattenimento e dirigenti aziendali. Individuati e incaricati dal motore di ricerca californiano di fare il battesimo del fuoco a questo notebook sul quale il colosso di Mountain View punta tantissimo. Google sta anche equipaggiando un numero ristretto di  Cr-48 a disposizione del pubblico e lo sta facendo gratis. Negli Stati Uniti si può fare domanda per averne uno andando su questo sito. Attenzione, il programma potrebbere essere esteso presto anche all’Europa e per sincerarsene basta controllare periodicamente il sito chromeossite.com.

Nero, gommato, di profilo basso e slanciato il Cr-48 fa pensare a un bolide da competizione. Ma non uno da Formula uno, piuttosto a una Indy Car. Insomma, una fuoriserie per tornei nei quali la velocità si coniuga con la potenza. La prima impressione appena spacchettato è stata quella di avere a che fare con un gadget marvelliano, da fumetto retrofuturibile. A Gotham City, la vittà ipertecnologica di Batman, potrebbe essere un oggetto d’uso

comune. Questo computer è infatti un oggetto curioso: stilisticamente azzardato e allo stesso tempo tecnologicamente corazzato. E sebbene sia abbastanza piccolo, è piuttosto un notebook che un laptop. Schermo da 12,1 pollici, peso circa un chilo. Una compattezza che tradisce l’impressione di esilità che gli conferisce il suo colore e ti fa domandare che ci sarà mai in questo computer che vive solo sul web che lo fa essere così sostanzioso? Il Cr-48 è stato infatti concepito per vivere esclusivamente su internet e per dominare la grande nuvola di codici binari che sovrasta le nostre vite moderne.

I software il Cr-48 non li scarica dal web come fa un normale computer: li ha nel browser dall’inizio, perché ne ha bisogno come l’aria per respirare. Tutti, ma proprio tutti i programmi che lo fanno funzionare (e questo documento ne è una prova), stanno sul web. Un web il cui accesso ovviamente passa per il portale di Google. Dal sistema operativo, il Chrome OS, alle maggiori applicazioni del computer – che si tratti del word processing che di visualizzare le foto e i film o di trovare direzioni automobilistiche o cercare un posto sull’altro versante del globo – usa esclusivamente applicazioni di Google. YouTube, Google Map, Gmail, Picasa, Crackle e Google Talk ci sono tutte le sue App e  se si passa dal Web Store, dal quale abbiamo scaricato la App con la quale stiamo scrivendo, si trova molto di piu’.

Il Cr-48 è un computer spartano, c’è poco da dire. Chiaramente un prototipo, un oggetto che è stato concepito per essere smaneggiato, è stato disegnato per essere usato dai developer d’assalto, gli sviluppatori di software. Tipi che non temono l’extreme programming, dove la codifica ha luogo tra una seduta di skateboard e l’altra e i diagrammi di flusso li si possono anche disegnare su una tavola di surfing mentre si torna dal mare.

Elegante lo è di sicuro. Anche la sua cerniera di chiusura – realizzata con un lucchetto magnetico – ha un che di retrò e rammenta quella dei Mac. Peccato che il grande clickpad utilizzato per la navigazione mouse sia a volte ipersensibile ed altre duro a registrare i comandi che gli si vuol dare. Inoltre la funzione right-click, il tasto di destra, affidata al tapping con due dita crea abbastanza confusione e false partenze da conferirgli un livello di imponderabilità dattilografica che è a tratti molto snervante.

Il Cr-48 può essere collegato ad un monitor esterno via cavo VGA, possiede un’uscita per il collegamento USB e uno slot per inserire le memory card. Per coloro che preferiscono il web mobile, il Cr48 offre la piacevole sorpresa del 3G, per adesso con Verizon. Il computer arriva con un abbonamento base di 100 mega byte mensili incorporato, lo si può incrementare ovviamente se si vuole. Munito anche di webcam – non una delle più sensibili, va detto – che funziona lanciando l’apposita applicazione, il Cr-48 quello che non possiede in termini di fronzoli tecnologici lo dà in termini di propensione al web, nella capacità cioè di sfruttare al massimo internet e nella velocità con la quale passa da una schermata all’altra, da una applicazione all’altra e da un documento all’altro.

Una volta che si parla del Wi-fi 802.11 a/b/g/n, del bluetooth 2.1, del wireless 3G della Verizon e della batteria ultrapiatta e ultraefficiente (addirittura una settimana senza doverlo ricaricare) che si inserisce nella base inferiore del computer, dal punto di vista tecnologico resta da dire ben poco a proposito del Cr-48. Certo ci sono anche il microprocessore single core 160 GHz della Intel e lo schermo LCD retroilluminato, ma queste sono dotazioni standard di ogni laptop sul mercato.

