W-Fi libero: internet gratis in Italia

5 gen 2011 · News ed Eventi

Pubblicato da Il Conte il 3 – gennaio – 2011

Il decreto Pisanu, lo stesso che imponeva una serie di obblighi burocratici a chi voleva fornire connessione Wi-Fi pubblica, è da considerarsi decaduto dal 1 gennaio di questo nuovo anno.

I punti d’accesso, gli hot-spot d’ora in poi non dovranno registrare l’identità degli utenti connessi né il traffico generato da essi.

Rimane ancora vigente un’operazione semplice e rapida come la necessità di chiedere una licenza di fornitura del servizio al Questore.

In questo modo vengono meno tutti quegli ostacoli che hanno rallentato la diffusione di reti wireless accessibili, per esempio, in ristoranti, alberghi, bar, zone di interesse pubblico e aree all’aperto.

Ecco che il decreto Pisanu, osteggiato per tutta la sua durata, gravoso e retrò va finalmente in pensione grazie al decreto Milleproroghe che lo ha abolito.

Questo, permetterà a partire dai prossimi giorni la creazione di un crescente numero di accessi Wi-Fi che potrebbe portare a una maggiore diffusione di Internet.

Il ministro dell’Interno Maroni, per evitare usi indebiti degli accessi wireless, ha già preventivato una serie di misure a favore dell’attività delle forze dell’ordine.

Una buona notizia per iniziare l’anno nuovo!


Business and Tech

WikiLeaks è un gioco globale Dall’Italia il primo contributo

29 dic 2010 · News ed Eventi

Un team di sviluppatori americani invita la comunità di programmatori underground a creare videogame prendendo spunto dalla storia di Julian Assange e dei cable segreti. Come “Leaky World”, che permette di manomettere la rete informativa del potere di IVAN FULCO

IL PROGETTO si chiama Wikileaks Stories, l’idea è di un piccolo team di sviluppatori americani, ma l’obiettivo è quanto mai ambizioso: raccontare la vicenda Wikileaks in forma di videogioco, o comunque di storia interattiva, chiamando a raccolta il popolo dei programmatori underground. Il risultato sarà una collezione a tema di “political game”, anche se gli autori preferiscono definirli diversamente: “Creiamo giochi per la libertà e la democrazia”, spiegano i ragazzi di Gnome’s Lair. Il progetto è completamente aderente alla filosofia wiki: tutti possono partecipare con un proprio videogame, senza vincoli di stile, di forma o di schieramento politico. E la prima risposta alla convocazione arriva proprio dall’Italia.

Un mondo che “perde”. Il primo contributo a Wikileaks Stories, appena pubblicato, si intitola Leaky World, ed è un gioco d’autore, firmato dal collettivo italiano di Molleindustria. Leaky World è una rilettura in chiave interattiva del saggio Cospirazione come governo, un pamphlet pubblicato da Julian Assange nel 2006, e sulla cui dottrina si basa oggi la mission di Wikileaks.

Al centro dello schermo, un planisfero del potere politico, costellato di nodi informativi rappresentati dalle principali capitali. Al giocatore il compito di dirigere la linea delle relazioni internazionali, intessendo legami da punto

a punto, così da accrescere il controllo dell’elite politica sui destini del mondo. Tutto questo fino a quando non si verifica una fuga di notizie, rappresentata da un nodo che inizia letteralmente a “perdere” informazioni. In quel momento, la priorità diventa tagliare tutti i rapporti con quel centro di potere, per evitare che, goccia dopo goccia, la perdita faccia salire la marea dell’opinione pubblica.

“Alcune idee prosperano  –  si legge dopo il game over  –  altre muoiono, portate via dalle correnti della storia”. A meno che non si riesca a intessere una rete mondiale perfettamente intrecciata, più forte di qualsiasi opposizione democratica. Nel qual caso, viene celebrata la vittoria della nomenklatura: “Noi siamo ovunque. E per questo siamo invisibili”.

Teoria della cospirazione. Ma come si racconta Wikileaks al tempo dei videogiochi interattivi? “Le storie emerse dai leak dell’ambasciata americana non sono state sconvolgenti”, spiega Paolo Pedercini, sviluppatore di Leaky World. “Per questo ho pensato che l’approccio migliore fosse quello di fare un passo indietro, di provare a fornire una rappresentazione sistemica anziché narrativa del dramma del potere nell’era dell’informazione”.

“Per Assange  –  prosegue –  la classe dominante “cospira” continuamente: imprenditori, lobbisti, militari e politici mantengono linee di comunicazione più o meno segrete in cui si scambiano informazioni ben diverse dai canali di comunicazione destinati al pubblico generale. In questo contesto, il leak è un modo per ripristinare la verità e ostacolare questi piani che generalmente danneggiano la maggior parte delle persone”.

Videogame in corso. Secondo il team di Gnome’s Lair, il progetto Wikileaks Stories si arricchirà nei prossimi giorni di nuovi titoli, tra i quali un’avventura grafica in prima persona sulla storia di Julian Assange. Nel frattempo, in Rete altri sviluppatori hanno riletto la vicenda Wikileaks in chiave più o meno ironica.

È il caso di Cablegate: The Game, che ha demandato agli utenti il compito di taggare le migliaia di cablogrammi filtrati in Rete. Oppure di The Wikileaks Game, in cui guidare nella raccolta di documenti riservati un Julian Assange in versione super-deformed. O ancora, di Wikileaks: The Game, in cui Assange, nascosto dietro la scrivania di Barack Obama, deve attendere che il presidente degli Stati Uniti si addormenti per trafugare notizie dallo studio ovale.

