UE stabilisce che i filtri anti peer to peer sono illegali

30 nov 2011 · News ed Eventi

UE stabilisce che i filtri anti peer to peer sono illegaliUna recente sentenza della Corte di Giustizia dell’Unione Europea ha stabilito che i filtri Peer to Peer sono illegali. Ricordiamo che tali filtri non sono altro che delle limitazioni che i provider con varie scusanti applicano al traffico internet. Ufficialmente si ritiene che essi si rendano necessari per un uso sapiente della rete e per permettere l’accesso a tutti gli utenti evitando colli di bottiglia. In realtà spesso ci si scontra con interessi economici e scelte volute per incrementare la distribuzione di contenuti con altre formule oppure per propinare prodotti d’accesso alla rete più costosi.

Il divieto di utilizzarli nasce da una vicenda contorta. Più volte infatti i provider sono stati invitati ad utilizzarli proprio per arginare il fenomeno dello scambio di file protetti da copyright in maniera illegale. Nel dettaglio il Tribunale di prima istanza di Bruxelles aveva imposto ad un ISP per volere della Siae locale (SABAM) di impedire gli scambi p2p che avrebbero violato le norme sul diritto d’autore. Il provider in questione avrebbe dovuto filtrare:

– tutte le comunicazioni elettroniche passanti per programmi peer-to-peer;
– tutta la clientela avrebbe dovuto sopportare tale filtraggio a titolo preventivo;
– le spese di applicazione del filtro sarebbero state sostenute interamente dal singolo provider;
– nessuna limitazione nel tempo.

La Corte Europea ha deciso di intervenire stabilendo che un giudice non può emettere un ordine di ingiunzione simile in quanto viola le norme comunitarie tanto in tema di dati personali, commercio elettronico e anche di diritto d’autore. Si tratta di una importante vittoria per i Provider che per la prima volta si vedono riconoscere diritti e non solo responsabilità. Anche gli utenti della rete sembrano essere fieri della decisione. Molti si chiedono se la chiusura e il sequestro di molti siti di distribuzione peer to peer italiani sia un sopruso alla libertà di scambio e alle norme europee, ma a quanto pare in questo caso la legge viene applicata giustamente. Che ne pensate?

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