Toshiba realizza una nuova tecnologia multi-touch per schermi resistivi

10 mar 2011 · News ed Eventi

Esistono due tipologie di schermi touchscreen: quelli resistivi e quelli capacitivi. Sui primi modelli di telefoni cellulari touch screen era più facile trovare la prima tipologia, quella cioè basata sul contatto di due membrane che si scambiano impulsi elettrici da trasformare in comandi.

Si tratta di una tecnologia non molto performante, dal momento che per sfruttarla occorre utilizzare display con superficie in plastica (facile da graffiare) e che non permette grande precisione e sensibilità col tocco tramite il dito. Per questo tipo di display è sempre consigliabile usare un pennino, più preciso del dito e in grado di esercitare una pressione migliore. Immaginate di avere due fogli posizionati uno sopra l’altro a pochissimi millimetri di distanza: per dare il comando dovreste toccare il foglio superiore fino a farlo toccare con quello sotto. Per una soluzione del genere è dunque difficilissimo utilizzare gesture a più tocchi contemporaneamente.

Col tempo i produttori di smartphones e dispositivi touchscreen hanno quindi optato per la soluzione “schermo capacitivo”, che può essere realizzato in vetro, diminuendo sensibilmente il rischio di graffi e offrendo una precisione nettamente superiore. Questo tipo di schermi utilizza infatti una tecnologia basata sulla conduzione elettrica che trasmettiamo col dito, con il risultato che basta sfiorare la superficie del display per ottenere un comando preciso e veloce. Con anche la possibilità di utilizzare facilmente funzioni multitouch, nonchè di ottenere una qualità dello schermo generalmente migliore, dal momento che non servono più membrane per comporlo, permettendo alla luce della retroilluminazione di incontrare meno ostacoli. Facile dunque comprendere perchè gli schermi touchscreen capacitivi siano considerati decisamente più performanti di quelli resistivi. La stragrande maggiorana di cellulari in circolazione ad oggi adotta infatti display capacitivi.

Ora però sembra che Toshiba sia riuscita a realizzare una tecnologia capace di portare con successo le funzionalità multitouch sugli schermi resistivi, principalmente ideata per l’utilizzo in ambiti industriali o per applicazioni mediche.

Un ottimo risultato, che però difficilmente potrà togliere lo scettro di miglior tecnologia multitouch agli schermi capacitivi. Probabilmente dunque si tratterà di una caratteristica utilizzata solo ed esclusivamente in settori limitati e ad unico scopo professionale. La motivazione di Toshiba nel dare risalto alla tencologia resistiva è che questa può essere utilizzata con qualsiasi oggetto oltre al dito, mentre per gli schermi capacitivi è indispensabile utilizzare le dita, speciali pennini (comunque ampiamente diffusi) o appositi guanti. Indossare infatti normali guanti invernali per utilizzare un display capacitivo potrebbe non consentire la ricezione dell’impulso elettrico da parte del dispositivo.

Di seguito il comunicato originale di Toshiba circa questa nuova tecnologia:

“At Embedded World Toshiba Electronics Europe is previewing a new technology that is set to broaden the spread of multi-point touchscreens in industrial and medical applications. The company is demonstrating a system that uses patent-pending algorithm to combine the benefits of resistive and capacitive touch sensors while overcoming limitations associated with each of these technologies. Consumers are becoming increasingly used to touchscreens in personal devices such as mobile phones and tablet PCs. These products utilise multi-point (generally two-point) sensing to deliver flexibility and control in on-screen operations. Similar capabilities are valuable in industrial and medical equipment where the ability to manipulate, for example, a slider and rotary switches simultaneously provides a greater degree of control.

Smartphones generally employ capacitive touchscreens that can recognise dual-touch gestures, such as pinch/zoom, but are unable to function with a pen, stylus or gloved hand. Resistive touchscreens, conversely, can accept pen, stylus and gloved inputs but do not typically support multi-touch. Resistive touchscreens cost significantly less than their capacitive equivalents, a factor that is particularly significant if touch technology is to migrate from its current bastion in high value portable consumer devices to the more cost-sensitive industrial marketplace.

Toshiba’s demonstration shows a resistive touchscreen that, as well as accepting the usual pen, stylus and gloved inputs, can also interpret multi-touch gestures. The Resistive Touch Technology Demonstrator comprises an ARM9 development board front end for the touchpad and display coupled with an add-on PCB that amplifies the touch stimulus and calculates position and movement.”

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