Anche la tastiera presenta delle sorprese. A parte essere gommata pure lei, non ha il tasto delle maiuscole che è stato invece sostituito da un bottone per la ricerca rapida, ogni volta che lo si clicca si passa da un sito web all’altro senza dover chiudere la pagina precedente. Usando i settaggi, però, si può reintrodurre il tasto per la maiuscola. Dove in una normale tastiera qwerty un computer esibirebbe – nella fascia superiore – le chiavi F per il controlo delle funzioni legate alla gestione del sistema operativo e delle scorciatoie, nel Cr-48 ci sono le chiavi con le quali sul web si passa da una pagina all’altra, si rinfrescano le pagine web, le si sovrappongono, si controlla il volume, la luminosità dello schermo e la sua ampiezza.

E’ improbabile che allo stato attuale il Cr-48 possa compromettere il predominio dei Mac tra i netizens del Web 2.0 e i disegnatori illuminati di applicazioni della computeristica mobile ma è di sicuro uno strumento che è destinato non di meno a diventare un oggetto di culto. Uno status symbol che può denotare l’appartenenza o meno di un utente alle nuove tribù del web. Sopratutto nella Bay Area di San Francisco dal cui milieu culturale è emersa la stessa Google. Tribù queste che includono i soggetti sociali più disparati, gente come gli hacker stile WikiLeak, gli ecomilitanti alla Earth First!, i Punkdomestic della cucina casalinga e degli ingredienti indigeni, i coltivatori urbani di cannabis, i bikers di Critical Mass, gli agricoltori verticali e i paldini dei diritti degli animali alla PETA. Utenti internet che con le loro scelte di consumo sanciscono non solo il successo e il fallimento di qualsiasi impresa digitale ma che influenzano anche pesantemente la direzione che i colossi dell’hi-tech daranno alla ricerca e sviluppo nel corso dei prossimi anni.

Repubblica.it > Tecnologia

I batteri saranno gli hard disk del futuro?

25 dic 2010 · News ed Eventi

Arriva un’interessante scoperta direttamente dall’Università di Hong Kong, dove alcuni scienziati, certamente ambiziosi, hanno scoperto che è possibile immagazzinare dati direttamente sui batteri, per conservarli e recuperarli proprio come su una periferica di archiviazione di massa.

Sembra incredibile, eppure i primi test hanno dato esito positivo. I batteri “intelligenti” utilizzati per lo studio sono gli Escherichia Coli, che sono facilmente individuabili nelle zone intestinali di molte specie a sengue caldo, tra cui l’uomo e, a detta dei ricercatori, sarebbero talmente affidabili da garantire la resistenza dei dati al loro interno anche in caso di impulsi elettromagetici e radiazioni emesse da fallout nucleari.

Per i test sono stati archiviati all’interno dei batteri alcuni dati relativi alla Dichiarazione d’Indipendenza, che sono stati poi recuperati con successo utilizzando le capacità di ricombinazione genetica dei batteri per cifrare i dati secondo un modello replicabile.

In pratica, anche se siamo ancora lontanissimi dal traguardo, potremmo pernsare di avere un hard disk direttamente nel nostro intestino, anche se non è un’immagine proprio “affascinante”. Scherzi a parte, potrebbe davvero essere un’innovazione di infinita importanza, che cambierebbe drasticamente il futuro dell’elettronica per come la conosciamo ora.

In ogni caso gli ostacoli da superare sono ancora tanti, anche secondo Tim Middleton dell’Università di Cambridge, secondo cui il recupero dei dati una volta cifrati è “noioso e costoso”. Crediamo comunque che come per tutti gli altri ostacoli che si incontrano nello sviluppo tecnologico anche questo potrà essere superato grazie al progresso e alla ricerca. Noi attendiamo fiduciosi.

PianetaTech.it

Intel mette l’anti-furto nei processori della famiglia Sandy Bridge

22 dic 2010 · News ed Eventi

Intel presenterà  alla prossima edizione del Consumer Electronic Show di Las Vegas la versione definitiva del suo progetto Sandy Bridge, una nuova famiglia di processori della serie Core realizzati con il processo produttivo a 32 nanometri. Oltre a maggiore velocità  e consumi ridotti, una delle novità  più attese ma al tempo stesso discusse è la tecnologia Anti-Theft 3.0, brutalmente “l’anti-furto 3.0”.

Il sitema Anti-Theft 3.0 consente da remoto di “uccidere” il processore del proprio computer se questo è stato rubato. In questo modo, secondo Intel, non sarà  possibile accendere il PC e, di conseguenza, i dati personali contenuti al suo interno saranno inaccessibili. Questo sistema, che ancora non è stato mostrato in funzione e di fatto non si conosce la modalità  in cui sarà  possibile usarlo, mostra però alcune lacune: se il ladro, interessato ai dati più che al computer, dovesse smontare il disco fisso montandolo su un altro computer il problema si ripresenterebbe.

Questo “suicidio indotto” del processore a quanto pare sarà  possibile anche se il computer non è collegato a una rete Internet, come si attiverà  quindi non è chiaro. Vi terremo aggiornati nei primi giorni di gennaio quando i processori della famiglia Sandy Bridge verranno mostrati al pubblico per analizzarne nel dettaglio prestazioni e chiarire i dubbi sulla tecnologia Anti-Theft 3.0.

PC World News