In questi casi, l’analisi politica si scioglie nell’approccio goliardico che caratterizza molti dei videogiochi in Flash diffusi in rete, ma il concetto non cambia. Il dibattito su Wikileaks è aperto. E come da filosofia wiki, chiunque può partecipare con un suo contributo, in qualsiasi forma.

Repubblica.it > Tecnologia

Internet banda larga, Italia in coda

23 dic 2010 · News ed Eventi
Internet banda larga, Italia in coda (ANSA) – ROMA, 23 DIC – L’Italia rimane indietro in Europa sull’accesso ad internet da casa attraverso la banda larga. Le famiglie con almeno un componete tra i 16 e i 64 anni che possiedono la connessione a banda larga sono, infatti, il 49%, rispetto alla media europea del 61%. Fanno peggio solo Grecia, Bulgaria, Romania. E’ quanto emerge dall’indagine dell’Istat ‘Cittadini e nuove tecnologie’ condotta a inizio 2010.

News di Tecnologia – ANSA.it

Italia, il Wi-Fi sogna la libertà ddl svuota il decreto Pisanu

22 dic 2010 · News ed Eventi

Il ministro dell’interno Roberto Maroni ha presentato al Senato un disegno di legge per abrogare alcuni obblighi come quello che costringe i fornitori di accesso internet senza fili a identificare in modo certo (e burocratico) i propri utenti. Ma non sarà  di veloce approvazione di ALESSANDRO LONGO

IL GOVERNO ha posato la prima pietra ufficiale per liberare il Wi-Fi italiano dalle norme che ne stanno rallentando lo sviluppo. Il ministro dell’interno Roberto Maroni ha infatti presentato al Senato un disegno di legge per abrogare alcuni obblighi che non hanno uguali in Occidente: quelli che al momento costringono i fornitori di accesso internet Wi-Fi a identificare in modo certo (e burocratico) i propri utenti. Il disegno fa seguito a una promessa di Maroni a novembre, in conferenza stampa ed è già  stato assegnato alle commissioni riunite Affari Costituzionali e Giustizia. Va detto che arriva in ritardo rispetto agli auspici e alle promesse. E invece a gennaio ritroveremo, molto probabilmente, gli stessi obblighi burocratici. Il disegno di legge Maroni non è ancora stato esaminato, infatti.

In tutta questa vicenda ci sono alcuni elementi di incertezza. “Mi sconcerta la presentazione di questo disegno di legge”, dice Paolo Gentiloni (PD) a Repubblica.it. Per capirci qualcosa, bisogna sapere che finora le norme Wi-Fi sono state prorogate, all’interno del decreto Pisanu, ogni anno, nel decreto Milleproroghe. Quest’anno non sarà  cosà¬, salvo sorprese dell’ultima ora. A quanto ci risulta, nella stesura attuale il Milleproroghe – che sarà  approvato domani, in consiglio dei ministri – non dice nulla sul Wi-Fi. Che succede, allora, a gennaio? “Non

sembra che l’articolo 7 del Pisanu sia temporaneo e quindi sopravviverà  a gennaio anche senza bisogno di proroghe. E’ quello che obbliga a identificare gli utenti”, spiega Fulvio Sarzana, avvocato esperto di internet. “Decadrà  quindi solo un’altra parte del Pisanu, quella che obbligava a richiedere l’autorizzazione in Questura per gli hot spot Wi-Fi”, continua.

Del resto, se l’articolo 7 decadesse in automatico non ci sarebbe bisogno del disegno di legge Maroni, che si limita a abrogarlo senza specificare altro. Il ministro aveva detto che il governo avrebbe sostituito gli attuali obblighi sul Wi-Fi con altri, più leggeri e al passo con i tempi. Bisognerà  aspettare, però. Nella relazione al disegno di legge, a riguardo, si legge: “Nel dibattito parlamentare  -  sono stati presentati sia alla Camera sia al Senato alcuni disegni di legge sulla materia  -  potranno essere esaminati e approfonditi tutti quegli aspetti necessari al superamento del “decreto Pisanu” nella prospettiva di pervenire ad un giusto equilibrio tra la libertà Â  di comunicazione, lo sviluppo della new economy e idonei standard di sicurezza”.

Ottimisti gli avvocati specializzati in questa materia, Sarzana e Guido Scorza: “I tempi fulminei di assegnazione del disegno di legge indicano la forte volontà  politica di portarlo presto in porto”, dice Scorza. Critico Gentiloni: “è singolare che a un mese e mezzo dalle promesse fatte, il governo si limiti a un disegno di legge. Avrebbe potuto mettere nel Milleproroghe la chiara abrogazione: sarebbe stata la strada più veloce. Se si vuole affidare al Parlamento, invece, avrebbe potuto puntare su due uguali proposte di legge di abrogazione, già  presentate alla Camera, prima da noi e poi dal Pdl”.

Già , il disegno di legge Maroni al Senato arriva mentre è già  avanti un iter parallelo alla Camera, che chiede la stessa cosa (abrogazione dell’articolo 7). “E’ stato già  discusso ed è alla fase della raccolta di firme. Significa che la Camera potrebbe approvarlo entro fine gennaio e poi il Senato entro febbraio”, spiega Gentiloni. E’ sullo sfondo di questo pasticcio normativo che gli utenti italiani attendono la liberazione del Wi-Fi. Ormai da tempo: già  negli anni scorsi ci sono state proposte per abrogare il Pisanu, mai andate in porto. Questa volta potrebbe essere diverso, ma si rivive, uguale al passato, lo stesso intreccio labirintico di proposte e disegni di legge.

Repubblica.it > Tecnologia